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Calendimarzo, le origini

29 febbraio 2024

Fiori_CalendimarzoSi festeggia domani 1° marzo. Contributo di Walter Coretti.


Tratto in parte da: www.evus.it ed in parte dai Fasti del poeta Ovidio

La festa che cade il primo di marzo è largamente celebrata in Bregaglia, ma non solo ed ha origini antiche legate alla conquista romana della nostra regione.

Nell’antico calendario romano il primo giorno di marzo coincideva con l’inizio dell’anno. Il mese era chiamato Martius in onore del dio Marte. Il primo giorno di marzo era dedicato a Giunone Lucina, dea madre invocata dalle partorienti e dalle donne sposate e questo appare strano. Sarebbe stato più logico dedicarlo a Marte che rappresentava la virilità e la forza maschile.

Le usanze religiose che si tenevano alle calende di marzo venivano chiamate Matronalia in onore di Giunone che veniva venerata come fonte di vita e di luce. Le usanze sono molto antiche e databili già al 375 a.C.

Le matronae dell’antica Roma, cioè le donne maritate di origine libera, il primo di marzo invocavano Giunone per chiedere protezione e assistenza nel difficile momento del parto e si rivolgevano poi a tutte le donne devote alla dea affinché realizzassero delle corone di fiori intrecciate con cui cingersi la testa.

Il poeta Ovidio nei Fasti, III, 253-258, scrive: Recate fiori alla Dea! Questa dea si compiace di erbe fiorite; incoronate il capo di teneri fiori! E dite: – O Lucina, tu ci hai dato la luce!’ E dite: – Tu sei propizia al voto delle partorienti!

Satira di Bregaglia

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Per sorridere un po’.