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Bregaglia ed Engadina fra cielo e terra

6 luglio 2021

//comunicato stampa\\
È il titolo della mostra ambientata nella cornice dello storico Hotel Maloja Kulm di Maloja. In esposizione dal 7 luglio 2021 per tutta la stagione estiva.

Grazie allo stimolo di Willi Zavaritt e del figlio Riccardo, proprietario della struttura, e al dinamismo dei coniugi gestori Oria e Marcello Gervasi, l’iniziativa intende contribuire con un evento culturale di forte radice locale alla ripresa, dopo il lockdown, di un territorio a storica vocazione turistica.

Due artisti – Federico Canobbio Codelli, pittore, e Laura Ceretti, fotografa – si confrontano sul tema del paesaggio d’alta quota su entrambi i versanti del Passo del Maloja, con una serie di dipinti e di stampe fotografiche realizzate con i droni.

L’incanto delle alte valli immerse nel sole, la luce dei radiosi laghi cantati da Nietzsche, le cime austere e dolci che hanno ispirato Segantini, Hodler e Giacometti rivivono nelle opere in mostra seguendo le voci di un contrappunto solo apparentemente divergente: l’ardito scatto fotografico aereo riproposto in vertiginose variazioni da Ceretti dialoga infatti naturalmente con la vena contemplativa del “viandante” Canobbio Codelli.

Vernissage della mostra “Bregaglia ed Engadina fra cielo e terra”: mercoledì 7 luglio 2021, dalle 16:30 alle 18:30, al Maloja Kulm, alla presenza degli artisti.

Gli artisti
Attivo nella pittura di paesaggio da più di 25 anni – con numerose esposizioni in Engadina e in Italia – ma di formazione filosofo della scienza e dirigente editoriale, Federico Canobbio Codelli non nasconde la sua ammirazione per l’antica pittura cinese, e in particolare di quella del tempo dei Song settentrionali, mostrando “un’attenzione da geologo, un’ammirazione per la durezza della montagna e per l’assalto cui la sottopone il ricorrere delle stagioni” (Carlo Bertelli ne L’Engadina nelle vedute di F. C. C., Valentina Edizioni, Milano, 2005). L’anima delle montagne, la percezione del loro respiro più segreto e misterioso, che atterrisce e attrae insieme – che si tratti delle Alpi o dei remoti paesaggi dell’Australia, della Patagonia, del Tibet o di Sri Lanka – è ciò che lo attrae, accettando “la sfida di avvicinarsi a ciò che è ignoto, ma che crediamo di conoscere” (Chasper Pult, ibid.).
Laura Ceretti (www.lauraceretti.it) ama la natura nei suoi aspetti più discreti e nascosti. Appassionata di storia e cultura della montagna, è stata autrice e curatrice di numerose monografie e volumi dedicati alla storia, morfologia e vicende umane delle Alpi centrali e dei suoi passi. È collezionista di antiche cartoline dell’Engadina e, selezionando le più rare e curiose, ha dato vita a un libro e un film di grande fascino.  Da quando nel 2017 ha conseguito il brevetto italiano di pilota di droni certificato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha imboccato, parallelamente alla sua passione per la fotografia, un nuovo percorso artistico e creativo, immortalando attraverso gli scatti con l’aeromobile in volo i mutamenti dei paesaggi naturali al ritmo delle stagioni. Rielaborando le immagini mediante la stampa digitale delle doppie e quadruple proiezioni del paesaggio, ha creato raffinate immagini abitate da arabeschi, reticoli e prospettive “impossibili”, che trasformano la percezione e stimolano la molteplicità dell’interpretazione soggettiva in una resa visiva finale enigmatica, misteriosa, affascinante. Fotografie, spunti di creatività dai dettagli particolari, trasformate in un elegante e magico linguaggio artistico, espressione di un’estetica emozionale – se vogliamo – tutta femminile.

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