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Vita di Gran Consiglio

14 dicembre 2018 Nessun commento

//tratto da Il Grigione Italiano\\
Imposte non pagate dai deputati per dieci anni, caccia speciale al voto, e commiato da due membri del Governo. Intervista al granconsigliere Maurizio Michael.

Nell’ultima sessione del 2018 si è discusso ovviamente di preventivo per il prossimo anno, ma ci sono stati altri temi che catturano il nostro interesse. Vogliamo partire dalla questione dei rimborsi viaggio, che riguarda tutti i granconsiglieri, indistintamente. Infatti proviene da un errore di un ufficio cantonale.

Maurizio Michael, come sono andate le cose?
L’amministrazione del personale molti anni fa ha compiuto un errore e nessuno se n’è mai accorto. Abbiamo ricevuto delle indennità sulle quali andavano pagate le imposte, ma che nei nostri certificati di salario risultavano invece come esenti.

E chi se n’è accorto, infine?
Esiste un controllo delle finanze cantonali, un ufficio con struttura e organizzazione autonoma che verifica il corretto funzionamento del Cantone. L’errore è venuto fuori proprio da uno di questi controlli.

Allora, quali sono i soldi in questione?
Quando noi andiamo a Coira per le sessioni di Gran Consiglio, per le riunioni di commissione o per le riunioni di frazione riceviamo un rimborso per le spese di viaggio. Chi viaggia in auto riceve i classici 70 centesimi a chilometro. In più, viene considerato il tempo di viaggio, e anche questo tempo viene indennizzato, con un importo di altrettanto valore. Per esempio, se io per andare a Coira faccio 220 km (andata e ritorno), ricevo 154 franchi di rimborso spese e in più 154 franchi di indennità di viaggio.

E quali sono tassati e quali no?
Ovviamente i rimborsi spese non sono soggetti a imposta, mentre invece l’indennità di viaggio lo è. Ma io non ci avevo mai fatto caso, tanto più che se è lo stesso Cantone a preparare il certificato di salario a nessuno viene in mente di metterlo in discussione. E come me tanti altri. Perfino l’attuale responsabile delle finanze!

E adesso come fate a pagare le imposte su queste indennità che avete ricevuto? E quanto indietro si deve andare?
Per legge, si devono pagare le imposte fino a dieci anni indietro. Perciò io che ho cominciato nel 2010 devo pagare tutti gli arretrati. Ma alla fine non dovrebbe essere una cifra tanto alta. Possiamo farla figurare quest’anno, tutta in una volta, nei redditi del 2018, oppure far aggiornare le dichiarazioni del reddito di ogni anno. Ma in questo caso scattano gli interessi di mora.

Un bel pasticcio.
Sì e no. È una cosa normale e corretta. È indiscusso che sulle indennità percepite vanno versate le imposte. A causa di questo errore noi lo faremo con un po’ di ritardo, ma anche noi lo faremo.

E per chi non è più in Parlamento?
Naturalmente riguarda anche loro. Tutti coloro che hanno ricevuto, a partire dal 2009, un’indennità di viaggio, devono pagare le imposte arretrate sulle somme percepite.

Dato che siamo in argomento, quanto guadagna un deputato al Gran Consiglio grigione?
Noi riceviamo un’indennità di 300 franchi per ogni giorno di presenza. Presenza, come dicevo prima a proposito dei rimborsi viaggio, in sedute di Parlamento, di commissioni e di frazioni. Questa indennità comprende anche il lavoro preparatorio che svolgiamo a casa.

Parli di frazioni, ossia di gruppi parlamentari dei partiti. Valgono anche altre eventuali riunioni di partito?
No. Quelle sono a spese proprie. Qualsiasi altra attività o altre spese sono a proprio carico, anche se si tratta di affari concernenti il Gran Consiglio e il tuo compito di deputato.
Quest’estate sono per esempio andato a Berna dal consigliere federale Ueli Maurer con il consigliere di stato Christian Rathgeb e alcuni colleghi del Gran Consiglio per discutere del futuro delle dogane. Il tutto a nostre spese. Anche questo fa parte del compito di granconsigliere.

Ricevete altri rimborsi?
Riceviamo un forfait per i pasti di 60 franchi al giorno (che ovviamente a Coira non bastano quasi mai) e un forfait per i pernottamenti (solo quelli strettamente necessari).

Insomma, non ci si arricchisce a fare il granconsigliere!
Penso proprio di no.

Cambiamo tema. Si è riaperta la discussione sulla caccia speciale. Un’iniziativa popolare aveva chiesto di abolirla, ma il Gran Consiglio aveva stabilito che l’iniziativa non era valida, in quanto non rispettava la legge federale. Puoi rinfrescarci la memoria?
La caccia speciale esiste perché il Cantone deve garantire la salvaguardia dei boschi, soprattutto per la loro funzione protettiva nonché la protezione delle coltivazioni agricole. E quando il numero di animali selvatici, in particolare il cervo, è elevato, questi mangiano germogli, cortecce ecc. e non consentono al bosco di rinnovarsi.

I promotori proponevano però di allungare il periodo di caccia alta. Così si sarebbe potuto ridurre il numero di animali senza ricorrere a una caccia che colpisce anche i piccoli.
In effetti l’iniziativa aveva raccolto moltissime firme, proprio per questa ragione. Il problema è però che molti cervi non si trovano sul territorio del nostro Cantone a fine estate – inizio autunno. Solo più tardi rientrano nei Grigioni per svernare.

E adesso perché se ne riparla?
I promotori sono ricorsi al Tribunale federale, e quest’ultimo ha dato loro ragione nel senso che si potrebbero usare altre modalità per raggiungere lo scopo, rispettivamente attuare altre forme di regolazione del cervo. Ovviamente non dice quali, non è sua competenza. Magari si troveranno. Comunque l’iniziativa è ammessa e bisogna andare alla votazione.

Il Gran Consiglio cosa ha deciso?
Abbiamo deciso di raccomandare agli elettori di respingerla, perché la caccia speciale, al momento, è la soluzione migliore o addirittura l’unica soluzione veramente attuabile. Il voto in questo senso è stato quasi unanime.
Va detto che attorno a questo voto si sono aggregati molti interessi, anche di coloro che, a priori, sono contro la caccia. I cacciatori, anche e in particolare quelli critici nei confronti della caccia speciale, dovranno stare molto attenti.

Nei giorni del Gran Consiglio l’attenzione della cittadinanza era rivolta piuttosto al Consiglio federale. Ma anche il Governo cantonale ha avuto un suo momento importante: il commiato da due membri che quest’anno lasciano il loro incarico.
La presidente del Gran Consiglio Tina Gartmann-Albin ha fatto una ricapitolazione del lavoro svolto dai consiglieri di stato Barbara Janom-Steiner e Martin Jäger. Poi è seguito un lungo applauso, ma davvero lungo, in piedi, ed è stato un momento emozionante. Barbara Janom-Steiner ha dovuto più volte asciugarsi le lacrime e il suo messaggio di saluto è stato ripetutamente interrotto dalla commozione. E anche Martin Jäger aveva gli occhi lucidi.

Jäger lascia perché vuole andare in pensione, Janom-Steiner perché è a fine mandato e a inizio maggio 2019 assumerà la presidenza del Consiglio di amministrazione della Banca nazionale. Chi siederà al loro posto in governo?
Dal primo gennaio del 2019 faranno parte del Governo cantonale Markus Caduff, del Partito popolare democratico cristiano, e Peter Peyer, del Partito socialista.

Nel corso di questa sessione di Gran Consiglio ci sono stati eventi fuori dall’aula?
Abbiamo avuto di nuovo un invito da parte di Gastro Grigioni, martedì a pranzo, sotto il capannone. Flurin Caviezel ha intrattenuto i presenti con il suo cabaret. In questo modo gli albergatori e i ristoratori grigioni si fanno conoscere al mondo della politica cantonale, con l’obiettivo di ottenere un po’ di attenzione e di riconoscimento.

Silvia Rutigliano

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