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Pesca sul ghiaccio

8 febbraio 2017 1 commento

Avviato un progetto pilota di pesca sul lago ghiacciato. I buchi potranno essere fatti in alcuni settori del Lago di Sils.

La legge che regola la pesca nei Grigioni non permette di pescare sul ghiaccio. Perciò è stato elaborato un progetto specifico, che con molte limitazioni consentirà eccezionalmente questa pratica.

All’origine del progetto vi è Antonio Walther, presidente della Società di pesca del Lago di Sils, la quale detiene i diritti di pesca sul lago con la barca. «Da dieci anni – racconta Antonio Walther – desidero trovare il modo di pescare sul lago ghiacciato. E ora finalmente siamo riusciti a far partire un progetto pilota».

Il progetto pilota è della durata di due anni, ed è stato inaugurato lo scorso 27 gennaio dallo stesso Walther, che è uscito sul lago insieme a Georg Brosi, direttore dell’Ufficio caccia e pesca dei Grigioni. Per pescare, con un apposito trapano si fa un buco del diametro massimo di 20 centimetri e si cala una lenza con un amo grande, al quale non possono abboccare pesci piccoli.
«Uno degli obiettivi – spiega infatti Antonio Walther – è quello di eliminare le trote canadesi, che raggiungono dimensioni molto elevate e mangiano i pochi salmerini che ci sono restati». Al terzo giorno di pesca, ne è stata catturata una lunga 83 centimetri.

Guarda la galleria immagini.

Per questo primo anno ci sono forti restrizioni. Per esempio, può comprare la licenza solo chi è membro di una società di pescatori dei Grigioni, e ne vengono rilasciate un massimo di 30 al giorno, delle quali 15 riservate ai membri della Società del Lago di Sils. I giorni consentiti per la pesca saranno in tutto solo 20, distribuiti in massima parte sui finesettimana, e l’orario è limitato dalle 8 alle 16.

«Un secondo obiettivo – dichiara Antonio Walther, che è anche albergatore e ristoratore – è quello di fornire alla regione un’ulteriore attrazione turistica invernale».

Essendo i fori piccoli, non c’è il pericolo di caderci dentro. Ed essendo il ghiaccio molto compatto, non c’è neppure il pericolo che si rompa ai bordi. Dopo un paio d’ore il buco si richiude da sé. I settori individuati per questa attività sono al di fuori delle piste di sci di fondo e dei tracciati per le passeggiate sul lago, quindi non c’è il rischio che qualcuno finisca con un piede in un buco, e sono lontani da zone soggette a valanghe.

I promotori del progetto hanno previsto una dimostrazione pratica, aperta a tutti, sabato 25 febbraio dalle 9 alle 11, alla quale saranno invitati anche gli enti interessati, quali il Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste, i Comuni di Bregaglia e Sils, la Pro Lej da Segl, Pro Natura e altri.

Silvia Rutigliano

Attualmente c'è un commento

  1. scrive:

    bellissima idea e…….bella cattura complimenti.
    luciano

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