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I cambiamenti nella gestione del Comune

26 aprile 2016 Nessun commento

Revisione parziale della Costituzione comunale e riforma territoriale: primi effetti. Nell’intervista ad Anna Giacometti, anche i canoni d’acqua, i frontalieri e i migranti.

La nuova organizzazione dell’amministrazione comunale è entrata in vigore dal primo gennaio, con l’applicazione della revisione parziale della Costituzione. Come vi trovate con il nuovo sistema?
Dal mio punto di vista l’aspetto più positivo è la direzione amministrativa, composta dal sindaco, dal capo dell’Azienda forestale e lavori pubblici, dal responsabile dell’Ufficio tecnico e dal segretario comunale, dove possiamo prendere determinate decisioni e quindi sgravare il municipio. Il municipio riceve i verbali delle riunioni della direzione e può quindi intervenire se lo ritiene necessario. La competenza finanziaria della direzione arriva a 10’000 franchi (mentre quella del municipio è di 100’000 fr.). Le decisioni al suo interno devono essere però prese all’unanimità: se non c’è unanimità, la decisione passa al municipio.

In pratica, qual è il vantaggio?
Questo sistema snellisce il lavoro, quindi in prospettiva il municipio non si riunirà più ogni settimana, ma ogni due. Il municipio può svolgere i compiti di organo strategico e delegare i compiti operativi alla direzione amministrativa.

I cittadini vengono informati delle decisioni prese dalla direzione amministrativa?
Le decisioni della direzione sono pubblicate mensilmente negli albi nel sito del Comune, insieme a quelle prese dal municipio.

Un’altra novità sono le commissioni nominate dal municipio: centro sanitario, edilizia, scolastica, pompieri e turismo.
Devo ammettere che in fase di aggregazione dei comuni avevamo esagerato nello snellire, rinunciando per esempio ad una commissione edilizia e di pianificazione. Essa è invece decisamente necessaria: esamina le licenze a mano del municipio e approva le notifiche. La commissione scolastica, che ha preso il posto del consiglio scolastico eletto dal popolo, sta funzionando bene. La commissione per i pompieri c’era già. Qui non c’è stato cambiamento, così come per il turismo (a parte il fatto che le commissioni adesso sono nominate dal municipio).

In questo ambito, che cosa è migliorato?
È migliorata la comunicazione. Infatti, prima i municipali riferivano a voce, invece ora i presidenti delle commissioni consegnano i verbali delle loro sedute e così il sindaco e il municipio sono maggiormente informati.
In conclusione, questa riforma che abbiamo adottato con la revisione parziale della Costituzione sta portando i suoi frutti.

Tu sei impegnata anche con la nuova Regione.
La conferenza dei sindaci mi dà più lavoro del previsto. Perché oltre ad occuparci dei compiti regionali in virtù del diritto cantonale, spesso ci troviamo a discutere dei compiti che tuttora sono di competenza del Circolo dell’Engadina Alta (fino al 31 dicembre 2017). E non è che io possa andarmene e lasciarli parlare fra loro, perché tante questioni riguardano anche il nostro Comune, come il turismo a Maloja e i trasporti pubblici che raggiungono Maloja. Entro la fine del 2016 i Comuni della Regione Maloja dovranno approvare un accordo di prestazione per la raccolta dei rifiuti (oggi gestita da un consorzio) e per l’ufficio del registro fondiario (che oggi è un compito comunale).

Questa Regione Maloja è in effetti un po’ sbilanciata, con un solo comune di lingua italiana, e fuori dal Circolo dell’Engadina Alta.
Sì, questo l’ho percepito fin dall’inizio, nelle nostre riunioni di conferenza dei sindaci, soprattutto per quanto concerne la lingua italiana. E adesso un problema attuale è che il Cantone, nell’ambito della revisione totale della legge sulla promozione della cultura, vuole affidare le scuole di canto e di musica alle regioni. Questa proposta è in forte contrasto con la riforma territoriale, dove l’obiettivo dichiarato era quello di rafforzare la responsabilità propria dei comuni politici e di semplificare le strutture a livello regionale. E noi in Bregaglia rischiamo che, se la scuola di musica diventasse un compito obbligatorio della Regione Maloja, non avremmo la garanzia di poter mantenere la sede di Vicosoprano. Lo stesso discorso vale per le biblioteche a Vicosoprano e a Castasegna, che oggi sono sostenute finanziariamente dal Comune di Bregaglia. Se il Gran Consiglio dovesse approvare la nuova proposta, queste offerte dipenderanno dalle decisioni della conferenza dei sindaci. Mi sembra ovvio che per la popolazione della Bregaglia sia meglio mantenere la situazione attuale.

Recentemente il Comune è stato coinvolto in un incontro sul frontalierato e il nuovo trattato fra l’Italia e la Svizzera.
Ho assistito con molto interesse alla tavola rotonda a Villa di Chiavenna, dove il capo negoziatore italiano ha spiegato chiaramente e senza mezzi termini quali sono le condizioni che si prospettano per i frontalieri nel futuro. Per la Svizzera non cambierà molto: ci saranno ancora le imposte alla fonte. I tempi di attuazione sono lunghi e secondo me i frontalieri hanno problemi più seri e immediati da affrontare. Con la crisi economica, anche per i frontalieri c’è meno lavoro e chi perde il lavoro in Svizzera non ha molte speranze di trovare occupazione nel suo paese.

A livello nazionale è stato sollevato il problema dei canoni d’acqua: le aziende idroelettriche premono per la riduzione di questi canoni, poiché il prezzo dell’energia è sceso moltissimo.
Gli attuali contratti di concessione stipulati con ewz durano fino al 2039. Le trattative per un rinnovo anticipato dei contratti di concessione sono iniziati, ma il municipio al momento ha sospeso i lavori, in quanto la situazione sul mercato energetico non ci permetterebbe di migliorare le condizioni e le prestazioni in vigore attualmente. Già oggi abbiamo una riduzione dei canoni a causa del risanamento dei deflussi residuali attuato a Löbbia l’anno scorso; infatti i canoni si calcolano sia sulla quantità di acqua utilizzata dalle centrali sia sul dislivello fra la captazione e la centrale (che in questo caso è Castasegna).

Stiamo pagando a caro prezzo i pesci nella Maira? Quale prezzo?
Questa conseguenza economica ci è stata comunicata solo nel dicembre del 2015, ma il risanamento dei deflussi residuali era imposto dalla legge federale sulla protezione delle acque. Avremo un mancato introito di 107’586 franchi l’anno. Nonostante tutto però, dal 2010 i canoni d’acqua versati da ewz al Comune sono aumentati da CHF 1’685’277 nel 2010 a CHF 2’322’093 risp. a CHF 2’214’507 nel 2015 (con la deduzione dovuta al risanamento dei deflussi residuali).

Adesso cosa succederà?
Entro il 2019 la Confederazione dovrà rivedere l’aliquota massima del canone per i diritti d’acqua, che oggi ammonta a CHF 110.00 per chilowatt di potenza lorda. È vero che le aziende idroelettriche sono in difficoltà, ma l’acqua è la nostra materia prima e per molti anni loro hanno fatto grandi guadagni. Dobbiamo prepararci a una diminuzione dei canoni d’acqua dopo il 2019, ma sono convinta che i nostri rappresentanti a Berna sapranno difendere i nostri interessi, che sono anche quelli del Cantone dei Grigioni.

Un altro tema attuale a livello nazionale è quello dell’afflusso di migranti. Anche Bregaglia è un comune di confine: la questione ci tocca?
Già l’anno scorso la Polizia cantonale aveva chiesto al Comune se aveva dei locali per situazioni di urgenza. Ora è stato deciso, in accordo con il Centro sanitario, che si potrà utilizzare il suo rifugio sotterraneo. Questo era già stato aperto ai campeggiatori quando erano stati sfollati d’urgenza a causa della frana della Bondasca, nel 2012. Si tratta di locali attrezzati e poi c’è l’assistenza medica, il personale sanitario e ci sono anche la cucina e la lavanderia.

Dobbiamo quindi abituarci ai richiedenti l’asilo anche qui in Bregaglia?
No. Non si tratterebbe di un centro di accoglienza. Per un centro ci vuole un edificio adatto, e non ce ne sono nelle regioni Maloja e Bernina. Si tratterebbe solo di un luogo dove alloggiare, per alcune ore o al massimo per pochi giorni, profughi che arrivano al confine di Castasegna. Per dar loro un riparo e rifocillarli. La polizia e le guardie di confine sono istruite in merito e sanno cosa devono fare.

Che cosa succederà agli stranieri, dopo questa breve sosta?
I profughi saranno accompagnati nei centri di prima accoglienza, e da lì poi negli altri centri. All’inizio di marzo abbiamo ricevuto una chiara informazione, il segretario comunale e io, a Coira, presso la HTW (scuola superiore di scienze applicate), dal capo dell’Ufficio migrazione dei Grigioni, il signor Marcel Suter. Abbiamo constatato che è tutto organizzato e che le responsabilità sono ben definite.

Silvia Rutigliano

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