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Hortensia von Salis

22 settembre 2022

Fu una delle figure di spicco del panorama culturale seicentesco grigionese. Si distinse in particolare come autrice di saggi teologici precorrendo, di fatto, i tempi.

Viene ricordata storicamente come Hortensia Gugelberg Von Moos, ma appartenne per nascita al casato von Salis-Soglio, che come si evince anche dal cognome fu ed è un’importante famiglia indissolubilmente legata ad uno dei borghi più belli della Svizzera. Hortensia era infatti la figlia del balivo Gubert von Salis-Soglio, anche Landamano delle Tre Leghe, mentre la madre Ursula apparteneva al ramo dei von Salis-Maienfeld. Proprio in quest’ultimo luogo, nella regione di Landquart, la piccola Hortensia venne alla luce: era il 1659.

A 23 anni, nel 1682, si unì in matrimonio all’aristocratico cugino Rudolf Gugelberg von Moos, un capitano al servizio della Francia prematuramente deceduto in battaglia poco più di una decade dopo, nel 1692. Hortensia, restò dunque vedova e senza prole poiché i figli morirono in giovane età, ma ella continuò a vivere nella dimora di Maienfeld, ancora oggi appartenente alla famiglia. Qui, nel castello di Salenegg, l’aristocratica signora (amante dello studio) proseguì la sua formazione in teologia, filosofia, botanica, geologia e medicina, materie in cui – visto i tempi- studiò da autodidatta e lo fece sin da giovanissima. Le sue conoscenze le permisero così di far pratica in uno studio medico, dedicandosi in modo specifico alla fitoterapia, grazie alla quale curò numerosi malati e si guadagnò la reputazione di esperta terapeuta ben oltre gli stretti confini elvetici.

Una donna molto intelligente e istruita, che coltivava parecchi e intensi scambi di vedute con scienziati del suo tempo, quali ad esempio Johann Heinrich Heidegger, Johann Heinrich Schweizer e Johann Jakob Scheuchzer. Particolarmente degno di nota fu il suo lavoro quale autrice: indubbiamente pioniera in questo senso divenendo, difatti, la prima autrice svizzera ad esser pubblicata, sebbene inizialmente sotto lo pseudonimo di “Signora aristocratica”. Questo accadde ad esempio per le sue prime due pubblicazioni: “Glaubensrechenschaft einer adligen, reformiert-evangelischen Dame”, un’invettiva datata 1695, pubblicata a Zurigo, rivolta contro il patriarcato nella Chiesa, nella quale domandò esplicitamente più libertà di pensiero religioso per le donne. Costituito in otto capitoli, il testo componeva un libretto intitolato “Messblum”, edito dal sopracitato Johann Heinrich Schweizer: noto teologo zurighese vissuto tra il 1646 e il 1733. “Messblum” non passò certamente inosservato nel suo ambito, soprattutto perché si trattava di un volume scritto da una donna che “osava esprimersi su argomenti teologici e lo faceva addirittura pubblicamente”, come venne descritto a più riprese dopo la pubblicazione. Hortensia non tardò a rispondere e lo fece nel modo più acuto possibile: pubblicando una “Risposta scritta”, in cui sostenne il suo diritto personale, come pure quello delle donne in generale, di esprimere pubblicamente la propria opinione. Scriveva:
“So bene che noi dobbiamo essere brave casalinghe, che il nostro compito è quello di filare e cucire e che non dobbiamo occuparci dell’inutile erudizione, che suscita più domande che edificazione religiosa”.
Un incipit puntuale ma che le permise poi di presentare, una dopo l’altra, tutta una serie di donne bibliche che dimostrano chiaramente come l’erudizione si addica, al contrario di quanto imputatole, alle donne e nel caso specifico a lei stessa.

Sempre sotto pseudonimo pubblicò poi il romanzo «Geist- und lehrreiche Conversationsgespräche” (1696), nel quale ribadì il diritto delle donne alla formazione e a un’esistenza autonoma, senza tutela maschile.

Straordinariamente dotta per la condizione femminile del suo tempo, Hortensia Gugelberg Von Moos firmò quindi un atto più che coraggioso, che la rese a pieno titolo anche precorritrice del Movimento femminista svizzero.
Tuttavia, ai nostri giorni di lei si conoscono purtroppo solo alcune altre pubblicazioni: la Dichiarazione di fede (1695), I Colloqui conversazioni (1696), Le Meditationes (1715) e poi, di recente scoperta, ci sono anche tre poesie stampate ed alcune lettere costudite in vari archivi. Un lavoro che oggi viene omaggiato grazie a “Glaubens-Rechenschafft – Conversations-Gespräche – Gebät“, curato da Maya Widmerin: una ristampa dei testi originali ma commentati, che forniscono uno spaccato preciso sulla vita e sull’opera di questa pioniera della scrittura elvetica femminile.

Hortensia (von Salis-Soglio) Gugelberg von Moos morì a 56 anni, nel 1715 e nel suo elogio funebre venne onorata con grande enfasi barocca per la sua erudizione: “Gloria della patria/ lode delle donne/ il più bel fiore della chiesa / eccellente d’intelletto/ di grande spirito e temperamento/ edotta in tutte le scienze/ miracolo del nostro tempo/ famosa e conosciuta dagli studiosi.”

Una speciale commemorazione ha avuto luogo il 29 giugno 2015, in occasione dell’anniversario dalla morte di questa eccezionale donna grigionese. È stata un’importante celebrazione per ricordare colei che divenne la prima studiosa grigionese e in un certo senso anche la prima femminista, in un evento commemorativo che ha messo in luce le sue peculiarità e i suoi meriti. L’Archivio della cultura femminile grigionese ha infatti creato l’enciclopedia biografica online Bündnerinnen.ch.
In un momento storico, appunto, in cui alle donne veniva negata l’istruzione, la parità dei diritti e una vita indipendente, Hortensia von Salis ha affermato il diritto delle donne all’autodeterminazione e ha pubblicato il sopracitato testo sull’uguaglianza delle donne nella chiesa e nella religione. Un fatto eccezionale, che non accadde nella Parigi reale o nell’illuminata Amsterdam, ma nel rurale Canton Grigioni!

Per quanto concerne la famiglia del marito di Hortensia, i suoi membri appartenevano ad una nobile famiglia costituita da funzionari e ufficiali di Coira, Maienfeld e Malans. I von Moos, detti Gugelberg, erano in realtà originari di Lachen, nel Canton Svitto per poi, nel XV secolo, dar vita ad un nuovo ramo nel Canton Grigioni, che adottò appunto il nome di Gugelberg. In quanto funzionari cittadini e vescovili, proprietari di signorie come pure grazie ad importanti alleanze matrimoniali, già all’inizio del XVI secolo entrarono a far parte del ceto dirigente grigionese. La spaccatura politica in due rami avvenne nel 1600, quando i Gugelberg  di Coira si schierarono in maggioranza in favore della Spagna, mentre il ramo di Maienfeld, che nel 1654 aveva acquistato il castello di Salenegg, sostenne piuttosto la Francia.

Va sottolineato che anche in questo ramo della  famiglia, Hortensia non fu l’unica donna erudita: dopo di lei si ricorda infatti Maria Barbara Gugelberg von Moos (1836-1918), la quale sempre da autodidatta, divenne una stimata scienziata collaborando con il botanico Christian Gregor Brügger di Coira, con cui svolse ricerche e raccolte sui muschi e sulle piante epatiche nei Grigioni. Ella fece studi nella Svizzera orientale, per poi diventare anche pubblicista e infine nel 1902, ricoprì un ulteriore primato femminile, venendo nominata membro corrispondente della Società grigionese di scienze naturali.

Il Castello di Salenegg, considerato una delle più antiche aziende vitivinicole d’Europa sin dal 1068, oggi appartiene ancora ad un esponente femminile della prosapia, Helene von Gugelberg l’ultima discendente della casata che porta avanti una tradizione secolare. Nel maniero vengono infatti ancora coltivati e prodotti vini pregiati, secondo procedure completamente naturali, in un’amalgama tra innovazione e tradizione.

Di Elizabeth Camozzi

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