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Una vacanza da favola

31 marzo 2022

Queste sono esperienze che non si dimenticano! Mille motivi per partecipare a un campo, mille ricordi su cui ancora rido e sorrido.

Le emozioni che avevo provato da ragazza, quale partecipante a campi, le ho ritrovate da adulta, in qualità di organizzatrice. È la vita comunitaria che ti prende, l’essere coinvolta in attività che ti piacciono, mangiare a una grande tavolata, dormire in camerata, e anche il semplice incrociare gli altri in casa o fuori… Raccontarsi storie, fare giochi seri e cretini, ridere per le sciocchezze, cantare a squarciagola… O piangere perché qualcuno ti ha fatto uno sgarbo o forse lo sgarbo neanche c’era ma tu hai pensato che ci fosse.

Da ragazza avevo partecipato a campi: ad Agape, centro ecumenico sulle Alpi piemontesi, ho partecipato a campi studio, e alla Casa valdese di Vallecrosia, in Liguria, ho passato molti mesi estivi a fare il campo lavoro, guadagnandomi così il soggiorno al mare.

Poi sono diventata organizzatrice. Ovviamente in un gruppo di persone. E alle mie esperienze in Italia si è infine aggiunta quella svizzera. Ed è stato magico ritornare a un campo dopo tanto tempo.

La Chiesa evangelica riformata di Bregaglia ha cominciato a organizzare dei campi fuori valle nel 2016, per ragazzi e ragazze dalla terza alla sesta classe (con qualche differenza nell’età dei partecipanti fra un campo e l’altro).

Del nostro primo campo, a Lantsch/Lenz, ricordo le giovani aiutanti, Asia e Monica, una squadra straordinaria, simpatica ed efficiente. L’ultima sera del campo, in occasione delle scenette, Nadia e io avevamo ricreato e recitato una situazione che le riguardava direttamente e quanto hanno riso! Quanto abbiamo riso tutte e tutti insieme! In effetti gli sketch alla fine dei campi sono un momento favoloso. Possiamo prenderci in giro gli uni gli altri, e prendere in giro noi stessi e noi stesse per quanto abbiamo fatto, soprattutto le figuracce! E in quello stesso campo, anche Tosca, con la sua cartina al contrario, ci aveva offerto uno spunto su un piatto d’argento!

Ma anche nell’ultimo campo, a Tarasp, ce ne siamo dette attraverso le scenette. Per esempio di quell’autopostale che era venuto apposta per noi e noi non ci eravamo saliti, oppure della discesa dalla montagna con i monopattini, che avevano causato cadute in diversi ragazzi e ragazze, cosa non proprio divertente…

Le ragazze e i ragazzi, nei nostri campi, hanno sempre avuto del tempo libero, anche se il campo è strutturato in attività. E in quel tempo c’era chi andava immediatamente a giocare a pallone.

Fra le attività che abbiamo proposto negli anni ci sono state:

  • racconti di storie (bibliche e altre)
  • danze
  • canti
  • strumenti musicali
  • scene teatrali
  • attività manuali
  • giochi
  • escursioni di un giorno intero.

Un’altra cosa che ricordo con un sorriso è la dichiarazione di un ragazzo, di fronte alla prospettiva delle pulizie quotidiane della casa: “Io non pulirò mai un gabinetto!”. Noi adulti abbiamo mostrato in che cosa consisteva il lavoro e tutto è filato liscio, anche la pulizia dei servizi igienici. Perché a farle insieme, le cose diventano più facili, diventano normali. E così abbiamo anche visto i nostri ragazzini insegnare a una nostra aiutante adolescente, proveniente dall’Italia, ad usare l’aspirapolvere…

Le monitrici e i monitori adulti si suddividono i compiti, in particolare per quanto riguarda la preparazione e la conduzione delle diverse attività. Un compito speciale è poi affidato alla cuoca (o al cuoco), impegnata nell’approvvigionamento dei viveri e nella preparazione di tutti i pasti. Anche in cucina, comunque, si dà una mano, specialmente nel lavaggio dei piatti. E anche lì, mentre si lava, si sciacqua, si asciuga e si mette a posto, si può cantare o scherzare allegramente.

Le regole che vengono dettate all’inizio di ogni campo appaiono sul momento troppo restrittive, specialmente riguardo all’utilizzo dei propri apparecchi elettronici (telefoni e giochini). Ma presto si rivelano una cosa molto bella: perché valgono per tutti e tutte, e ci salvano dall’isolarci, ci proteggono dal perdere momenti preziosi della vita comunitaria.

Leggi anche: Campo estivo a Lenz; Lenz 2017 – campo estivo; Echi del campo estivo

Silvia Rutigliano

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