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Tra Bregaglia svizzera e Bregaglia italiana

11 ottobre 2021

//tratto da Il Grigione Italiano\\
Un confine insuperabile per gli eventi culturali? La discussione prosegue con Maurizio Michael.



Spesso la frontiera italo-svizzera è ancora un limite difficile da superare: pochissimi cittadini la attraversano per partecipare agli eventi culturali, ci si sposta molto di più per il lavoro e le escursioni (in direzione della Bregaglia e dell’Engadina) e la spesa verso Chiavenna e dintorni. Fare attraversare i confini anche per spettacoli, concerti e altre manifestazioni è sicuramente è un obiettivo condiviso da vari operatori culturali. Questo tema è stato rimesso al centro dell’attenzione dalla Pgi Bregaglia, che nelle scorse settimane ha promosso alcuni eventi significativi non soltanto per il pubblico bregagliotto, ma anche per i cittadini della Valchiavenna. Tra gli spettatori, però, c’erano soltanto cittadini grigioni. Ci siamo rivolti a Maurizio Michael, promotore di numerosi eventi transfrontalieri, per discutere di questa tematica.

Signor Michael, si può fare meglio?
Dobbiamo premettere che non si è mai fatto molto per coinvolgere persone provenienti anche da oltre frontiera. Sia da parte svizzera, sia nella Bregaglia italiana. Si usano spesso dei metodi di comunicazione che permettono di raggiungere solo gli interlocutori presenti sul proprio territorio. Inoltre, in generale, non c’è una particolare sensibilità nei confronti degli eventi che si svolgono dall’altra parte del confine. È vero che in varie occasioni, penso ad esempio alle conferenze e agli spettacoli dell’Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro, si sono raccolti risultati interessanti in termini di presenze di cittadini svizzeri sul territorio italiano. Anche alcune iniziative in Bregaglia, possiamo fare riferimento ad esempio alle manifestazioni di Florio Soglio, hanno raccolto attenzione in Valchiavenna. Ma si può fare sicuramente di più, andando al di là di una ristretta cerchia di persone attente a queste proposte.

C’è poi il problema della sovrapposizione degli eventi: a volte ci sono manifestazioni di alto livello in contemporanea.
Questo è un tema noto da tempo, anche sui singoli territori. Credo che sia necessaria un po’ più di attenzione, anche nell’interesse dei singoli organizzatori. Qui in valle abbiamo realizzato l’agenda di coordinamento sul sito labregaglia.ch, uno strumento che aiuta a limitare le sovrapposizioni. Si potrebbe pensare a un progetto più ampio, che tenga conto di tutta l’area transfrontaliera. Nell’ambito di un progetto Interreg al quale partecipano per l’Italia vari enti della provincia di Sondrio è in fase di studio un percorso di questo tipo, sfruttando le opportunità di miglioramento garantite dalla tecnologia.

Si continua, insomma, a pensare a delle soluzioni concrete.
Un primo ragionamento finalizzato a migliorare la situazione, come anticipato, riguarda la comunicazione. Ad esempio si utilizzano, per diffondere informazioni, soprattutto canali che si rivolgono al pubblico di un solo Paese, come giornali cartacei e online e siti. Molti eventi che si svolgono in Bregaglia, penso al Festival di teatro al Castelmur, sarebbero sicuramente interessanti anche per il pubblico italiano e le persone che in estate soggiornano in Valchiavenna. La stessa cosa vale per alcune manifestazioni promosse a Chiavenna, a Piuro e negli altri comuni italiani, ad esempio le rassegne corali. Occorre quindi orientare la comunicazione in modo diverso, dedicando attenzione anche a nuovi orizzonti. Sarebbe un primo passaggio importante. I benefici riguarderebbero anche il comparto turistico, perché tante manifestazioni possono essere apprezzate anche dagli ospiti. La soluzione non è dietro l’angolo, insomma, ma credo che sia fondamentale discutere di questa tematica, tutti insieme, per non perdere delle preziose opportunità e crearne di nuove. Andrebbe a beneficio di tutti.

Il dibattito prosegue e sul prossimo numero de Il Grigione Italiano ne parleremo con alcuni interlocutori attivi in ambito culturale sul territorio della Valchiavenna.

Stefano Barbusca

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