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La Pgi e l’importanza di essere vicini

17 novembre 2020

//riceviamo e pubblichiamo\\
Relazione presidenziale 2020.

Care delegate e cari delegati,

la pandemia in atto ci obbliga a disdire la consueta Assemblea dei delegati. Dobbiamo quindi rinunciare ai consueti ritrovi e incontri. Manteniamo però vivo il dialogo e, anche se distanziati, non veniamo meno agli impegni previsti dai nostri statuti. Malgrado le difficoltà ci sentiamo vicini e confidiamo di riuscire a riprendere quanto prima e a pieno regime la vita sociale che sta alla base di ogni associazione.

Ed è proprio il ruolo centrale delle persone che mi spinge ad aprire questo intervento ricordando la scomparsa di uno dei rappresentanti più insigni ed autorevoli del Grigionitaliano, il nostro socio onorario ed ex consigliere di Stato dr. iur. Bernardo Lardi (6 settembre 1936 – 19 marzo 2020).

Nato nel 1936 a Le Prese assieme al gemello Massimo, dopo gli studi di giurisprudenza iniziò la sua carriera professionale come giudice istruttore aprendo poi un proprio studio legale e notarile a Poschiavo e a Samedan. Fu Podestà di Poschiavo, deputato in Gran Consiglio e infine consigliere di Stato quale direttore del dipartimento di giustizia e polizia dal 1979 al 1986.

Durante questa lunga carriera Bernardo Lardi fu pure membro e presidente di un gran numero di consigli e comitati direttivi, commissioni e conferenze.

Nel 1989 l’Assemblea dei delegati della Pgi lo elesse socio onorario per la sua particolare attenzione e sensibilità «alla causa del nostro Sodalizio, della nostra lingua e della nostra minoranza».

Bernardo Lardi favorì infatti in modo importante la causa Grigionitaliana sulle decisioni del Governo: a lui va ascritto il sensibile aumento dei sussidi alla Pgi; il mantenimento o persino l’incremento delle cattedre di lingua italiana; il sostegno al personale grigionitaliano in ogni settore; l’introduzione dell’insegnamento della storia in lingua italiana presso la Scuola cantonale grigione di Coira; l’introduzione dell’italiano e del romancio come prima lingua straniera presso la Scuola femminile al posto dell’abituale francese.

Oggi ne piangiamo la sua scomparsa e ne commemoriamo con affetto e stima la sua figura.

Un anno caratterizzato dall’epidemia

Il 2020 è stato contraddistinto da una pandemia che ha costretto, chi più chi meno, a cambiare i propri comportamenti e le proprie abitudini. Anche la Pgi ha dovuto rivedere la sua attività e fin dall’inizio della pandemia è stato subito chiaro quanto fosse necessario offrire alla popolazione grigionitaliana delle notizie affidabili e tempestive in lingua italiana. Riconosciuta questa urgenza, la Pgi ha riattivato velocemente il sito www.grigionitaliano.ch che riunisce in un solo portale tutte le informazioni utili per il Grigionitaliano. Il sito raccoglie tutti i gli articoli che appaiono nei media della Bregaglia, Moesano e Valposchiavo oltre ai comunicati ufficiali del Canton Grigioni, e permette di ascoltare tutti i programmi trasmessi al radiogiornale «Grigioni Sera» e al settimanale «Le Voci del Grigioni italiano». In quella fase emergenziale la priorità è stata data all’efficacia del servizio, ma vista l’utilità e il gradimento dell’iniziativa abbiamo deciso di estendere i servizi offerti da questa piattaforma elettronica e darle una grafica più accattivante. Anche nella fase più acuta della pandemia la Sede centrale e i Centri regionali hanno continuato a lavorare, rimandando alcune attività – come le assemblee dei soci – ma proponendone della altre, concepite e realizzate in piena sicurezza grazie alla comunicazione a distanza. Cito ad esempio il progetto sovraregionale multimediale «Radici – Il Grigionitaliano di generazione in generazione».

Alcune questioni riguardanti l’italiano in ambito federale

Malgrado la crisi sanitaria, la discussione linguistica in ambito politico non si è mai sopita ed ha anzi riservato parecchie novità. Per l’italofonia svizzera, e in particolare per quella grigionitaliana, l’anno sociale che abbiamo alle spalle si è concluso con parecchie questioni linguistiche irrisolte, ma pure con il conforto di alcune novità incoraggianti. Fra queste ultime voglio anzitutto ricordare la nomina di Anna Giacometti nel Consiglio nazionale per il quadriennio 2020-2023. Una presenza importante, non solo per la rinnovata visibilità grigionitaliana nel Parlamento, ma anche per la funzione che la ex sindaca di Bregaglia ha come copresidente degli intergruppi parlamentari «Italianità» e «Plurilinguismo Svizzero» che promuovono i temi legati alla nostra lingua e cultura.

Anna ha già dato prova di interessarsi alla nostra causa con un’interpellanza parlamentare relativa alla riforma della formazione per impiegati di commercio. Un percorso concluso da oltre 14’000 studenti all’anno, cioè da circa un quinto di tutti i giovani che imboccano un percorso di formazione professionale. Attualmente per diventare impiegati di commercio è necessario affiancare alla madrelingua l’apprendimento di due lingue: una lingua nazionale e in generale l’inglese. In caso di un’applicazione senza modifiche della prevista riforma tale situazione sarebbe destinata a mutare, e rimarrebbe obbligatorio lo studio di una sola lingua straniera. Un’ulteriore lingua sarebbe disponibile solamente come materia opzionale da scegliere al posto di un «progetto interdisciplinare». Un’opzione che gli svizzero-italiani non potrebbero probabilmente considerare. La riforma porrebbe le lingue nazionali in un’insensata concorrenza con l’inglese a discapito delle nostre lingue nazionali, e più precisamente del francese nella Svizzera tedesca e dell’italiano nella parte germanofona del nostro Cantone), dove l’insegnamento dell’italiano è attualmente materia obbligatoria a fianco dell’inglese.

Siamo quindi molto riconoscenti ad Anna per questa interpellanza che permette di dare voce alle minoranze linguistiche di tutta la Svizzera e di contrastare in una sede opportuna questa pericolosa iniziativa. Voglio quindi ringraziare Anna Giacometti per il suo impegno nei confronti della nostra lingua e torno ad augurarle molte soddisfazioni, scambi proficui e dialoghi costruttivi nella sua funzione di Consigliera nazionale.

Degna di menzione è pure la recente interpellanza della Consigliera nazionale Sandra Locher Benguerel sul sostegno federale dell’italiano nel nostro cantone e gli interventi di Marina Carobbio e Stefan Engler nel Consiglio degli Stati che ha permesso di accordare per i prossimi 4 anni un credito supplementare di 10 milioni di franchi per gli scambi scolastici fra differenti regioni linguistiche.

Novità a livello cantonale

Tornando in ambito cantonale, è positivo pure il tangibile interesse per l’uso delle lingue cantonali nel Parlamento retico, per il quale il Gran Consiglio ha deciso all’unanimità di istituire una commissione che valuti la possibilità di tradurre simultaneamente i dibattiti in aula.

Opportune pure le interpellanze Jochum e Michael depositate quest’estate in Gran Consiglio. Alla luce delle risposte del Governo, la Pgi auspica che la prima stimoli la decentralizzazione e il telelavoro nelle zone periferiche del nostro Cantone ampliando di pari passo le traduzioni e la comunicazione plurilinguistica. Parimenti opportuna ci sembra la seconda interrogazione concernente lo stato di attuazione e il funzionamento delle regioni nel Cantone dei Grigioni. Un problema scottante, vista la deludente situazione specialmente nella Regione Maloja, dove l’italiano è bistrattato in ambito politico, amministrativo e mediatico. Si tratta di una questione fondamentale per il futuro delle due lingue minoritarie dell’intero cantone. Perciò auspichiamo che il Comune di Bregaglia e la Regione Bernina colgano l’occasione per esprimersi in materia, indicando in che misura l’istituzione della Regione Maloja sia adeguata per la promozione delle lingue minoritarie, oppure vada ridiscussa.

Inoltre consideriamo interessanti e lungimiranti le tre priorità identificate nel concetto per la promozione della cultura cantonale: rafforzare la partecipazione culturale, valorizzare la diversità linguistica e regionale, ottimizzare le condizioni di produzione. Il concetto è stato presentato nella scorsa sessione parlamentare di ottobre, con le relative misure che mettono l’accento sulle esigenze reali, in grado di unire quelle degli operatori culturali e della popolazione che ne usufruisce. I parlamentari hanno approvato il principio di un credito supplementare di tre milioni di franchi all’anno destinato a finanziare progetti e enti culturali nel prossimo quadriennio.

Sono pure motivo di grande ottimismo gli obiettivi citati nel programma di Governo, dove spicca la notizia che l’amministrazione cantonale intende istituire un ufficio per il coordinamento del pluralismo linguistico, venendo così incontro a una richiesta sollecitata sia dalla Pro Grigioni Italiano che dal recente rapporto del Zentrum für Demokratie Aarau sulle misure di promozione delle lingue minoritarie nel nostro Cantone. Auspichiamo che tale ufficio sia investito di tutte le competenze necessarie e abbia un mandato trasversale su tutta l’amministrazione e il settore pubblico parastatale per fare applicare la Legge sulle lingue a tutti i livelli istituzionali e in collaborazione con tutti gli interlocutori interessati.

Le altre misure contenute nel programma di Governo 2021-2024 intendono:

  • promuovere gli scambi linguistici e i percorsi formativi bilingui;
  • sostenere gli organi d’informazione;
  • dare maggiore attenzione all’offerta trilingue e alle traduzioni per sviluppare l’offerta digitale;
  • favorire la fruibilità del patrimonio culturale in ambito formativo e turistico.

Questi obiettivi lasciano ben sperare e sarà nostro compito vigilare affinché questi propositi siano realizzati. Da parte nostra invitiamo il Cantone a sostenere e sviluppare con forza progetti di immersione linguistica nelle scuole. La grande efficacia didattica e il successo di questo tipo di programmi per l’apprendimento delle lingue straniere è oramai assodato e mostra quanto sarebbe utile anche nei Grigioni un’estensione a un maggior numero di scuole dei corsi di formazione bi- e trilingui. Almeno un’immersione parziale, che interessi una o più discipline per un limitato numero di ore sarebbe un grandissimo passo in avanti.

Inoltre il Governo dovrebbe avviare uno studio per valutare l’efficacia didattica dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda nelle scuole dell’obbligo del Grigioni tedescofono. Nel nostro Cantone uno studio di questo genere è già stato fatto in passato per la lingua inglese. Farlo anche per l’italiano è per noi una necessità che si rifà alla promessa da noi espressa prima della votazione contro l’iniziativa «Una sola lingua straniera nella scuola elementare».

Infine, guardando al futuro, è doveroso un accenno ai prossimi accordi di prestazione. Come noto, dopo l’entrata in vigore, nel 2007, della Legge cantonale sulle Lingue, l’attività delle organizzazioni linguistico-culturali come la nostra è regolata da dei mandati di prestazione quadriennali che servono da filo conduttore per la definizione e il finanziamento delle attività del Sodalizio. In dicembre scadranno gli accordi di prestazione con Il Cantone e a breve verranno definiti quelli per i prossimi 4 anni. Il Governo ha imboccato una nuova via per individuare le attività più importanti, basandosi sul rapporto di Aarau e incaricando una ditta di consulenza esterna di redigere un catalogo di misure da prendere in considerazione per la stipula dei nuovi accordi. Le riunioni e gli incontri delle parti coinvolte in questo processo hanno dimostrato la volontà del Governo di realizzare dei progetti utili per migliorare la situazione linguistica nel nostro Cantone e siamo fiduciosi che ciò favorisca il compimento di passi avanti nella nostra politica linguistica.

Questi segnali stimolano la Pro Grigioni Italiano a cogliere questo momento propizio per affrontare tutte quelle inadempienze politico-linguistiche che non sono ancora risolte.

Questioni interne e progetti futuri

Vogliamo inoltre segnalare alcune importanti nomine avvenute nel corso dell’anno sociale in corso e riguardanti la nostra organizzazione. Cogliamo l’occasione per tornare a dare anche in questa sede un cordiale benvenuto a

  • Arianna Nussio, quale operatrice culturale per il Cr Coira a partire dal 1o gennaio 2020
  • Silva Brocco Ponzio, operatrice culturale per il Cr Moesano in carica dal 1o settembre 2020
  • Marco Ambrosino, operatore culturale per il Cr Bregaglia in carica dal 1o agosto 2020
  • Noè Crameri, stagista presso la Sede centrale dal 1o agosto 2020.

In accordo con le varie sezioni, il Consiglio direttivo si è pure occupato delle Sezioni Pgi fuori valle che non hanno un operatore culturale proprio e che per motivi prevalentemente socio-demografici fanno sempre più fatica ad avere una vita associativa e a reclutare nuovi soci. Inizialmente si era pensato di creare un nuovo tipo di affiliazione alla Pgi, l’affiliazione «diretta», che avrebbe permesso di restare o diventare socio senza essere membro di una sezione specifica. Purtroppo l’idea si è rivelata difficilmente praticabile. Infatti non avendo una sezione di riferimento, i cosiddetti «soci diretti» non potrebbero beneficiare dei diritti e dei meccanismi di rappresentanza della nostra associazione (p.es. nomina dei delegati per l’Assemblea, dei rappresentanti per il Consiglio delle sezioni, ecc.). Anche l’idea di creare una «sezione non territoriale», cioè svincolata dal territorio e aperta a chiunque, non risolverebbe il problema perché la lontananza geografica dei loro membri ne pregiudicherebbe le occasioni d’incontro e ne comprometterebbe il funzionamento. Come alternativa si opta quindi per una soluzione più semplice, invitando anche chi vive lontano ad affiliarsi presso una sezione qualsiasi della Pgi o diventando «Amico della Pgi». Di pari passo la Sede Centrale aiuterà queste sezioni a offrire dei servizi per i soci «discosti».

Parlando di sezioni ci fa inoltre piacere potere comunicare che dopo essere stata fondata nel 2014 e avere dato prova di grande vitalità, la sezione engadinese della Pgi chiede all’Assemblea dei delegati di diventare un Centro regionale. Una nomina che rafforzerà ulteriormente la nostra presenza sul territorio e che dimostra come in certe regioni il Sodalizio sia dinamico e vivace.

Un’altra novità è legata al premio «Cubetto Pgi» che tutti noi ben conosciamo. Negli ultimi anni il premio non è più stato assegnato e abbiamo deciso di rilanciarlo con il nome «Fatti di parole» per dare visibilità a chi si impegna a titolo personale per promuovere i diritti linguistici legati alla nostra lingua nei Grigioni o in Svizzera. Lo spirito del premio è rimasto invariato ma i criteri per la sua attribuzione sono stati leggermente ampliati. Il riconoscimento potrà essere assegnato anche a enti o aziende private che si sforzano per migliorare la posizione dell’italiano nel novero delle lingue ufficiali cantonali e federali. Siamo fieri di consegnare questo premio come previsto nell’ordine del giorno di questa assemblea.

Termino questa relazione con una importante anticipazione riguardante la maggiore novità prevista per il 2021. Chi ha letto il recente «Messaggio sulla cultura 2021–2024» avrà notato come la Confederazione auspichi che in futuro le attività delle organizzazioni si focalizzino maggiormente su ambiti non ancora coperti, segnatamente la sensibilizzazione della popolazione al plurilinguismo e la messa in rete degli attori attivi in questo ambito (cap. 3.6.2 Lingue e comprensione). La Pgi vuole tradurre questa aspettativa in un progetto tangibile e ricorrente, che avvicini la Pgi e unisca il Grigionitaliano. È così nata l’idea di ampliare l’animazione culturale dei Centri regionali con delle «Giornate Grigionitaliane» (Ggi). Anche se il termine non è nuovo, le «Giornate Grigionitaliane» saranno delle manifestazioni di nuova concezione, una versione potenziata dei vecchi «progetti sovraregionali» e conterranno parecchie attività tese a unire tutto il Grigionitaliano. Per essere percepite dalla popolazione, queste giornate faranno capo a grandi manifestazioni coinvolgenti tutto il Sodalizio. Ci saranno eventi di piazza, inviteremo espositori locali, organizzeremo visite guidate, approfondimenti culturali e molteplici incontri: con persone, altre organizzazioni e interlocutori di vario genere. Vogliamo dare voce alla popolazione e ai giovani, approfondire temi e ricerche, oltre che puntare sul coinvolgimento locale. Sarà una bella sfida, che sarà affrontata congiuntamente dai Centri regionali e dalla Sede centrale della Pgi.

Inoltre, se la futura situazione sanitaria lo permetterà, accanto alle «Giornate Grigionitaliane» svolgeremo anche l’Assemblea dei delegati e altri momenti della nostra vita sociale nel Grigionitaliano, così d’avvicinare e tenere nella giusta considerazione Bregaglia, Moesano e Valposchiavo conformemente a quanto sollecitato dall’Ufficio federale della cultura.

È proprio in periodi difficili come quello che stiamo vivendo che è necessario il dialogo, la collaborazione e la solidarietà di tutti. La Pgi è un’associazione e come tale cura da sempre la socialità e lo stare insieme. Abbiamo fiducia che con l’aiuto di tutti riusciremo a rafforzare questi principi e lo spirito che da oltre un secolo anima e guida la nostra attività.

2 novembre 2020
Franco Milani, Presidente Pgi

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