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Per mantenere vivo il villaggio

25 ottobre 2019 2 commenti

Decisa sabato scorso la costituzione dell’associazione “Castasegna viva”. L’iniziativa non fa però l’unanimità.

Dopo alcuni mesi di incontri informali, nel villaggio di Castasegna un gruppo di lavoro ha convocato per iscritto tutti gli abitanti del paese, compresi i villeggianti. Sabato 19 ottobre si sono quindi ritrovate una cinquantina di persone (qualcuna proveniente anche da altri villaggi della Valle) per ascoltare e discutere le proposte dei promotori, i quali puntano a difendere il paese da un’altra chiusura di un punto di incontro e di servizio al pubblico, e in primis a salvare il negozio “di Rosanna”.

Nella sua presentazione – che conteneva il motto “nessuna ulteriore chiusura!” – Maurizio Michael ha mostrato l’evoluzione della presenza di esercizi commerciali a Castasegna, che alcune decine di anni fa ammontavano a una decina, mentre oggi rischiano di arrivare all’unità.

Ma proprio su questo punto sono state espresse delle perplessità. Forse in questa fase, in sostanza, qualcuno ritiene che un solo negozio vivrebbe molto meglio da solo che non i due che si continuerebbero a fare concorrenza. Ha espresso chiaramente il suo pensiero Vera Giuriani, che da anni, quale grossista, rifornisce il negozio “di Rosanna”. “Ritengo offensivo nei riguardi del negozio Salis – ha detto Vera Giuriani – questo accanimento a voler mantenere il secondo negozio in paese”. E poi, riferendosi alla prossima chiusura “di Rosanna” e alla permanenza di Salis, ha proseguito: “Il paese non resta senza negozio e restando unico forse ne diventa più interessante la continuità in futuro”.

In realtà, i due esercizi commerciali sono diversi. Uno è una cosiddetta bottega di paese (con generi alimentari e di uso quotidiano per la casa), l’altro è un piccolo negozio e tea room con pasticceria (produzione di specialità locali che vengono vendute sia in negozio che direttamente a clienti esterni). Ambedue sono simpatici e apprezzati e ambedue hanno un enorme valore per il villaggio e per la vita di Castasegna, nonché per il turismo. Per ambedue, in tempi non remoti, si presenterà la domanda della successione imprenditoriale.

In merito al fatto che il negozio “di Rosanna” ha molte merci che il negozio Salis non ha, i gerenti di quest’ultimo hanno fatto sapere che sarebbero disposti ad allargare l’assortimento dei prodotti. È però anche vero che sia l’uno che l’altro negozio dispongono oggi di superfici ridotte e di infrastrutture non al passo con i tempi che per poter essere utilizzate per lo stesso scopo anche in futuro dovranno essere ristrutturate e rinnovate.

“L’obiettivo – spiega Maurizio Michael – è quello di non perdere l’insieme del valore aggiunto finora generato in paese. Valore aggiunto che significa cifra d’affari, utile imprenditoriale o guadagno, ma anche possibilità di lavoro in paese. La chiusura di un negozio peggiora drasticamente il servizio alla clientela dato che, a causa della mancanza di spazio (che è un problema oggettivo), sarà necessario ridurre l’offerta e le prestazioni, con la conseguenza ulteriore che si perderanno clienti ecc. Una spirale negativa insomma, difficilmente arrestabile”.

L’associazione “Castasegna viva” ha lo scopo di promuovere, sostenere e tutelare le attività che offrono un servizio al pubblico, coinvolgendo e motivando gli abitanti, i proprietari di case di vacanza e, in generale, le persone vicine al paese. Per questo si sono alzate quarantuno mani per approvarne la fondazione, e chi ha lasciato il proprio nome e recapito riceverà il bollettino per il pagamento della quota sociale (50 fr.). Naturalmente anche altri potranno aggiungersi.

I passi che l’associazione intende muovere per primi sono la ristrutturazione e il rinnovamento degli spazi e delle suppellettili del negozio, contando su una raccolta di fondi che attingerà, oltre ai mezzi dei proprietari, anche su donazioni private, sul Crowdfunding, e su enti tipo l’Aiuto svizzero alla montagna.

La direzione dell’associazione risulta attualmente composta da (e già pare che un’altra persona voglia aggiungersi): Elisa Crüzer, Angela Gianotti e Arnout Hostens.

Il rinfresco successivo all’assemblea è stato offerto dalla ditta Soglio Produkte e preparato dalla Pasticceria Salis e dal Garni Post.

Silvia Rutigliano

Attualmente ci sono 2 commenti

  1. scrive:

    Sono pienamente d’accordo con Ursula, se un negozio di paese non è in grado di offrire un vasto assortimento di merce o gli orari di apertura si riducono a poche ore al giorno non è per certo per mancanza di spazio o infrastruttura. Quando le entrate non bastano per coprire i costi (soprattutto del personale) bisogna chiedersi se fa senso insistere per il mantenimento di un negozio. A mio parere un’ associazione potrà soltanto funzionare se i membri che la compongono oltre che la tassa annua saranno veramente disposti a fare la spesa in paese, altrimenti si rischia veramente di fare il passo più lungo della gamba.
    Vittorio Scartazzini

  2. scrive:

    Le cifre di affari, un utile imprenditoriale o guadagni con possibilità di lavoro sono possibili valutando il contesto del nostro paese. Qualsiasi imprenditore serio capisce che in un paesino di pochi abitanti come Castasegna un negozio di solo compera e rivendita ha pochissime possibilità di sopravvivenza.
    Non è certamente la mancanza di spazio che fa ridurre le prestazioni e la quantità di merce offerta, bensì la mancanza di clienti in numero sufficiente.
    Bisogna saper fare il passo tenor la gamba.
    Ursula Fogliada

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