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Auto-scioglimento della Pgi

12 giugno 2019 Nessun commento

//riceviamo e pubblichiamo\\
La Pro Grigioni italiano (Pgi) può avviare in tutta tranquillità il procedimento per l’auto-scioglimento. Questa potrebbe essere una lettura, un po’ provocatoria, del rapporto sulle misure da adottare per il mantenimento e la promozione della lingua e cultura italiana nel Canton Grigioni, recentemente pubblicato.

Dal rapporto si evince come la maggior parte dei compiti, assunti dalla Pgi nel corso della sua secolare attività, siano costituzionalmente demandati al Canton Grigioni. L’articolo 2 dello statuto centrale, che sancisce lo scopo della Pgi, ricalca fedelmente mansioni che pertengono al Cantone. Inutile girarci attorno, se l’amministrazione cantonale, nei suoi dipartimenti, incentivasse al proprio interno la lingua italiana, promuovendola de facto lingua ufficiale, come de jure è sancito, sia dalla costituzione che dalle leggi vigenti, verrebbero a cadere la maggior parte delle rivendicazioni che la Pgi è costretta a rammentarci, da più di un secolo.

Dal punto di vista amministrativo, l’impegno da parte del Cantone sarebbe quello di permettere ad ogni cittadino di poter interloquire nella propria lingua, perciò dovrebbe esserci più personale italofono nell’amministrazione cantonale. Un altro aspetto di cui la Pgi si è da tempo occupata è il monitoraggio della scuola, in tutti i suoi ordini scolastici. La prima anomalia, che si riscontra all’interno del Cantone, è che non vi sia un percorso verticale fattibile in italiano che porti lo scolaro dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado (liceo), permettendogli un percorso monolingue (come invece è fattibile in tedesco); la stessa anomalia potrebbe essere ridotta se vi fosse perlomeno una proposta coerente di percorso bilingue a livello liceale. Per tutti gli ordini scolastici, e qui si pone l’accento particolarmente sulla scuola primaria e secondaria di primo grado, il problema più marcato è legato agli strumenti didattici. Pur dovendo corrispondere ad un quadro legislativo comune per tutto il Cantone (i.e. legge scolastica, piano di studi), lo strumentario che hanno in mano gli allievi ed insegnanti italofoni differisce in maniera inconfutabile da quanto posseggono i loro colleghi germanofoni. Questo produce una mole di lavoro maggiorata negli insegnanti italofoni, rispetto ai germanofoni. Il rapporto mette in chiaro quanto i soldi per il mantenimento e la promozione linguistica dovrebbero essere maggiormente investiti nella formazione.

Una terza lettura innovatrice è legata alla promozione della lingua al di fuori del territorio tradizionalmente definito. Il principio di territorialità rischia di tramutarsi in un principio discriminante per tutti coloro che parlano italiano e vivono al di fuori del Grigionitaliano. Attraverso un’adeguata ed intensificata politica di scambi linguistici, di promozione delle competenze passive reciproche delle lingue ufficiali si dovrebbe permettere a tutti – tedescofoni, romanciofoni e italofoni grigioni – di comunicare nella propria lingua ed essere capiti. A queste strategie a medio, lungo termine dovrebbe lavorare la politica linguistica in un cantone, che ha il privilegio di avere in sé la compresenza di tre culture linguistiche, che devono pariteticamente approfittare di questo privilegio.

Luigi Menghini

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