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Potatura dei castagni in Val Bregaglia

1 marzo 2019

La cura delle selve castanili ha una lunga storia. Nell’autunno del 1987 iniziò l’ultimo intervento che continua fino ad oggi, per esempio con la potatura dei castagni.

„Le selve castanili della Bregaglia sono note quali regioni di cultura tradizionale d’importanza nazionale.” Così scrive Mengia Spreiter-Gallin nell’ammirevole libro intitolato Castasegna, località di confine – ein Grenzdorf stampato in 600 esemplari nel 2006. Anche grazie a lei, che per ben 11 anni è stata sindaco di Castasegna, ha avuto inizio la cura delle selve castanili come la conosciamo oggi.

Insieme all’Ufficio Forestale dei Grigioni e al Comune di Bregaglia è possibile curare e potare gli imponenti alberi centenari. Lo stesso trattamento avviene anche sugli alberi più giovani, così da dargli una forma corretta, dichiara il responsabile del Comune di Bregaglia Andrea Giovanoli. Con il solo contributo di CHF 30.- a pianta il proprietario non avrà altre spese. Tutto il terreno della regione che fa parte del progetto è di proprietà privata. L’area delle selve Brentan e Stoll è forse quella più conosciuta, grazie anche al percorso didattico (vedi qui) che l’attraversa.

Quest’anno la potatura è iniziata già a gennaio, visto il clima mite. Le seguenti forti nevicate non hanno però permesso di continuare il lavoro, racconta Andrea Giovanoli, il clima ideale per lavorare efficientemente e in sicurezza è un clima asciutto e senza vento. Il periodo deve essere quello della pausa vegetativa degli alberi, che in Bregaglia inizia a gennaio e continua fino a metà marzo. La potatura è cambiata molto e in modo positivo negli ultimi anni, visto che l’esperienza accumulata e nuovi fattori come ad esempio l’importanza della biodiversità, ne ha modificato criteri e metodiche.

In Bregaglia ci sono tre persone che sono in grado di arrampicarsi sulle piante e che hanno le formazioni e i requisiti necessari. Quest’anno si poteranno dalle 65 alle 70 piante. Quasi tutti i proprietari si sono annunciati puntualmente a fine ottobre, rispondendo al messaggio del Comune affisso negli albi della valle.

Purtroppo durante il 2018 già cinque castagni sono morti per via del mal d’inchiostro. L’abbattimento in questo caso è inevitabile. Da due anni invece il cinipide è combattuto con efficacia dal suo antagonista naturale, è quindi difficile trovare piante affette da cinipide. In generale gli alberi sono molto vecchi e possono morire anche di morte naturale dopo diversi secoli di vita. Prendendo sul serio i cambiamenti climatici (vedi resoconto del convegno sul castagno), si sta già tenendo conto di selezionare più specie di castagni ideali e resistenti per la regione della Val Bregaglia.

Del resto già nel 1835, come racconta Mengia Spreiter-Gallin a pagina 112 nel suo libro, l’Assemblea Comunale di Castasegna decise che allorquando si abbattesse un castagno, subito venga sostituito piantandone uno giovane.

Estratto verbale del 12 gennaio 1835: “Fu parimento stabilito d’oggi in avenire che se cascase in qualunque occasione essere si voglia un tronco castano che restar debbe al proprietario ed non al massaro, con l’obligo al massaro di rimettere, o ripiantare castani giovani in ogni luogo che farà bisogno di bene generale della vicinanza.”

Davide Fogliada

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