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Vita di Gran Consiglio

22 febbraio 2019

//tratto da Il Grigione Italiano\\
Fra i temi trattati nella sessione di febbraio figurano la tassazione delle eredità e il problema di personale negli uffici del registro fondiario. Inoltre, Maurizio Michael ha depositato un’interpellanza e fuori dall’aula si è discusso della viabilità fra Sils e Plaun da Lej.

Il Parlamento retico si è riunito a Coira dall’11 al 13 febbraio 2019. Al primo punto dell’ordine del giorno – dopo l’allocuzione di apertura da parte della presidente del Gran Consiglio Tina Gartmann-Albin e dopo il giuramento delle e dei supplenti presenti per la prima volta – vi era la revisione parziale di due leggi, quella sulle imposte per il Cantone dei Grigioni e quella sulle imposte comunali e di culto. In particolare il Gran Consiglio ha discusso e deliberato sulle eredità.

Erano poi previste nomine in diverse commissioni, l’immancabile ora delle domande, quattro incarichi e sei interpellanze.

Di tutti questi temi trattati, ne affrontiamo alcuni con il nostro consueto interlocutore Maurizio Michael, deputato dalla Bregaglia. Durante questa sessione egli stesso ha formulato e depositato una nuova interpellanza, a proposito della riorganizzazione della Polizia cantonale nella subregione Engadina Alta / Bregaglia. Partiamo dunque da lì.

In sostanza che cosa hai chiesto, Maurizio Michael, nella tua interpellanza?
Ho sottolineato che la soppressione del posto di polizia di Castasegna danneggia la Bregaglia quale regione periferica, cancellando posti di lavoro e substrato sociale ed economico. Ho quindi posto una serie di domande: chi l’ha deciso, come pensano di proteggere la zona di frontiera, come può essere garantita la presenza della polizia quando il collegamento viario fra Engadina e Bregaglia è interrotto, come è garantita la conoscenza della lingua locale da parte degli agenti che saranno inviati, e cosa intende fare il Governo per compensare i posti di lavoro perduti.

Chi ha firmato la tua interpellanza? Avevi bisogno di un numero minimo di firmatari?
No, le interpellanze possono essere depositate anche da un solo granconsigliere. Io però ho condiviso la mia proposta con i deputati del Grigioni italiano e dell’Engadina. Tutti l’hanno sottoscritta con convinzione. E Mario Salis, di St. Moritz, si è proposto come secondo firmatario!

Bisognerà aspettare la prossima sessione, in giugno, per sentire la risposta del Governo. E poi che farai?
Dato che sono entrati molti atti parlamentari, forse qualcuno non potrà essere trattato in giugno ma slitterà ad agosto. E poi, a seconda delle risposte che riceveremo dal Consigliere di Stato competente, Peter Peyer, mi riservo di presentare un incarico. Attraverso un incarico i membri del Gran Consiglio pongono al Governo delle richieste specifiche nei vari ambiti di competenza. Se il Gran Consiglio approva l’incarico, il Governo è tenuto a mettere in atto le richieste formulate.

Bisogna comunque tener conto del fatto che il Gran Consiglio non ha competenze a livello operativo. L’amministrazione, e quindi anche la Polizia cantonale, si organizzano in modo autonomo. Il Governo o i singoli consiglieri di Stato in qualità di direttori di dipartimento, definiscono la linea strategica.

Passiamo al piano di lavoro di questa sessione di febbraio. Al primo punto c’era la revisione parziale di due leggi sulle imposte.
Abbiamo discusso delle imposte di successione, e fondamentalmente sono passate le proposte del Governo, che prevedeva di aggiornare il diritto ereditario. Questa revisione è avvenuta in seguito a un incarico, presentato da Rudolf Kunz, liberale, di Coira, con il quale si volevano abolire completamente le imposte si successione. Questo non era possibile, ma l’incarico è stato approvato a maggioranza seguendo l’idea del Governo di aggiustamenti e riduzioni.

Puoi fare un esempio dei cambiamenti che avete apportato alle leggi?
I concubini e i loro figli saranno trattati allo stesso modo come i coniugi sposati e i figli nati nell’ambito dello stesso matrimonio. Un altro esempio: Già oggi ereditando dai genitori non si deve pagare un’imposta di successione, viceversa se muore un figlio, i genitori eredi devono pagare le imposte sull’eredità. Il Gran Consiglio ha corretto quest’ingiustizia e ha liberato i genitori dal pagamento. Non solo, esso ha pure ridotto dal 10% al 5% le imposte per i componenti della stirpe dei genitori.

Le finanze cantonali ci rimettono?
Una somma che il Cantone si può permettere. Si tratta di una riduzione delle entrate di circa 4 milioni di franchi, su un totale di 700 milioni all’anno.

Perché qualcuno non è soddisfatto di questi sgravi fiscali?
Ci sono differenze di approccio. I membri della frazione socialista, in questo caso, hanno espresso un’opinione diversa. Loro si concentrano sulla persona che eredita. Chi eredita – dicono – non ha svolto alcuna prestazione per ottenere questo denaro, e quindi è giusto che paghi delle imposte affinché una parte del valore ereditato venga ridistribuito in favore della collettività. Gli altri, fra cui io, guardiamo l’oggetto. In Svizzera abbiamo un’imposta sul reddito e una sulla sostanza. Quindi il valore di ogni oggetto è già tassato più volte: l’imposta sul reddito va a incidere sul guadagno annuale di una persona (e chi guadagna di più paga di più, con una percentuale progressiva) e l’imposta sulla sostanza viene riscossa annualmente sul patrimonio, risp. sul valore di ciò che un cittadino possiede (chi ha di più paga di più). Il patrimonio, dunque, è già tassato. Per questo motivo ritengo che sia corretto che all’interno di una famiglia l’eredità non sia tassata. Per quanto riguarda l’eredità percepita da terzi, la situazione è un po’ diversa e quindi se ne può parlare. Un imposta sull’eredità, a mio avviso, si giustifica laddove non c’è un’imposta sulla sostanza.

Passiamo adesso agli incarichi che il Governo aveva ricevuto e di cui ha riferito in questa sessione. Il primo all’ordine del giorno era del deputato Horrer, e riguardava «un termine di attesa per ex membri del Governo prima di accettare mandati in seno a consigli d’amministrazione». Quali sono le motivazioni di questa richiesta?
L’incarico chiedeva un periodo di attesa, in quanto rilevava dei potenziali conflitti d’interesse tra il ruolo politico svolto da un consigliere di Stato e le nuove funzioni assunte.

E perché essere contrari a fissare un intervallo di tempo fra la fine del mandato politico e una partecipazione in un consiglio di amministrazione?
Prima di tutto perché la persona che termina è vincolata da un segreto d’ufficio che rimane. E poi non è corretto toglierle la libertà personale, toglierle la possibilità di entrare in aziende importanti, che spesso sono aziende di interesse pubblico. Pensiamo a Barbara Janom Steiner che è diventata presidente della Banca nazionale, o a Claudio Lardi che dopo la sua uscita dal Governo era entrato a far parte del Consiglio di amministrazione di Repower. Inoltre, se gli ex consiglieri di Stato hanno maturato il diritto a una rendita, questa viene corrisposta al termine della loro attività, indipendentemente dall’età. Se queste persone sono attive professionalmente e hanno delle entrate, la rendita si riduce. Spesso addirittura essa si azzera, procurando un vantaggio economico per il Cantone.

Alla fine, hanno votato a favore dell’incarico in 45, contrari 71. Passiamo all’incarico presentato non da un singolo granconsigliere, ma da una frazione, quella dei borghesi democratici. Proponevano di scrivere sulle schede di voto i nomi dei candidati, mentre oggi sono vuote, da compilare a cura degli elettori.
Questo incarico è stato approvato. Già ora, quando si vota con il sistema proporzionale, le schede contengono i nomi dei candidati, ad es. nelle elezioni del Consiglio nazionale. Con questo incarico, su tutte le schede delle votazioni cantonali si troveranno i nomi già scritti. Questo eviterà i numerosi e frequenti errori di scrittura dei nomi dei candidati e di conseguenza di valutazione e di conteggio dei voti. La base giuridica c’è già, ed è stabilita nella legge che regola il voto elettronico, che abbiamo approvato, ma non ancora attuato. Lì è anche previsto che i nomi dei candidati vadano presentati in anticipo.

Contravvenzioni e spese procedurali: questo è un tema che suscita l’interesse generale.
Ci sono situazioni per reati non importanti dove i costi delle procedure sono più alti delle multe stesse. E quindi si trattava di chiedere al Governo di rivedere queste regole. Se alla multa segue una procedura, si aggiungono le spese amministrative. Per esempio se non paghi nei termini o contesti la multa, oppure dove c’è un atto amministrativo che accompagna la richiesta della multa (per es. se superi in modo considerevole la velocità consentita). Si tratta di reati medio gravi o gravi. Non riguarda invece quelli di lieve entità, ossia la multa disciplinare. Contro il parere del Governo, abbiamo approvato questo incarico 94 a 21.

Cosa succederà adesso?
Il Governo ora è incaricato di fare una verifica della situazione. Certo, sappiamo che ci sono reati regolati a livello federale, sui quali il Cantone non potrà intervenire. Ma almeno dove può, dovrà agire.

Delle sei interpellanze che avete trattato durante questa sessione, ne ho personalmente seguite alcune in diretta streaming. Una in particolare si ricollega alla situazione in Bregaglia, l’interpellanza Loepfe, concernente gli uffici del registro fondiario.
Loepfe constata la difficoltà di reperire personale specializzato nel registro fondiario. E quindi diversi uffici rischiano la chiusura. E chiede al Governo se ne è al corrente e se intende agire. Il Governo ha risposto che la competenza per l’organizzazione della tenuta del registro fondiario spetta ai comuni. Da noi la problematica è conosciuta: in Bregaglia l’ufficio è stato chiuso per la mancanza di personale qualificato, risp. per l’impossibilità di garantire una copertura a lungo termine. Io a suo tempo ero intervenuto in Gran Consiglio, e anche questa volta è stato detto che c’è un problema di fondo, che si sono messi paletti troppo alti per quanto riguarda l’ottenimento del titolo per poter esercitare la professione.

Ho sentito Rodolfo Fasani, deputato di Mesocco, dichiarare che lui stesso ha rinunciato a fare l’esame, perché troppo difficile. Lo stesso Governo, nella sua risposta che ho potuto leggere nel sito ufficiale del Cantone, ammette che «gli ultimi tre esami sono stati superati da un totale di sei candidati, sette candidati sono stati bocciati».
Di fatto l’ufficio cantonale competente, in modo indiretto e senza affrontare una vera e propria discussione, opera una selezione e attraverso questi criteri provoca la chiusura degli uffici più piccoli e periferici del registro fondiario, ossia esso ne promuove la fusione con uffici più grandi e quindi la diminuzione degli stessi sul territorio cantonale. Io non contesto per forza la necessità di concentrare maggiormente determinate competenze, ma a me disturba il fatto che non ci sia una discussione e un dibattito trasparente in merito. La situazione è perciò simile a quella, citata all’inizio della presente intervista, relativa alla Polizia cantonale dove le decisioni prese a livello operativo ignorano una serie di aspetti di carattere più generale altrettanto importanti per un territorio.
Nello specifico, tra pochi anni, ci troveremo nella situazione che solo un giurista sarà in grado di gestire l’ufficio del registro fondiario e sarà ancora più difficile trovare del personale qualificato. Il problema è e sarà ancora più acuto nelle regioni di lingua italiana dato che il bacino nel quale attingere è molto più ridotto.

Però un’interpellanza finisce qui. Come si può portare avanti questo tema in vista di soluzioni migliori?
Un’interpellanza è una domanda più o meno articolata che un parlamentare (sostenuto da altri) pone al Governo. Il Governo risponde all’interpellanza in forma scritta, prima, e a voce durante la discussione in Gran Consiglio. Se le risposte non sono soddisfacenti, o si ritiene che non venga fatto abbastanza, ai membri del Parlamento è data la possibilità di presentare un incarico nel quale pongono delle precise richieste. Se l’incarico, dopo opportuna discussione, sarà accolto dal Gran Consiglio, il Governo dovrà metterne in atto il contenuto.

Durante la diretta streaming, ho visto Fasani intervenire in italiano, mentre Nicoletta Noi-Togni ha fatto un intervento quasi completamente in tedesco. Come Deputazione di lingua italiana seguite una linea, avete una tattica in merito alla lingua da usare in seduta?
No, non abbiamo nessuna linea guida e nemmeno seguiamo una tattica definita. Spetta al singolo granconsigliere scegliere la lingua nella quale intervenire. Io spesso, soprattutto quando si tratta di temi generali, intervengo intercalando le due lingue.

Sono poi state raccolte le firme per un incarico – primo firmatario Wilhelm, socialista, di Davos – sulla protezione del clima. Ha raccolto 80 adesioni, i due terzi dei parlamentari.
Di solito si firma un incarico o un’interpellanza perché si è d’accordo con il tema sollevato o con le domande poste. Questo non significa ancora che, dopo il dibattito parlamentare, quando si tratterà di approvarlo formalmente, ci sia ancora lo stesso numero di sostenitori, Accade regolarmente che incarichi che avevano ottenuto una buona adesione, dopo una valutazione più attenta degli argomenti vengano respinti dalla maggioranza del Gran Consiglio.
In questo caso ho firmato anch’io l’incarico di Wilhelm, perché è giusto che se ne parli anche a livello cantonale. L’incarico chiede per esempio che vengano valutate nuove misure per promuovere e incentivare interventi sugli edifici per il risparmio energetico.

A quali attività collaterali hai partecipato?
Martedì sera sono andato a Laax, dove si è svolta l’assemblea di nomina dei candidati del Partito liberale per le elezioni federali che si terranno in autunno. Nella lista principale per il Consiglio nazionale c’è anche il sindaco del Comune di Bregaglia Anna Giacometti.

Durante la sessione, assieme ad una piccola delegazione di colleghi dell’Engadina Alta, ho inoltre avuto un colloquio con il Consigliere di Stato Mario Cavigelli riguardo al collegamento stradale Maloja-Sils. In questa occasione gli abbiamo consegnato un documento nel quale chiediamo in tempi brevi un incontro informativo con la popolazione delle aree toccate. Dopo le ultime chiusure notiamo che la pazienza e la sopportazione di molti cittadini è arrivata al limite.

Nel mese di marzo si terrà inoltre il primo incontro del gruppo di lavoro creato dal Cantone per cercare soluzioni di compromesso riguardo al progetto presentato. La costituzione di questo gruppo di lavoro era stata concordata in settembre a Silvaplana. Il gruppo di lavoro è composto da rappresentanti di politica ed economia, degli uffici cantonali, delle organizzazioni ambientaliste e di protezione del paesaggio e del Comune di Sils. Questo gruppo dovrà trovare delle soluzioni, affinché il Cantone possa elaborare un progetto definitivo da esporre pubblicamente. Per il Gran Consiglio fanno parte di questo gruppo di lavoro il sottoscritto e il collega di St. Moritz Markus Berweger.

Silvia Rutigliano

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