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Che bel pomeriggio con il Viaggiatore in bicicletta!

15 gennaio 2019

//tratto da Il Grigione Italiano\\
Mercoledì 2 gennaio 2019 nel tardo pomeriggio la sezione Bregaglia della Pgi ha per così dire inaugurato le manifestazioni del nuovo anno nella palestra delle scuole di Vicosoprano.

Circa centocinquanta persone hanno aderito all’invito! Un pubblico variegato, accorso per sentire Thomas Rogantini raccontare del suo viaggio in bicicletta da Vicosoprano a Capo Nord e ritorno. A dare il via è stata la presidente Bruna Ruinelli, alla fine è intervenuta la collaboratrice regionale Silvia Montemurro, pronta anche a cedere il microfono per delle domande da parte del pubblico.

Viaggiare fuori e dentro
Nella sala polivalente l’atmosfera di aspettativa, curiosità e impazienza era simile a quella prima di intraprendere un viaggio. E il protagonista, appena salito sul palcoscenico, a lato dello schermo per la proiezione di sue foto, è stato subito in grado di coinvolgere, a mio avviso tutti quanti, nel suo viaggio di andata e di ritorno. Parlando bregagliotto in tono conciso e pacato, Thomas si è dimostrato subito un narratore, uno che sa raccontare storie. Anche se si trattava di illustrare un’avventura, tutta la sua esposizione, dalla a alla zeta, è stato un racconto avvincente, da romanzo classico di viaggi. Come è risaputo un viaggiatore in fondo compie un duplice viaggio: uno spostamento fisico in posti reali e contemporaneamente uno interiore alla ricerca del proprio io. Infatti è stato soprattutto lo spirito del viaggiatore a creare immedesimazione e partecipazione, basato più sulle parole, sulla narrazione che non sulle immagini.

Splendide anche queste del resto, scattate dal ciclista-viaggiatore incantato dal nuovo, dai grandi spazi e non per ultimo dall’ignoto. Emblematica quella con il protagonista sulla Scultura del mondo a Capo Nord. La sfida è stata vinta. Anche con se stesso, ha più volte rammentato Thomas. E da questo ne nasce una seconda, non programmata, quella di tornare, naturalmente sempre in bicicletta. Stavolta da Capo Nord a Vicosoprano. Totale dei chilometri percorsi dal 5 aprile al 27 giugno 2018: 8470 (ca. 400 su traghetti).

I due protagonisti
Lui, Thomas Rogantini di 24 anni. Cresciuto a Vicosoprano, dopo le scuole dell’obbligo in valle ha seguito una formazione di idraulico, mestiere che esercita tuttora a Klosters.

Lei, la bicicletta, marca Aarios, pure presente in sala. A parte sei forature non ha subito dei guasti rilevanti. S’è potuta vedere su parecchie foto scattate da Thomas – che non si vede perché non attrezzato di selfie – quasi a documentare tutto quanto il tragitto e a testimoniare che loro due sul lungo percorso c’erano veramente.

Come un vero viaggiatore – e poi condizionato anche dal mezzo – l’equipaggiamento era ridotto all’indispensabile, scrupolosamente pensato per un’avventura del genere. Importantissime anche le cartine geografiche che via via Thomas ha proiettato indicando il posto in cui si trovava nel corso della sua narrazione. Cartine di Svizzera, Germania, Danimarca, Norvegia e Svezia. Niente social network. Un natel, una radio e le cartine geografiche!

Quando è stato costretto a prendere il traghetto in Danimarca si aveva quasi l’impressione che si scusasse per non avere compiuto veramente tutto quanto il tragitto sulla sua bicicletta. Ma come avrebbe potuto fare?

"Lei, la bicicletta"

Interessanti gli incontri con altri tipi di colleghi viaggiatori (per niente sportivi nel senso stretto della parola come dice Thomas):

  • Sabrina Gurtner di Niederscheli. Partita da Capo Nord a maggio per raggiungere, a piedi, la Sicilia.
  • Manuel e Barbara Marques, padre e figlia portoghesi sul tandem. Partiti dal Portogallo per andare a Capo Nord e ritorno.
  • Thair Abud, austriaco di origini irachene. Partito da Capo Nord per il Capo di Buona Speranza.
  • Brandon Roy di Perth, Australia, conosciuto sulla barca per Bodø, e diretto verso Oslo.
  • Sam Clark, irlandese di 71 anni. Percorre il confine dell’ ex Unione Sovietica.
  • Monika Estermann e Robert: hanno fatto il giro mondo in bicicletta.

Ecco alcuni degli aneddoti divertenti che Thomas ha saputo inserire come ricami nella sua storia:

I prümi dì ié a giü di tremendi mäl da ciül / ent üna butega ié a capì, d’incusa ch’ im gardävan, ca l’èra ura che lavess i pagn / certan volta incura ca ié ‘m santiva un pò sulet, ié m sun nacurgiü ca ié scumanzäva e cianciär fort da par ié / ié a sempar panzà ca in Svezia, incusa c‘as disceiva o ca iè veiva lagiü ca i bütèan mia rüzia in gir, invece ié avdü da quelan roba… /

(traduzione: durante i primi giorni ho avuto dei tremendi mali al culo / in un negozio, da come mi guardava la gente, capii che era ora di lavare i panni / alle volte, quando mi sentivo un po’ solo, mi sono accorto che incominciavo a parlare ad alta voce con me stesso / ho sempre pensato, da come si sentiva dire o che avevo letto, che in Svezia non buttassero in giro rifiuti, invece ho visto delle cose…)

Il diario
Ovviamente il taccuino di viaggio è classico: una Moleskine. Un diario con annotazioni che Thomas ha scrupolosamente registrato, praticamente giorno per giorno. Per cominciare, una lista dettagliata sull’equipaggiamento (scritto in tedesco), poi tabelle di marcia, tappe giornaliere, annotazioni delle notti trascorse in tenda (84) e di quelle in albergo o sotto un tetto (11), le condizioni atmosferiche, e ancora quelle di impressioni e sentimenti personali.

Alcuni giorni dopo l’incontro a Vicosoprano mi sono trovato con Thomas e il suo diario, dal quale trascrivo e traduco (originale in bregagliotto) alcuni stralci:

  • Prima di partire i paesi esteri me li dipingevano in tinte oscure tipo furti, ecc.
  • Che bello essere già in Svezia dopo due settimane
  • Posso dire che ho trovato dappertutto gente buona, gentile, ecc.
  • Il corpo deve funzionare eccome, e poi ci vuole determinazione
  • Ho messo un po’ di musica cattiva e la rabbia mi è entrata nelle gambe
  • Quando pioveva sentivo solo il rumore delle gocce sull’impermeabile
  • I tramonti sono bellissimi da ammirare con un caffè
  • Stasera sono calmo, perché non è che sia sempre così
  • Bellissima sera per leggere Erdölrausch di Daniele Ganser
  • Chissà che una qualche biondina non mi pensi
  • Quando guardo una cartina dell’Europa mi sembra di avere fatto l’impossibile
  • La sensazione di libertà, anche se non la proverò più in quella maniera, durante il viaggio me la sono almeno goduta
  • Il rientro mi ha un po’ scombussolato, sul posto di lavoro e non solo, perché mi sembravano veramente futili le continue e solite lamentele

Finale del diario: Je sun crasciü tantissim e je a impreis verament tant!

Gian Andrea Walther

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