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Trasparenza

11 dicembre 2018

Intervista ad Anna Giacometti, sindaca di Bregaglia, su temi di attualità locale. E sull’ordine del giorno della prossima assemblea comunale.

Le assemblee comunali sono pubbliche
La scorsa assemblea comunale è stata la prima condotta secondo la nuova Legge sui comuni, che è entrata in vigore il 1° luglio di quest’anno. In particolare è stato applicato l’articolo 22, che al primo capoverso afferma che le assemblee comunali sono pubbliche. Questo significa che chiunque lo desideri deve essere ammesso. E così è stato, lo scorso 21 novembre.
«Sì – conferma la sindaca Anna Giacometti – c’erano soprattutto giornalisti, ma non conoscevo tutti. Per ragioni di praticità, ho chiesto a coloro che non avevano diritto di voto di sedersi insieme da una parte, per facilitare la conta dei voti da parte degli scrutinatori».

A proposito di giornalisti, il secondo capoverso dello stesso articolo 22 dice esplicitamente che le registrazioni o le trasmissioni audio e video (si pensi allo streaming) possono essere ammesse, a discrezione dell’assemblea. Come avete gestito questo? «Ho chiesto io direttamente – spiega Giacometti – ai giornalisti di fare le riprese solo all’inizio».
La competenza però è dell’assemblea. «È vero, ma non abbiamo ancora discusso come si potrebbe fare. Ogni volta far votare l’assemblea sull’ammissione delle riprese mi sembra un po’ macchinoso».
In ogni caso, la legge prevede che, anche qualora le riprese siano ammesse, “ogni cittadino avente diritto di voto può esigere che i propri interventi ed espressioni di voto non vengano registrati”. Cosa ne pensi? «Mi pare giusto, non tutti vogliono essere ripresi e la liberà di esprimere la propria opinione è prioritaria».

Ritornando alla presenza di persone non aventi diritto di voto, è anche previsto (capoverso 3) che possano essere escluse “se lo richiedono interessi pubblici o privati preponderanti riguardo a singoli affari”. In quali casi pensi che questo articolo potrà o dovrà essere applicato? «Al momento per il nostro Comune – risponde la sindaca – non mi viene in mente niente di concreto, ma è giusto che la legge preveda delle eccezioni».

I verbali
Poi c’è tutta la questione dei verbali, che è stata già descritta nelle decisioni riassunte dal segretario comunale. E cioè che il verbale deve essere pubblicato al più tardi un mese dopo l’assemblea e ovviamente, dato che è pubblicato, tutti possono leggerlo. Dal giorno della sua esposizione si ha tempo 30 giorni per inoltrare eventuali opposizioni, che verranno raccolte dal Municipio e portate all’assemblea successiva, la quale approverà poi il verbale. Però la legge dice anche che se il verbale è pubblicato nei media elettronici, bisogna adottare le misure di protezione dei dati. Cosa significa?
«Quando si parla di protezione dei dati – spiega Giacometti – si intende che nei verbali non saranno indicati i nomi delle persone che intervengono, a parte coloro che hanno cariche pubbliche (municipali, amministrazione, membri di commissioni) ed i relatori. Proprio perché, come indicato dall’articolo 12, i verbali “possono essere presi in visione da chiunque”».
Ma in pratica come funzionerà?
«I cittadini – sostiene Anna Giacometti – dovranno impegnarsi un po’ di più. I verbali, come anche le decisioni, non verranno più letti in assemblea. Bisogna andarseli a leggere in cancelleria, oppure sul sito web, oppure richiederli, anche in forma cartacea. E se non entreranno opposizioni entro 30 giorni dalla sua esposizione, il verbale sarà tacitamente approvato».

La Legge sulla trasparenza
Il Gran Consiglio ha recentemente emanato anche una Legge sulla trasparenza, che riguarda il Cantone, i suoi uffici e gli enti ad esso correlati. In sostanza vuole consentire l’accesso a tutti i documenti ufficiali (con le dovute eccezioni). E c’è un articolo che dice che gli stessi principi di trasparenza possono essere adottati anche dai Comuni. Cosa ne pensi?
«Per ora non ne sentiamo la necessità. Secondo me basta quello che pratichiamo da anni, come il riassunto mensile delle riunioni del municipio e della direzione amministrativa, il messaggio prima delle assemblee, le informazioni e le interviste. Se possono essere fatti valere interessi degni di essere salvaguardati, può essere richiesta la presa in visione anche di altri verbali».

Le modifiche alla Costituzione comunale
Nella prossima assemblea, il 12 dicembre, si discuteranno e adotteranno diverse modifiche alla Costituzione comunale, per adattarla a questa nuova Legge sui comuni. Come vi siete regolati in merito?
«Abbiamo deciso, come municipio, di adottare subito le disposizioni cantonali che per legge sono da accogliere entro la fine del ’22. E così nella prossima assemblea porteremo diverse proposte di modifica, di cui si può già prendere visione in cancelleria e sul sito web. Oltre alle disposizioni cantonali, ci sono anche alcune proposte del municipio che riguardano altri articoli della nostra Costituzione. L’assemblea darà il suo parere e poi ci sarà la votazione per urna».

I progetti forestali in Val Bondasca
All’ordine del giorno dell’assemblea di mercoledì ci sono anche dei progetti forestali che riguardano la Val Bondasca. Si tratta di due progetti, che provengono dal Comune di Bondo. Sono ancora validi, dopo il disastro della valle?
«Sì, assolutamente. Il Cantone ci tiene molto. Sono progetti di protezione del bosco che riguardano unicamente il territorio di proprietà comunale. I privati non vengono toccati».
Dalla documentazione si vede che il primo progetto riguarda la zona Ganda Rossa – Bondasca, mentre il secondo le zone di Ciresc e Lera d’Zura. Ma che differenza c’è fra un progetto di «riserva naturale forestale» e uno di «riserva forestale speciale»?
«Il primo progetto serve per la protezione del bosco. Se il Comune lo mette in atto, si impegna a non tagliare alberi e a non pascolare il bestiame. Il secondo è finalizzato al mantenimento della biodiversità, e in particolare alla protezione del gallo cedrone. Quindi qui il pascolo è ammesso, anzi incoraggiato».

Un’ultima domanda, indipendente dalla prossima assemblea: come va il lavoro nel Municipio?
«Molto bene. Abbiamo anche fatto una sessione extra muros».
E dove siete andati, per quanto tempo?
«Siamo partiti un lunedì e siamo rientrati il mercoledì. Siamo andati in Appenzello, e precisamente a Weissbad, dove c’è un albergo attrezzato per convegni. È stato un modo per discutere di tanti dossier che erano rimasti pendenti a causa del crollo del Cengalo. E devo dire è stato proprio bello: ci si conosce meglio, si ha più tempo per confrontarsi. Con noi municipali è venuta anche Giulia Giovanoli, la futura segretaria comunale».

Silvia Rutigliano

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