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Giornate culturali sotto il cappello «Florio»

2 novembre 2018 Nessun commento

Sono eventi culturali, ma molto fruibili da qualsiasi pubblico, quelli proposti dal gruppo di progetto Florio-Soglio per metà novembre. Intervista a Patrick Giovanoli a cura di Silvia Rutigliano.

È ormai giunto al terzo e ultimo anno il progetto «Florio vive», una serie di attività collocate alla metà del mese di novembre. L’iniziativa è parte degli eventi ideati dal Gruppo di progetto Florio-Soglio, costituito da alcune persone della valle, e subito seguito da numerosi simpatizzanti. Uno dei soci più attivi è Patrick Giovanoli, al quale chiediamo delucidazioni sulle offerte di quest’anno, che vengono proposte tenendo conto del 500° anniversario della nascita di Michelangelo Florio.

Il primo evento in programma, la sera di venerdì 9 novembre, è una conferenza di Paolo Rotticci dal titolo «Commercio ed emigrazione lungo la Mera nei secoli passati». Perché questo tema e perché questo oratore?
Abbiamo scelto questo oratore perché è uno storico e fa parte del Comitato del Centro di studi storici valchiavennaschi. Dunque è vicino e questo è un fatto importante, in quanto crea e mantiene collaborazioni, alle quali teniamo molto. E anche per lui questa è un’occasione per approfondire questa tematica, che serve a conoscere il nostro territorio pensando ai movimenti che ci sono stati, fra la parte oggi italiana e la parte oggi svizzera, territorio che è cambiato nei secoli anche a livello politico e non solo economico. Sarà intrigante sentire queste cose.

Sabato 10 c’è uno spettacolo teatrale basato sulle opere di William Shakespeare, presentato dall’Associazione Agharti.
Uno spettacolo teatrale c’è sempre nelle nostre proposte. Perché ribadisce i legami fra John Florio e il gruppo intellettuale della sua epoca, fra cui spicca Shakespeare. Anche se non fosse Florio l’autore delle opere teatrali attribuite al Bardo, c’è il suo contributo intellettuale. L’associazione Agharti propone degli estratti, non un pezzo unico. E la cosa speciale di questo gruppo teatrale è che è formato da giovani e meno giovani. Chissà che questo non spinga a creare qualcosa anche in Bregaglia. Anche loro sono vicini, gente di Chiavenna. L’intento in generale è di creare rete, e infatti questo è un ulteriore contatto. Si pensi, come esempio, al legame che abbiamo già instaurato con l’Associazione per gli scavi di Piuro.

Per la domenica mattina avete insistito che ci fosse anche il culto a Soglio.
Mi sembra coerente che si possa avere questo momento di riflessione, nella stessa chiesa dove ha operato Michelangelo. Si prova un po’ la sensazione di vederlo, di immaginarlo sul pulpito nell’esprimere le sue convinzioni. Sembra di sentirlo parlare il suo italiano toscano. La lingua è un elemento importante in lui.

E poi, chi si è prenotato in tempo (entro martedì 6) va a sedersi a tavola al ristorante Stüa Granda.
Il pranzo si svolge nel luogo che è stato la casa dei Florio. Proponendo un pranzo medievale, cerchiamo di entrare anche nei gusti di quei tempi, di entrare in contatto con quel mondo anche attraverso il palato. Il nostro è un discorso interdisciplinare: inseriamo tante cose nelle manifestazioni nell’arco dell’anno, quindi anche mangiare e stare insieme. «Florio vive» non è sempre legato in modo diretto ai Florio, significa anche parlare di loro in momenti e modi diversi.

La rassegna storico-culturale si chiude la settimana successiva, sabato 17, con la musica di un’arpa.
È previsto un concerto con Chiara Pedrazzetti. Qui è lo strumento che fa storia, l’arpa, strumento antico. È un concerto che contiene anche aspetti didattici, per apprezzare ancora meglio le musiche medievali. Saranno date delle informazioni storiche sull’arpa, chi la suonava, dove. Si suonava soltanto o si cantava? E cosa si diceva? Anche in questo caso è un rivivere quel periodo in un percorso anche sensoriale, interdisciplinare anche in questo senso. L’artista è della Svizzera italiana e attualmente vive in Mesolcina, a Grono, dove ha allestito il suo studio, tutto particolare. Non solo è arpista ma anche direttrice di coro, conosciuta e apprezzata nel suo ambiente a livello internazionale.

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