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Alle prese con il demonio

23 agosto 2018

//tratto da Il Grigione Italiano\\
Questa sera il Campus di Belfort apre le porte al pubblico, per mostrare il risultato del lavoro svolto. Ore 18.30.

Diciannove attori professionisti, ai quali hanno avuto la rara opportunità di affiancarsi cinque uditori, stanno svolgendo un studio intensivo a Piuro, sotto la guida di Luca Micheletti. La settimana di lavoro teatrale, che utilizza gli ampi e variegati spazi dell’area archeologica di Belfort, porta il nome di Belfort Theatre Campus.

Luca Micheletti, regista stabile della Compagnia I Guitti di Brescia, è ormai di casa a Piuro: sono passati dieci anni dalla prima volta che mise in scena un pezzo teatrale a Belfort, richiesto dall’Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro, e da allora ha proposto ogni anno una pièce nuova, sempre con addentellati alla storia del luogo.

Quest’anno, 400° anniversario della frana che distrusse Piuro, ripresenterà con la sua compagnia il primo spettacolo, incentrato proprio sul disastro: Quando il sole non tornò. Gli spettacoli sono in cartellone per il 4 e il 5 settembre.

Gli ottimi rapporti che in questi anni si sono creati fra I Guitti e il territorio di Piuro, non solo con l’Associazione italo-svizzera, ma anche il Comune, la Comunità montana e Regione Lombardia, hanno creato le basi per una nuova proposta di Luca Micheletti: organizzare un seminario residenziale di una settimana per attori professionisti, del quale egli stesso è direttore artistico.

Se la prima edizione, l’anno scorso, è sfociata nella rappresentazione teatrale dei primi di settembre, quest’anno le due cose sono slegate, e il campus termina giovedì 23 agosto con una «prova aperta», alle 18.30. Il lavoro degli attori prende le mosse da un grande classico, il Faust di Johann Wolfgang Goethe, al quale è affiancata un’opera meno nota, l’Histoire du soldat di Stravinskij e Ramuz. Quest’ultima fu composta in Svizzera e rappresentata la prima volta a Losanna cento anni fa, nel 1918.

Luca Micheletti (di spalle) con il gruppo di attori e uditori, in un momento di lavoro collettivo

«Il senso di questa esperienza – dichiara Luca Micheletti – è quello di condividere con attori delle nuove generazioni un percorso di formazione ed esplorazione piuttosto peculiare. Stiamo affiancando all’analisi collettiva di un’opera gigantesca come il Faust alla frequentazione di luoghi e scenari di rara suggestione e che ne diventano l’ideale ambientazione. In generale la possibilità di esplorare in una residenza creativa una delle opere che hanno fatto la storia del teatro e dell’umanità è particolarmente propizia per lanciare un amo verso il futuro del teatro e avere il tempo di studiare liberi da vincoli produttivi e in maniera immersiva».

Le domande di partecipazione al Belfort Theatre Campus sono state più di 200. Fra queste, Micheletti ha selezionato 15 attori e attrici, provenienti da diverse parti d’Italia, ai quali ha aggiunto quattro volontari che avevano già partecipato l’anno scorso e che avevano espresso il desiderio di tornare. Gli attori sono completamente spesati.

Marco Bellocchio viene da Milano e ha 36 anni. «Ogni anno – dichiara – cerco di trovare un momento per continuare la mia formazione, e avevo conosciuto Luca Micheletti tempo fa tramite i partecipanti al campus dell’anno scorso. Mi incuriosiva la varietà di arti che lui padroneggia, che comprendono teatro, musica, opera, regia, letteratura… e poi mi attirava l’idea di lavorare in un posto così fuori dalla quotidianità cittadina. Per me diventa una vacanza».

Uno di coloro che avevano già partecipato l’anno scorso è Matteo Ippolito (28 anni), brianzolo che vive a Milano: «Il grande regalo che ci ha fatto Belfort l’anno scorso è stato la creazione di un gruppo, la fusione fra noi attori. Siamo tornati qui, alcuni, insieme. Mi rilasso, pur lavorando, perché è una qualità di lavoro diversa rispetto al solito. E poi il lavoro che fa Luca è molto affascinante: lui ha un grande bagaglio, come lo hanno i vecchi professori, ma il rapporto è bello perché alla fine è uno di noi. E anch’io come lui sono convinto che la cultura abbia una grandissima importanza».

«Conoscevo già Piuro e anche la realtà artistica di Belfort, tramite I Guitti», afferma il ventisettenne Luca Massaroli, proveniente da Inverigo (CO). «Mi ha sempre incuriosito il fatto di essere partecipe per una volta delle due cose: la realtà naturale e quella artistica. Dopo alcuni anni all’estero, la possibilità di essere qui al mio ritorno in patria è un felice bentornato, soprattutto per il fatto di mettermi alla prova in questo campus, che è intenso, un ricco viaggio nell’analisi e nella messa in scena dell’imponente mito di Faust e della corrispondente opera di Goethe, che non conoscevo».

Fra gli uditori vi è l’insegnante di lettere alla scuola media di Cantù Silvia Mauri, impegnata nel teatro sociale e che pertanto ha deciso di candidarsi al campus. «Mi interessa particolarmente approfondire l’approccio filologico a un testo di grande spessore. E sapevo che Luca Micheletti avrebbe affrontato il tema – il mito medievale, l’opera di Goethe e l’Histoire du soldat – da diversi punti di vista: lo studio del testo, le performance, la musica e l’utilizzo di questi spazi suggestivi. Ed ero curiosa di vedere come avrebbe cercato l’unitarietà di tutto questo».

Lo sbocco finale del lavoro è questa sera, giovedì 23 agosto, con un’ultima prova aperta al pubblico. Ma è un finale solo per Belfort, perché i frutti di questo campus si vedranno ancora, nella vita artistica di ogni partecipante.

Il gruppo al completo, con Gianni Lisignoli accanto a Luca Micheletti

Silvia Rutigliano

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