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Vita di Gran Consiglio

23 febbraio 2018

//tratto da Il Grigione Italiano\\
Il Parlamento retico si è riunito dal 12 al 14 febbraio, e non ha preso decisioni eclatanti. Consueta intervista al deputato bregagliotto Maurizio Michael.



Ogni sessione è importante, e un parlamento, quale organo legislativo, non prende sempre grandi decisioni. Spesso il suo lavoro è fatto invece di tante piccole deliberazioni, necessarie però per una buona base giuridica del Cantone.

Dunque, Maurizio Michael, non avete preso decisioni che hanno fatto notizia, ma che atmosfera c’era? C’erano per esempio molti supplenti? Cosa puoi farci notare?
È stata una sessione abbastanza tranquilla. C’erano un po’ di supplenti, ma non tantissimi. È stata anche breve, in quanto abbiamo terminato mercoledì mattina prima di mezzogiorno, e anche il martedì pomeriggio abbastanza presto. In questa sessione gli oggetti in discussione e anche le proposte di legge non hanno portato grandi discussioni. Per esempio, sull’e-voting (il voto elettronico) mi sarei aspettato maggiore discussione.

Vuoi ricordarci com’è strutturato il tempo in una sessione di Gran Consiglio?
Ci sono le parti più formali, che vogliono il loro tempo, quale l’apertura della sessione, con l’allocuzione del Presidente e il giuramento dei supplenti che partecipano per la prima volta a una sessione durante la stessa legislatura. Poi trattiamo di revisioni di leggi o di rapporti. E infine, ci sono degli argomenti che ritornano in certe sessioni, ad esempio in quella di dicembre si approva il preventivo e in quella di giugno la chiusura dei conti. Queste sono le parti ricorrenti, strutturate. Poi c’è, in ogni sessione, una parte dedicata agli atti parlamentari come gli incarichi, le interpellanze e le domande brevi.

In questa sessione di febbraio, avete affrontato molte interpellanze e incarichi. C’è stata discussione?
Un’interpellanza non conduce sempre ad una grande discussione. Un’interpellanza, lo dice anche il nome, corrisponde a una richiesta di informazioni, di solito abbastanza articolata. Un’interpellanza viene presentata in forma scritta da uno o più membri del Gran Consiglio. In genere il testo viene fatto circolare tra i banchi permettendo ai deputati di sottoscriverne il contenuto. Nel corso dei mesi successivi il Governo discute e redige la propria risposta, che viene comunicata a tutti i parlamentari. Di regola, nella seconda sessione successiva alla presentazione l’interpellanza viene messa all’ordine del giorno del Gran Consiglio. Il Gran Consiglio può così discutere la tematica, prendere posizione, commentare, contestare o confermare le risposte del Governo, nonché porre al Governo domande aggiuntive.

E per quanto riguarda gli incarichi?
Nel caso dell’incarico, che formalmente viene presentato come un’interpellanza, ma che deve essere supportato da almeno 20 firme, viene chiesto al Governo di fare un determinata cosa. Anche lì c’è una risposta del Governo, che può proporre di approvare l’incarico, o non approvarlo, o approvarlo solo in parte. Qui il Gran Consiglio discute, fa domande aggiuntive e poi prende una decisione. Praticamente si decide se assegnare questo incarico in modo definitivo al Governo, in modo che metta in atto quanto richiesto, o al contrario si decide che il Governo non debba fare niente. C’è anche una terza possibilità, di accogliere un eventuale suggerimento del Governo, e quindi che l’incarico sia attuato solo parzialmente, rispettivamente che sia attuato tenendo conto delle considerazioni del Governo, nel caso che il contesto e le possibilità di attuazione si presentino in modo diverso da quanto descritto dai promotori.

Puoi fare un esempio?
Per esempio, nell’ultima sessione abbiamo discusso l’incarico del collega Caluori di Coira che chiedeva l’introduzione di un corso obbligatorio per esercenti con particolare accento sull’igiene relativa al trattamento di derrate alimentari e sul problema delle dipendenze. Si sarebbe trattato di introdurre un corso della durata di alcune settimane con un test finale per i partecipanti.
Il Governo, pur segnalando che non ci sono attualmente particolari problemi e che la situazione non è peggiorata dopo l’abolizione della patente obbligatoria per esercenti avvenuta una ventina di anni fa, proponeva comunque di approvare l’incarico, questo anche se qualche anno fa, rispondendo ad un incarico simile, si era espresso in modo decisamente contrario.
Questa contraddizione, che non è sfuggita a buona parte dei parlamentari presenti, oltre ovviamente all’argomento stesso dell’interpellanza, ha alimentato una lunga e animata discussione. Alla fine, dopo oltre 20 interventi nonché la presa di posizione del Consigliere di Stato competente, il Gran Consiglio ha deciso, a larga maggioranza, di respingere l’incarico, contro il parere del Governo.

Torniamo alla struttura delle sessioni.
La mattina dell’ultimo giorno si tiene abitualmente l’ora delle domande. Queste devono essere depositate alla segreteria del Gran Consiglio una settimana prima della sessione; la segreteria le manda ai dipartimenti di competenza, e le inserisce nella documentazione dei granconsiglieri che viene consegnata all’inizio di ogni sessione. Durante l’ora delle domande i Consiglieri di Stato nonché capi di dipartimento rispondono alle domande che rientrano nel loro ambito decisionale. Subito dopo la risposta del Consigliere di Stato, colui o colei che ha presentato la domanda ha la possibilità, se lo desidera, di fare un domanda aggiuntiva. Non c’è discussione. Durante l’ultima sessione molti colleghi hanno fatto uso di questa possibilità.

Altri momenti ricorrenti sono le riunioni delle frazioni e la conferenza dei presidenti prima dell’apertura della sessione. Poi la riunione della deputazione grigionitaliana…
A nome della Conferenza dei presidenti, il Presidente del Gran Consiglio ha presentato un rapporto e ha fatto una proposta riguardo al live streaming delle sedute, ossia alla ripresa diretta e alla trasmissione via web di tutte le sedute aperte al pubblico delle sessioni parlamentari. Non c’è stata discussione, anche qui per me sorprendentemente, ed è stata approvata quasi all’unanimità.
Inoltre, ci sono sempre altri incontri. Il lunedì sera si è tenuta l’assemblea dei delegati del Partito liberale. Il martedì sera, invece, c’è stata una presentazione e discussione sull’introduzione dell’informatica nella scuola dell’obbligo presso l’Alta scuola pedagogica. È venuto a tenere la relazione introduttiva un professore del Politecnico di Zurigo. Molto interessante!
E poi, per noi che durante le sessioni alloggiamo a Coira ci sono pure dei momenti un po’ più leggeri. La sessione di febbraio, quest’anno, si è trovata nel pieno del carnevale cittadino. Al margine della sessione e degli impegni serali abbiamo perciò respirato anche un po’ di aria festosa.

Silvia Rutigliano

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