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No Billag, un’iniziativa sbagliata!

13 febbraio 2018 1 commento

//riceviamo e pubblichiamo\\
La lettera aperta di Mario Salis, Granconsigliere e membro del Consiglio comunale UDC di St. Moritz.

“Ma che stupidata!” Più o meno così la Consigliera federale Doris Leuthard si è espressa nell’ambito di una discussione con “promotori dell’iniziativa No Billag” tenutasi lo scorso 17 gennaio 2018 a Lucerna! Chi si confronta in modo approfondito con il contenuto dell’iniziativa sa che il popolo svizzero è chiamato a votare sull’abolizione della SSR. È chiaro che la SSR non sarebbe più in grado di assolvere il proprio “mandato di servizio pubblico”. In caso di approvazione dell’iniziativa l’offerta mediatica nazionale e regionale ne uscirebbe fortemente danneggiata. Cosa una simile decisione significhi per il Cantone dei Grigioni con le sue varietà linguistiche non deve nemmeno essere nominato. In qualsiasi caso si tratta di un affronto contro le culture e le regioni linguistiche di tutta la Svizzera, in particolare le minoranze di lingua romancia, italiana e francese. Oggi conosciamo ciò che abbiamo. Un servizio di informazione e una televisione di qualità, nonché delle ottime radio regionali e locali. Le affermazioni dei promotori dell’iniziativa sono infondate. Nessuno può garantire cosa succederebbe e come si svilupperebbe la radiotelevisione svizzera. Le soluzioni finora presentate sono soltanto delle speculazioni! Oggi sappiamo inoltre a quanto ammonterà il canone radiotelevisivo (a partire dal 2019 sarà ridotto a 1 franco al giorno!).

Che cosa succederebbe se l’iniziativa venisse approvata? È più che probabile che i costi per la visione dei programmi, alla fine, risulterebbero nettamente più alti. Quali sono gli interessi reali dei promotori? Sono soltanto interessi economici e personali? Dove è rimasta la solidarietà? Faccio pure molta fatica a comprendere la raccomandazione di voto favorevole all’iniziativa decisa dall’Unione grigionese delle arti e mestieri. Se poi addirittura un suo membro si permette di osservare pubblicamente che tanto “la lingua romancia scomparirà comunque, e che non sia perciò necessaria la televisione” mi chiedo veramente a che punto siamo arrivati con la già citata solidarietà e la coesione nel nostro Cantone plurilingue, costituito da molte vallate e regioni periferiche. Io sostengo in modo convinto le osservazioni del signor Hanspeter Lebrument nella Südostschweiz del 16 gennaio 2018. Lei ha colpito nel segno! Per me è fuori discussione che, in caso di un SI all’iniziativa, una valida e importante istituzione svizzera verrebbe distrutta, assieme a molte altre emittenti televisive e radiofoniche locali. Allo stesso tempo saremmo responsabili dello smantellamento di oltre 230 posti di lavoro nel solo Cantone dei Grigioni. Non dimentichiamo che oggi, annualmente, confluiscono nei Grigioni circa 30 milioni di franchi provenienti dal canone radiotelevisivo. Come rappresentante di una minoranza linguistica e di una regione periferica che pure ha il diritto di formarsi liberamente le proprie opinioni attraverso una diffusione ampia e competente di informazioni depositerò nell’urna un convinto NO ad un’iniziativa completamente insensata e per nulla solidale.

Mario Salis, Granconsigliere e membro del Consiglio comunale UDC di St. Moritz

Attualmente c'è un commento

  1. scrive:

    No Billag.
    Si lo sentito pure io quando la Consigliera federale si è espressa con ” che stupidata”
    bisogna pero ricordarsi che i promotori fanno uso dell` loro diritto politico che ogni cittadino in Svizzera possiede e che un magistrato titoli questo loro diritto con stupido penso non sia appropriato, questo per ” Che stupidata”
    Come piccolo imprenditore e come altri miei colleghi siamo pure soggetti a pagare la tassa di ricezione di programmi radiofonici e televisivi la chiamo tassa perche a confronto di un canone la tassa è obbligatoria senza restrizioni e possibilità a essere escluso anche se non si fà uso di questi servizi in piu`l` imprenditore paga a nome della sua azienda come pure privato sichè paga due volte. Lattuale importo di 400 e rotti franchi poi dal 2019 365 franchi si puo`ritenere alto come giustificato personalmente non lo trovo fouori strada mà questo e pura opinione personale, bisogna chiedersi chi pagherà la differenza trà ora e dopo molto probabile questi verranno addossati all`economia privata in semplici parole alle aziende che già pagono due volte, ecco perche l`associazione arti e Mestieri è favorevole non fä altro che preservare i diritti e interessi dei loro associati.
    Che un si provocherebbe tanti vetri rotti non lo dubito pero lo sappiamo tutti le patate calde non le mette nessuno in bocca apena tolte dalla pentola bollente sichè parlare di situazione apocalitica dopo un si è piu`che esaggerato e lontano dalla realtà.
    Già che si parla di soliadirieta date una mano alle piccole e medie imprese che faticano e confrontati con problemi giornalieri di ogni genere a togliere questa tassa ingiusta.

    Thomas Zimmermann Roticcio / Vicosoprano

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