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Scuola Grigioni

20 aprile 2017

La pedagogia di sostegno sarà competenza degli enti scolastici. Lunga discussione nella sessione di ieri del Gran Consiglio retico sull’incarico del granconsigliere Gian Michael (PBD) sul settore della pedagogia specializzata, accolta in votazione con 66 sì su 117 votanti.

Tra le richieste c’era l’attribuzione delle competenze decisive in materia agli enti scolastici.

L’incarico chiedeva, inoltre, che le scuole possano decidere di attuare in egual misura il servizio di pedagogia specializzata in forma separativa (classi separate) o parzialmente integrativa piuttosto che dare comunque sempre priorità a quella integrativa (integrazione degli alunni bisognosi di sostegno in classi regolari), come l’attuale legge scolastica, invece, imporrebbe (art.45). Alla base della richiesta la considerazione secondo cui “il successo di questa forma di istruzione e di sostegno integrativa è molto controverso”.

Nella sua risposta il Governo aveva chiesto al Gran Consiglio di non appoggiare la proposta poiché in contrasto con leggi di grado superiore, in primo luogo la Costituzione federale, dove è esplicitamente iscritta l’uguaglianza di tutti davanti alla legge e per cui “i fanciulli e adolescenti devono potersi istruire e perfezionare secondo le loro capacità”. Altrettanto in contrasto la legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili, che stabilisce che “i Cantoni devono promuovere l’integrazione dei fanciulli e degli adolescenti disabili nelle scuole regolari(…)”.

La seconda richiesta contenuta nell’incarico, co-firmato da 54 consiglieri, era quella di attribuire la competenza in materia di pedagogia specializzata di sostegno agli enti scolastici, con la possibilità quindi per questi di poter attuare la misura con autonomia e secondo le esigenze locali. Secondo Michael, l’ordinanza relativa alla legge scolastica (la numero 421.010) con la sua formulazione finisce per obbligare gli enti scolastici ad offrire tali lezioni, indipendentemente dal fabbisogno, con importante fattore di costo per questi ultimi. Nell’ordinanza si legge infatti che le scuole dell’infanzia e elementari “sono tenute” a impiegare in classe un minimo di due unità d’insegnamento di sostegno a settimana per sezione. La richiesta era pertanto quella di stralciare completamente l’articolo in questione.

Il Governo retico aveva espresso parere contrario, ritenendo che la presenza regolare di insegnanti di sostegno costituisca “una forma di prevenzione che va a beneficio dell’intera classe”. Gli enti scolastici, – ha precisato il Governo nella risposta – sono tenuti (e non obbligati) a mettere a disposizione tali unità. Con questo sistema si punta a prevenire l’insorgenza di un particolare bisogno di sostegno o individuare ai primi stadi il bisogno di sostegno di bambini .

Dopo la lunga discussione e le argomentazioni poste dal Governo volte a dissuadere il Gran Consiglio dall’accettare l’incarico, la votazione ha visto trionfare la proposta con una maggioranza di 66 a 45 (6 gli astenuti).

Fonte: Agenzia telegrafica svizzera

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