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Acqua Frisia: tutto da rifare

13 marzo 2015 1 commento

Niente di fatto per la Frisia, la fabbrica di acque minerali di Santa Croce di Piuro. A più d’un mese e mezzo dalla procedura competitiva per l’affitto, si è saputo che l’iter deve ripartire. Praticamente daccapo. E sul destino dei sedici lavoratori e della storica azienda della Bregaglia italiana non si sa più niente.

Dopo alcuni mesi carichi di speranze, dall’11 marzo c’è una triste certezza: non c’è un imprenditore con tutte le carte in regola per prendere in mano la fabbrica di acqua minerale di Santa Croce di Piuro e puntare al rilancio. Si tratta di una notizia tanto negativa quanto, almeno fino a gennaio, inattesa. Alla fine del 2013, il giudice delegato alla procedura, Luca Fuzio, aveva autorizzato l’esercizio provvisorio d’impresa, con una durata di un anno.

L’obiettivo era riprendere l’attività produttiva, cercare di riconquistare la clientela e mantenere unite le maestranze, in modo da potere vendere un’azienda viva e in grado di destare un maggior interesse nei potenziali futuri acquirenti. Dopo un anno di esercizio provvisorio l’azienda era ripartita grazie alla guida del commercialista chiavennasco Giuseppe Gentile. La data del 26 gennaio era ritenuta cruciale e c’erano notevoli aspettative, basate sull’interessamento di più imprenditori nei confronti della gestione e successivamente dell’acquisto di Frisia. Purtroppo è andata diversamente.

Lavoratori in assemblea nel municipio di Piuro

Un incontro deludente
Mercoledì i rappresentanti di Flai-Cgil – il segretario provinciale Vittorio Boscacci e i delegati Massimo Broggio e Alessandro Martelletti – e Cisl (l’operatore Alberto Valena e il lavoratore Mirko Pedeferri) hanno incontrato Gentile. «Ci è stato spiegato che il bando di fine gennaio non ha potuto essere accolto perché l’unica richiesta non era consona a quanto scritto nella gara, forse per ragioni economiche – ha spiegato Boscacci nell’assemblea che l’ha visto impegnato insieme ai lavoratori e al sindaco di Piuro Omar Iacomella -. Ora il Comitato dei creditori, composta da rappresentanti di aziende creditrici e lavoratori, ha deciso di fare un’ulteriore perizia rispetto al valore dell’immobile e di riscrivere il bando».

Il sindacalista Vittorio Boscacci, al tavolo

Le mosse del sindacato
La presenza di lavoratori in azienda è regolata, nel rispetto di una procedura abbastanza rigida, dal Tribunale. «Adesso la fabbrica è praticamente ferma, e come se non bastasse c’è il problema dei tempi – ha aggiunto Boscacci -. La cassa sta per scadere, non sappiamo quale attesa sarà necessaria per il nuovo bando e una possibile evoluzione positiva. Ora siamo seriamente preoccupati sia per il futuro, sia per il presente dei lavoratori, anche perché dalle banche non c’è stata la garanzia di anticipo dei salari relativi ai mesi di lavoro non retribuiti».

Anche il sindaco Omar Iacomella ha ribadito di ritenere prioritario per lo sviluppo di Piuro il futuro di quest’azienda, e nelle scorse settimane ha illustrato anche la possibilità di utilizzare altri spazi per attività legate alle cure termali. «Siamo sempre vicini alla situazione di Frisia, la prima uscita della nostra amministrazione è stata alla fabbrica. Ma dobbiamo ricordare che non è un compito nostro quello di intervenire direttamente in questa complicata partita».

Stefano Barbusca

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Attualmente c'è un commento

  1. scrive:

    Non sono circolate le solite bustarelle. Il risultato si vede. Hanno preso la direzione sbagliata coloro che dovevano trattare. Non mi meraviglio il risultato è bla bla…
    vito.ruinelli

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