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Tempi duri per il ramo edile

7 agosto 2013

//riceviamo e pubblichiamo\\
Conseguenze drammatiche per il ramo edile derivanti dall’applicazione costituzionale che limita al 20 % la proporzione di residenze secondarie. Le aziende che operano nel ramo edile saranno confrontate con un calo massiccio di opere da eseguire.


Zone come la Bregaglia devono inoltre fare i conti pure con un problema di accordi bilaterali di cui probabilmente pochi se ne sono resi conto prima della messa in vigore della nuova legge. Infatti molti immobili lasciati in eredità da residenti ai propri figli che ora risiedono altrove, sono ora classificati come seconde dimore.

Un esempio accaduto pochi giorni fa rispecchia la problematica in modo molto chiaro:
Una persona di nazionalità Svizzera eredita dai genitori che risiedevano in Bregaglia una casa. Essendo la dimora di piccole dimensioni, il nuovo proprietario desidera aumentare di un locale la sua proprietà. Siccome il solaio è abbastanza ampio, sarebbe possibile trasformarlo in un locale abitabile. L`intervento prevedeva il rifacimento del tetto con le dovute isolazioni, nonché la trasformazione del solaio, per un costo complessivo di ca. 180’000 CHF. Pure si mirava già a un ampliamento della cucina con un nuovo annesso da realizzare nell’anno futuro con un investimento pari a ca. 200’000 CHF. Interventi che sarebbero stati eseguiti da ditte indigene che con piacere avrebbero svolto questi lavori di importanza vitale per la propria esistenza.

Purtroppo di tutto questo non si realizzerà nulla o ben poco, visto che un ampliamento di questo genere sottostà alla nuova legge sulle residenze secondarie ed il tasso delle seconde case sul comune di Bregaglia già ora supera il fatidico 20 %. Tengo a precisare che un intervento simile richiesto alle autorità edilizie prima della messa in vigore della nuova legge sarebbe stato possibile senza restrizioni.

Con questo esempio, al quale sicuramente né faranno seguito altri simili, vorrei appellarmi ai nostri politici e membri del Governo. Infatti la Bregaglia non ha il problema di avere troppe residenze secondarie, ma bensì un grosso problema di conseguenze degli accordi bilaterali al quale ben pochi ci hanno pensato e tantomeno il Signor Weber quando ha lanciato la sua iniziativa. L’iniziativa delle seconde case puntava il dito ad alcune poche destinazioni in Svizzera dove effettivamente negli ultimi anni ci sono stati sviluppi forti nel settore delle seconde residenze.
Ci si è però dimenticati delle conseguenze per le regioni già deboli con una situazione immobigliare completamente differente come lo è per esempio la Bregaglia.

Forse ci sono delle possibilità per trovare delle deroghe per le nostre regioni,  le ordinanze non sono ancora elaborate in dettaglio e forse sussiste la possibilità di trovare delle adeguazioni.
Faccio appello quindi alle nostre autorità, parlamentari e rappresentanti politici come pure ai vari pianificatori e coordinatori affinché si possa salvare il salvabile.

Thomas Zimmermann Vicosoprano / Roticcio

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