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Una casa per un’opera d’arte

2 luglio 2013

Sabato scorso è stata inaugurata a Stampa una mostra di lavori di studenti di architettura dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera. All’interno di due stalle e del salone Piz Duan sono stati collocati i modelli di edifici pensati per esporre opere di Alberto Giacometti. E in qualcuno c’è anche una piccola statuina… ma è solo un’esercitazione!

Un giretto nelle vicinanze dell’atelier dei Giacometti, e ci si imbatte in tre “proboscidi” – così le hanno chiamate loro stessi, quelli che le hanno costruite, e cioè gli studenti e le studentesse di architettura dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera. Sono ingressi in legno, bianchi o chiarissimi, che attirano l’attenzione e invitano ad entrare. Uno si trova davanti al salone Piz Duan, lungo la strada cantonale, gli altri fra i vicoli, e conducono in due stalle. All’interno, in bella mostra, tanti modellini di edifici. Sono i progetti che gli studenti hanno fatto, progetti di case/musei che teoricamente dovrebbero ospitare una o più opere di Alberto Giacometti.

Prima tappa: ideazione degli edifici
Ogni edficio è pensato in un preciso luogo, anche se i modellini sono esposti insieme, in un interno (anzi in tre interni). Il luogo in cui ognuno dovrebbe sorgere o, più precisamente, dove il/la progettista l’ha idealmente collocato, è indicato, discretamente, da un semplice palo squadrato. Ecco perciò che nel villaggio di Stampa, ma anche nei suoi dintorni, ci si può imbattere in pali, che recano soltanto un piccolo crittogramma inciso: la pianta della costruzione.
Per seguire tutto il percorso e comprendere ogni cosa è indispensabile il catalogo, pubblicato in due lingue, tedesco e inglese, di cui si trova una copia a disposizione dei visitatori nel salone Piz Duan. Ma anche senza guida, la visita è un’esperienza sicuramente suggestiva e in ogni caso i modellini parlano da sé.

Seconda tappa: ideazione della mostra
Un altro aspetto interessante è che l’esposizione dei modellini nei fienili, quegli strani ingressi, le luci… anche tutto questo è opera degli studenti.
Il lavoro nell’università tedesca è iniziato con l’assegnazione da parte della docente Uta Graff di un compito: pensare a una piccola casa che ospitasse una singola opera (scelta fra quattro soltanto) di Alberto Giacometti. Ma l’edificio doveva avere una caratteristica: essere pensato in un preciso luogo nel paese di origine dell’artista, quindi a Stampa. Gli studenti hanno perciò studiato la Bregaglia e la sua topografia e nel mese di dicembre sono venuti di persona a visitare il posto (vedi la notizia). Ognuno ha scelto lo spazio in cui far sorgere il proprio museo e il compito è stato eseguito a Monaco.
Una volta concluso questo lavoro, di concerto con il Centro Giacometti è stato deciso di mostrarlo proprio nel luogo di riferimento. Ed ecco la nascita dell’esposizione, che è stata inaugurata lo scorso sabato e rimarrà aperta fino al 9 agosto, tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10 alle 18, a ingresso libero.

Ascolta anche la trasmissione della Rete Due «Foglio Volante», dal minuto 7.

Silvia Rutigliano

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Da venti anni accompagna a scuola e riporta a casa scolari e scolare di Bregaglia.

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