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I sentieri dell’amore

23 febbraio 2022

Una storia a puntate ambientata in Bregaglia. Racconto inedito di Daniele Coretti.


Capitolo 3

Il giorno seguente al mio incontro con Nicole mi sveglio di buonumore e approfitto della mattinata per recuperare il lavoro in arretrato e rispondere alle mail. Quest’attività mi occupa fino quasi a mezzogiorno. Per pranzo cucino il risotto, poi esco e mi incammino verso Dasciun, il sentiero panoramico dove, nella stagione invernale, la gente passeggia per prendere il sole. Dopo essermi riscaldato e avere sgranchito le gambe, il pomeriggio continua a trascorrere lentamente. Come sovente accade quando si attende con impazienza un evento, gli orologi danno la spiacevole sensazione di rallentare, quasi siano anch’essi intorpiditi dal freddo. Una volta rientrato a casa, inganno il tempo guardando un poco di televisione e leggendo un giallo che mi hanno regalato per Natale.
Alle 18.30 mi presento alla Stüa Granda, dove alloggia Nicole e dove abbiamo prenotato un tavolo per due. Ci troviamo nella sala principale; Nicole indossa dei pantaloni caldi e un maglioncino di lana bianco. Sorride e mi saluta, poi prendiamo posto. Per un momento studiamo la carta. Ho già mangiato alla Stüa e opto per il brasato con la polenta, mentre Nicole ordina una costata con le patate.
«Da bere cosa prendete?» chiede la cameriera.
Ordiniamo acqua frizzante e due bicchieri di Merlot.
Propongo un brindisi quando arriva il vino: «Ai nuovi incontri».
Nicole sorride e sfiora il calice con il mio.
«Dunque sei di queste parti, ma non hai vissuto sempre qui se ho capito bene».
Nicole è curiosa e non posso darle torto. Annuisco. «Mi sono ritrasferito da poco».
Prendo un boccone della polenta che nel frattempo è arrivata e capisco dallo sguardo di Nicole che la mia risposta non le basta.
Decido che è meglio terminare l’agonia e sputare il rospo. «Vivevo con una ragazza e lavoravo in un’altra città, poi è andata male ci siamo lasciati, così sono venuto a stare qui. Non me lo so spiegare, ma è come se avessi sentito che dovevo tornare in valle».
Nicole annuisce comprensiva. Intanto fuori ha ripreso a nevicare.
«Facciamo due passi?» le chiedo dopo avere finito di cenare. Facciamo il giro del paese e camminiamo fino ad arrivare a casa mia.
«Io vivo qui, ti va di salire a bere qualcosa di caldo?»
Nicole sembra tentennare, ma poi annuisce. Una volta dentro, come fosse il naturale proseguimento della serata, iniziamo a baciarci. Un bacio lungo e intenso. Il ricordo di Irene è ormai nel dimenticatoio, mentre le labbra di Nicole sembrano incastrarsi perfettamente nelle mie. Vorrei urlare, urlare che finalmente mi sento di nuovo vivo. Poi Nicole si stacca.
«Tra due giorni devo ripartire, torno a Zurigo».
Rimango immobile, freddato sul posto con una morsa che mi serra lo stomaco. Ma certo, lo so che sarebbe dovuta ripartire. Il resto della serata è più silenziosa, il buonumore sembra esserci scivolato tra le dita.
Dopo che Nicole è tornata in albergo, ho la testa piena di pensieri su come sarebbe finita quella storia. Una relazione a distanza? Quale futuro potevamo avere? Ero assorto in queste riflessioni quando il telefono lampeggia. Mi fiondo come un’aquila nella speranza sia Nicole. Il mio cuore invece pare rallentare: Irene mi sta chiamando.

Leggi:
Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4
Capitolo 5

Satira di Bregaglia

La vignetta della settimana

e

Per sorridere un po’.