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La meglio gioventù

26 novembre 2021

Giovani di vent’anni che parlano di scuola, lavoro ed esperienze. A cura di Sofia Sighinolfi.


Sollecitati da una serie di domande riguardo al loro percorso formativo, alcuni giovani raccontano le loro esperienze.

Gabriele Giovanoli di Soglio

“Ho frequentato l’apprendistato di cuoco all’Hotel Waldhaus a Sils Maria, concluso nel 2020, e momentaneamente sto svolgendo il servizio militare come cuoco di truppa alla caserma Bedrina di Airolo (Ticino).

All’inizio la mia idea era quella di andare a frequentare il liceo, solo che dopo aver fatto un paio di prove d’esame d’ammissione ho subito cambiato idea. Quindi durante le vacanze estive sono andato a fare qualche stage e alla fine ho deciso che il cuoco poteva essere il lavoro giusto per me.

Dal mio punto di vista, un ragazzo di 8a, 9a classe sa cosa gli piace fare e dovrebbe essere capace di scegliere da solo cosa vuole fare. Sicuramente parlando con gli orientatori professionali ecc. ci si può informare bene su quali sono le possibili strade da intraprendere dopo la scuola, però non sono molto d’aiuto se devi veramente scegliere quale lavoro fare.

Il lavoro che faccio è un lavoro molto duro, specialmente per gli orari e i giorni liberi che si hanno. Però è anche un lavoro molto interessante dove non si finisce mai di imparare cose nuove e c’è la possibilità di fare “carriera” molto velocemente. Ed è proprio questo che mi piace, e al momento non mi viene neanche in mente di mollare e provare a fare qualcos’altro. Mi piace cucinare ed è quello che voglio fare.

La scuola non mi ha aiutato molto sulla decisione del mio lavoro, mi ha aiutato soltanto a fare la scelta di non andare a studiare e fare il liceo, ma cercare un posto per l’apprendistato.

Ci sono molte brutte esperienze nell’ambito della cucina. Specialmente durante il servizio quando tutti sono stressati e si hanno molte comande da fare, succede spesso che appena si fa un piccolo sbaglio si viene trattati male dal superiore o si risponde male alla gente. Personalmente l’esperienza più brutta che ho vissuto è stata una sera: durante il servizio a Capodanno ho fatto uno sbaglio e la sous-chef (che sarebbe la sostituta del capo cucina) si è arrabbiata così tanto da tirarmi addosso un piatto che stavo preparando male.

Quello che mi piace del clima in cucina però è che anche se durante il servizio si arriva a litigare con qualcuno o ci si tratta male, una volta finito di lavorare comunque viene dimenticato tutto, si va tutti assieme a bere qualcosa e ritornano tutti amici come prima.

Scegliete un lavoro che amate e non dovrete lavorare neppure un giorno in vita vostra. Con questo voglio dire che conosco molti giovani che scelgono un lavoro guardando quanto si guadagna, quanto bisogna lavorare e come sono i turni di lavoro. Il mio consiglio invece è di fare proprio il contrario, scegliete il lavoro che vi piace, che vi dà più soddisfazioni e non pensate al resto.”

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