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Vita di Gran Consiglio

29 ottobre 2021

//tratto da Il Grigione Italiano\\
I Grigioni puntano a diventare verdi, ma come? Intervista al granconsigliere bregagliotto Maurizio Michael.

a cura di Silvia Rutigliano

La sessione di ottobre del Parlamento grigione si è svolta a Coira la settimana scorsa, con un tema centrale di grande importanza: il futuro ambientale. Ne hanno riferito i media non solo cantonali ma anche nazionali, perché il Cantone dei Grigioni si è distinto, decidendo di affrontare la problematica del riscaldamento climatico con un piano di misure strutturato e articolato, che guarda fino al 2050.

Sembra però che tre lingue cantonali non siano sufficienti a dare un titolo alla faccenda, per cui è stato chiamato Green Deal quello che in italiano potrebbe essere l’accordo, o l’affare, verde. (Oppure avere un titolo completamente diverso.)

Davvero, Maurizio Michael – e cominciamo con una questione che può sembrare marginale – era necessario ricorrere alla lingua inglese?
Non è piaciuto neanche a me. Ma così era già chiamato nell’incarico che ha dato il via a questo piano di azione. In linea di principio ritengo comunque che la scelta linguistica per definire un piano di tale importanza strategica dovrebbe tener conto delle caratteristiche e dell’identità del nostro Cantone. Si tratta evidentemente di un’occasione persa.

Puoi riassumere l’iter di questa tematica?
Il Green Deal è il risultato nonché l’attuazione di un incarico presentato in Gran Consiglio nel febbraio 2019 dal deputato socialista Wilhelm, incarico che era stato sottoscritto da molti granconsiglieri, fra cui anch’io, e poi approvato nel giugno successivo con 106 voti contro 13. Si chiedeva al Governo di elaborare un piano di azione per il clima.

Nella documentazione infatti si legge: «Il Governo presenta al Gran Consiglio un piano d’azione dettagliato dal titolo “Green Deal per i Grigioni” che contiene misure concrete ed efficaci per la protezione del clima e l’adattamento al clima, tra cui un piano di finanziamento e gli adeguamenti necessari delle basi legislative».
E su questa base il Governo ha preparato un piano con obiettivi, che si orientano a livello internazionale, a livello europeo. Infatti facciamo riferimento anche all’Accordo di Parigi del 2015, che prevede di arrivare ad emissioni zero nel 2050.

Quindi il Governo ha presentato il piano e voi lo avete discusso. Quanto tempo vi ha tenuti occupati?
Un giorno e mezzo, circa metà della sessione.

Evidentemente c’era molto da dire.
Sì, perché si tratta di una decisione di impostazione strategica, una decisione di principio sull’orientamento che vogliamo dare al nostro Cantone. Si è trattato di elaborare un approccio per la tutela del clima. E questo implica anche degli investimenti. Infatti sono stati decisi contributi e finanziamenti, laddove già disponiamo di una base legale. E per gli anni successivi sono state prese decisioni di principio. Si parla di oltre un miliardo di franchi da qui al ’50: quindi è una decisione a livello generazionale, anzi anche di più. Non saremo più noi a sedere in Gran Consiglio; di certo ci saranno molte facce nuove.

Su quali temi si è sviluppata la discussione in aula?
Sono state poste diverse domande di fondo. Una è stata se vogliamo raggiungere (oppure partecipare attivamente all’ottenimento) dell’obiettivo delle emissioni zero previsto dall’Accordo di Parigi. Il Gran Consiglio ha risposto di sì, ma ponendo anche delle condizioni, cioè facendo sempre in modo che in futuro si possa ancora sempre discutere e votare le misure che il Governo proporrà man mano.

Altre domande che vi siete posti?
Ci siamo domandati se vogliamo fissare una cifra, una misura di emissioni a livello di legge. E abbiamo deciso di non arrivare a tanto. Si è pure discusso se fissare degli obiettivi intermedi concreti e anche in questo caso il Gran Consiglio ha deciso di proseguire con pragmatismo evitando di creare e costruire un ulteriore mostro burocratico.

E certamente è stata discusso il finanziamento.
Qui la questione era il come, prima di tutto. Come vanno finanziate queste misure? Con un fondo specifico, un fondo per il clima? Oppure attraverso il normale conto cantonale? Tendenzialmente si preferisce non creare un fondo specifico, questo è l’orientamento. Quindi le misure decise saranno finanziate con il capitale proprio (il Cantone dispone oggi di un’ampia riserva) e poi, andando avanti, si prevede che, grazie allo sviluppo tecnologico e scientifico, le spese per gli investimenti saranno ridotte. Si può inoltre introdurre nuove tasse mirate, pagate dall’utilizzatore. E, come ultima ratio, aumentare le imposte. Ma è stato detto di prendere in considerazione l’aumento del moltiplicatore di imposta solo in caso estremo. Nessuno oggi lo vuole in Gran Consiglio.

Quindi è stata una discussione di tipo strategico. Nella scorsa sessione avevamo messo in evidenza come a volte i lavori siano di ordinaria amministrazione, e invece questa volta il Parlamento ha avuto la possibilità – e, ritengo, anche il piacere – di partecipare a una discussione di fondo.
Sì, è così. Il contenuto della discussione era di carattere strategico e la discussione è risultata interessante e ampia.
In questi casi emergono anche i diversi tipi di approccio, per esempio anche su come si affronta un argomento. Si può fare in modo ideologico (sia a favore che contro) oppure in modo pragmatico. La grande maggioranza del Gran Consiglio ha scelto quest’ultimo stile e abbiamo ottenuto un piano di azione serio.

Il piano di azione è grande, ed è strutturato e articolato, ma puoi riassumerne i passi principali?
Il Gran Consiglio ha deciso di mettere a disposizione 36 milioni di franchi aggiuntivi subito, per la produzione di energie rinnovabili, la trasformazione e il risanamento energetico degli edifici, lo sviluppo di teleriscaldamenti rinnovabili, e contributi per il sostegno dei trasporti pubblici e del trasporto delle merci. Per queste azioni, che già dispongono una base giuridica, il Cantone mette a disposizione fino al 2025 questa somma complessiva supplementare.
Quindi i 36 milioni entreranno nel bilancio annuale dei prossimi anni. Era già prevista una somma nel piano di Governo ’21-’24, ed erano 31 milioni. Così, in conclusione, per l’attuazione della prima tappa (già fattibile oggi per legge) il totale messo a disposizione è di 67 milioni di franchi.

E dopo?
Per gli anni successivi, come ho già detto, abbiamo preso decisioni di principio. Sarà il Gran Consiglio del futuro a stabilire le nuove basi legali e a prendere le necessarie decisioni.

Passiamo ad altri temi.
È stato presentato un rapporto integrativo sulla strategia immobiliare del Cantone. Essa tiene conto in particolare della nuova collocazione dei tribunali, quello amministrativo e quello cantonale che dovrebbero ottenere una sede dove lavorare insieme. Abbiamo perciò ricevuto il rapporto del Governo che ne descrive le modalità e la futura collocazione. Come avviene di solito il Gran Consiglio discute l’oggetto e ne prende atto.
Poi ci sono stati un po’ di incarichi e di interpellanze. Ma niente di particolare.
E abbiamo avuto anche un momento informativo sulla covid. Ogni capo dipartimento ha riferito su come la pandemia ha influenzato il suo lavoro, e in che modo è stato coinvolto.

La deputazione grigionitaliana ha lamentato la prossima perdita di un deputato?
No, perché si sapeva già che Mesocco avrebbe perso un deputato a causa del ricalcolo demografico. La nuova legge elettorale non c’entra nulla. Ora c’è stata solo la conferma.

Attività svolte a margine delle sedute?
Lunedì a mezzogiorno ho assistito a una presentazione da parte delle associazioni economiche riguardo al Green Deal, in particolare in relazione alle ricadute economiche che esso può generare. Insomma, si prospettano e ci si aspetta delle ricadute positive anche per le attività economiche.
Il lunedì sera, alla riunione della Deputazione grigionitaliana abbiamo incontrato il nuovo direttore della Rsi, Mario Timbal. Si è trattato soprattutto di un incontro di reciproca conoscenza. Mi ha fatto un’ottima impressione: l’ho trovato aperto al dialogo e disponibile.
Martedì a mezzogiorno, insieme ad altri due granconsiglieri, ho incontrato il Consigliere di Stato Peter Peyer, con cui abbiamo avuto uno scambio sul tema della sicurezza e della Polizia cantonale.

Per concludere?
Martedì sera ho partecipato a un evento alla Ems-chemie, dove siamo stati ospiti di Magdalena Martullo-Blocher. Anche in questa fabbrica sono attenti alle questioni ambientali, soprattutto per il risparmio energetico che gli consente un beneficio economico. Hanno ridotto tantissimo le emissioni, e sono all’avanguardia in diversi ambiti. A fianco della Ems-chemie c’è una centrale a biomassa, che produce, in modo ecologico, energia per la stessa fabbrica di materie plastiche. Hanno bisogno di essere autonomi e di potersi gestire in modo efficace.
Questa è la strada da percorrere e la strategia vincente nelle questioni climatiche: combinare gli interessi aziendali con quelli ambientali.

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