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Vita di Gran Consiglio

6 settembre 2021

//tratto da Il Grigione Italiano\\
La presidente Aita Zanetti è stata festeggiata a Sent.
Intervista al granconsigliere bregagliotto Maurizio Michael.

La sessione di agosto del Parlamento grigione, svoltasi la settimana scorsa, non è stata ricca di argomenti stimolanti, ma piuttosto una sessione di ordinaria amministrazione, come si suol dire. Approvazione di leggi, presentazione di incarichi, domande… ma nessun argomento di politica generale né temi di scottante attualità.
In agosto si eleggono il o la presidente e il/la vicepresidente del Gran Consiglio, e al termine della settimana di lavori, il sabato, c’è la festa al paese del/la neoeletto/a. E così è stato, sabato scorso a Sent, per festeggiare Aita Zanetti, festa che invece l’anno scorso non si era potuta svolgere, a causa della pandemia.

Maurizio Michael, cominciamo dalla festa per la nuova presidente.
Non è stato male potersi di nuovo incontrare in modo informale, a distanza di due anni dall’ultima volta. È una festa popolare nel paese d’origine della presidente. Con i discorsi anche divertenti e simpatici dei granconsiglieri. C’è voglia e piacere di partecipare a un evento di questo genere, perciò sono sempre molto numerosi i deputati presenti.

Che dire di questa elezione?
La vicepresidente è diventata presidente, come da prassi consolidata. È la prima presidente del partito Alleanza del centro (poiché prima questo partito non esisteva), ed è la settima presidente donna del Gran Consiglio. È stata eletta con un ottimo risultato, 111 voti. Vice è stato eletto l’ex sindaco di Davos Tarzisius Caviezel, del Partito liberale.

Nelle elezioni della presidenza i partiti vengono rappresentati a turno.
Questa volta è stato un po’ diverso, perché il presidente uscente era un liberale (Martin Wieland) e quindi non avrebbe dovuto essere scelto di nuovo un liberale per la vicepresidenza di quest’anno. Però, quando Aita Zanetti è stata eletta vicepresidente, apparteneva al Partito borghese democratico, e ora sarebbe toccato a un membro del Partito democratico cristiano, ma avendo fatto l’Alleanza di centro ora questi due partiti sono insieme. Il partito stesso ha detto che non andava bene: non solo sarebbero stati dello stesso partito presidente e vice, ma avrebbero anche fatto maggioranza nella conferenza dei presidenti e allo stesso tempo pure in Governo la presidenza è del Centro. È stato quindi deciso di saltare il turno e quindi toccava di nuovo ai Liberali.

A proposito di Liberali, non c’è chiarezza sul vostro nome: siete il Partito liberale radicale o il Partito liberale democratico? Plr o Pld?
Le due denominazioni dipendono dalla storia del partito, che si è sviluppato in modo parallelo nelle diverse aree della Confederazione. In Ticino e a Ginevra per esempio c’erano i radicali, mentre in altre aree, come anche nei Grigioni, c’era lo «spirito libero» (Freisinn) e perciò l’abbiamo chiamato in italiano «democratico» e non «radicale». Ma sarebbe opportuno utilizzare un nome e una sigla validi per tutte le regioni linguistiche.

Il primo punto all’ordine del giorno della sessione, dopo l’elezione della presidenza, era la revisione parziale della legge sulla Cassa pensioni dei Grigioni. Perché era necessaria una revisione?
Si tratta di un adeguamento e un miglioramento della situazione: in modo equilibrato cercare di rendere concorrenziale e interessante la rendita della Cassa pensioni degli impiegati pubblici. Perché i dipendenti da privati prendono più soldi di salario e anche una rendita di vecchiaia più alta.
L’adeguamento dovrebbe rendere più interessante lavorare presso il Cantone in vista delle rendite successive. È assicurato presso la Cassa pensioni dei Grigioni il personale impiegato dal Cantone, da molti Comuni, e altri istituti pubblici riconosciuti.
Il Gran Consiglio ha approvato la revisione, che – come tutte – è sottoposta a referendum facoltativo.

I media hanno riferito che sono stati approvati due incarichi riguardo al turismo.
Sì, per un maggior sostegno del Cantone a imprese e organizzazioni turistiche fortemente toccate dalla pandemia che hanno beneficiato solo parzialmente dei contributi elargiti da Cantone e Confederazione. Uno dei due incarichi è addirittura stato approvato contro il parere del Governo.

Altro da segnalare?
A dire il vero, non c’è stato nulla di spettacolare, degno di nota. Le altre volte, quando facevamo l’intervista si usciva con quegli elementi più interessanti, di cui val la pena comunicare anche fuori dal Gran Consiglio. Invece questa volta i lavori sono stati di routine.

Forse è qui che si vede se una persona ha davvero piacere di stare in politica, di rappresentare la cittadinanza nel legislativo: quando non si parla dei massimi sistemi, ma si approvano leggi e regolamenti. Però ci sono sempre le «manovre di corridoio»…
Oh, sì! Ai margini si è parlato delle prossime elezioni del Gran Consiglio e del Governo, e delle strategie da adottare. Ci sono sempre discussioni durante le pause e non solo…

… E le sedute delle frazioni.
Come sempre ho partecipato alla riunione di frazione e della Deputazione grigionitaliana. Inoltre, il Partito liberale ha convocato l’assemblea dei delegati mercoledì sera, approfittando del fatto che i granconsiglieri sono già tutti a Coira, per decidere le raccomandazioni di voto per le prossime votazioni federali che si terranno il 26 settembre.

Durante questa sessione sono nuovamente state presentate varie interpellanze e incarichi.
Sono atti parlamentari che verranno discussi a dicembre. Posso segnalare che Bondolfi è il primo firmatario di un incarico che chiede che in tutte le commissioni e i gruppi di lavoro di valenza cantonale vengano considerate tutte le regioni linguistiche. A più riprese abbiamo purtroppo dovuto notare che la rappresentanza linguistica e territoriale viene spesso messa in secondo piano.
Inoltre, come gruppo liberale abbiamo presentato un incarico in cui si chiede al Governo di rispettare le decisioni del Gran Consiglio riguardanti la Polizia cantonale. Io sono il terzo firmatario, dopo Pfäffli e Marti.
Così come sono il terzo firmatario di un altro incarico sul finanziamento delle scuole bilingue.

In conclusione, vorrei menzionare il fatto che ho notato, vedendo un’immagine del Gran Consiglio riunito, che eravate seduti molto vicini gli uni agli altri (e le une alle altre)!
Abbiamo vissuto il ritorno alla normalità, o quasi: di nuovo a Coira, ma con la mascherina. In un primo momento – quando siamo entrati in aula – è sembrato davvero di essere molto stretti, con poco posto per mettere le proprie cose… Ma l’aspetto positivo è che si ha la possibilità di guardare negli occhi gli altri, e quindi di comunicare, avere un rapporto personale di vicinanza maggiore con quelli che intervengono.

Silvia Rutigliano

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