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Mostre al museo di Stampa

2 giugno 2021

Mercoledì 2 giugno la Ciäsa Granda riapre i battenti. E lo fa con una proposta espositiva suggestiva e articolata, seguendo due itinerari distinti ma in qualche modo collegati dallo stesso comun denominatore territoriale: la Bregaglia.

Il primo percorso segue le orme di Dante – quest’anno si festeggia il 700esimo dalla sua morte – e in particolare quello di un suo grande studioso, Giovanni Andrea Scartazzini, nato e cresciuto a Bondo e vissuto a Soglio tra il 1875 e il 1884 dove esercitava il ruolo di pastore e morto 120 anni fa a Fahrwangen, nel canton Argovia.

«Un uomo di Dio e di Dante, vissuto predicando il Vangelo e commentando il Poema»: parole, queste del poeta e uomo di lettere Gabriele D’Annunzio, che ci aiutano a inquadrare bene la vasta opera lasciataci in eredità dallo Scartazzini. Divenuto presto letterato di fama internazionale grazie alle sue opere su Dante pubblicate in italiano con Hoepli e in tedesco con Brockhaus, Scartazzini è stato infatti uno dei primi a concepire un commento critico serio sulle fonti bibliche, teologiche e filosofiche della Commedia e il primo a concepire un progetto di vasta portata come quello dell’Enciclopedia dantesca.

Lungo il percorso espositivo il visitatore potrà avvicinarsi alle varie sfaccettature di questo importante uomo di cultura che oltre allo studio attento del poema dantesco, si è occupato di Torquato Tasso, Giordano Bruno e Petrarca ma contemporaneamente anche di teologia e di cronaca politica essendo stato inviato dalla Neue Zürcher Zeitung per seguire le vicende tra liberali e conservatori in seguito ai sanguinosi fatti di Stabio del 1876.

La mostra, promossa dalla Pro Grigioni Italiano e curata da Andrea Tognina, è bilingue: italiano e tedesco.

Nel secondo percorso, più marcatamente artistico, il visitatore avrà l’opportunità di ammirare la testa di Alberto Giacometti ripresa dal padre nell’olio «Natura morta con ritratto della testa di Alberto» e paragonarla con il gesso originale realizzato da Otto Charles Bänninger (Zurigo 1897 – 1973). A Parigi – era il 1927 – il giovane scultore infatti modellò la testa di Alberto Giacometti di pochi anni più giovane. L’opera è conservata nel Kunsthaus / Fondazione Alberto Giacometti di Zurigo da dove proviene. Nella sala Giacometti Varlin della Ciäsa Granda, riallestita a nuovo, tela e gesso a confronto spiccano tra le opere di Augusto, Giovanni, Diego e Alberto Giacometti e di Varlin con l’imponente «Gente del mio paese».

Lo spazio a volta del secondo piano ospita «L’artista e la sua modella»: una singolare raccolta di sculture in argilla e ritratti realizzati da Piero Del Bondio nel suo atelier osservando scrupolosamente con occhio critico e creativo i lineamenti della sua modella.

I giovani Elena Gianotti, Martin Krüger e Gabriele Martinoni espongono invece le loro sculture, schizzi, dipinti e composizioni in uno spazio adibito a laboratorio artistico in cui l’oggetto scelto nel corso dell’esposizione sarà allontanato, spostato o sostituito quasi a simboleggiare il continuo movimento a cui l’arte è sottoposta.

Vernice: mercoledì 2 giugno alle 16.00 saranno presenti i due curatori: Andrea Tognina per la mostra su Scartazzini e David Wille per il percorso di arte.

Pro Grigioni Italiano
Museo Ciäsa Granda

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