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Pandemia, vattene via!

12 novembre 2020 2 commenti

Capitolo primo. “È tutta una montatura!” Considerazioni di Silvia Rutigliano sulla covid-19.

Molte persone sono convinte che la pandemia di covid-19 non sia un problema reale. Pensano che questa malattia, la covid-19 appunto, sia un’influenza come un’altra. Ritengono quindi che non sia necessario prendere particolari precauzioni, come non se ne prendono per tante altre malattie. Non ci buschiamo forse ogni inverno almeno un raffreddore? Non ci viene la tosse, la febbre, il mal di gola? Dunque possiamo anche contrarre l’influenza. E se si chiama covid-19 chi se ne importa? Sappiamo forse il nome di ogni influenza che ci investe anno dopo anno?

Questione n. 1: i reparti ospedalieri sono tarati sull’esperienza pregressa
Il nostro Paese, la Svizzera, come tanti tanti altri paesi del mondo, ha creato e mantiene un sistema fisso di cure mediche. Non è che non c’è niente e se mi ammalo devo andare a cercare non so dove qualcuno che mi aiuti, no. C’è tutto un sistema organizzato, con studi medici e ospedali, lì pronti per accogliere le persone che hanno un problema di salute. E bisogna dire che lavorano in continuazione, ma i loro spazi non sono mai del tutto pieni. Nelle strutture, ambulanti o stazionarie, infatti, c’è sempre tempo e posto per qualche caso in più, per le emergenze.
Ora queste strutture si stanno riempiendo, anche troppo! Evidentemente chi si ammala di questa «influenza» spesso non riesce a curarsi a casa, ma deve essere ricoverato in ospedale. Alcune di queste persone ricoverate, poi, hanno bisogno della terapia intensiva e della respirazione assistita altrimenti muoiono soffocate. I posti di terapia intensiva sono di un certo numero, basato su quanto l’esperienza ha insegnato circa le necessità che di solito si presentano. In terapia intensiva si può andare dopo un intervento chirurgico complicato, per esempio, oppure a causa di un incidente (stradale o sul lavoro o in casa). Ma questa covid-19 sta portando molte persone all’ospedale e molte in terapia intensiva. Che si fa se finiscono i posti? Ricordiamoci che per risolvere il problema dei ricoveri, la Cina ha costruito a Wuhan in dieci giorni un ospedale da 1’000/1’500 posti letto, che è stato attivo dall’8 febbraio al 15 aprile.
Come si fa a sostenere che la covid-19 è un’influenza come le altre?

Questione n. 2: ognuno è libero di decidere se vuole proteggersi da una malattia oppure no
Se mi ammalo sono affari miei. Vero: la salute è una cosa personale. Nessuno può essere obbligato a curarsi (a meno che non costituisca un pericolo per sé o per gli altri: vi sono eccezioni ammesse dalla legge). Perciò se una persona vuole esporsi al virus, non vuole proteggersi, è libera di farlo. Però si creano due problemi. Uno è che le persone disposte a lasciarsi contagiare, non adottando le misure cautelative automaticamente mettono a rischio gli altri. Se io vado vicino agli altri senza mascherina, se non mi lavo le mani e tocco le altre persone, magari mi prendo il virus, ma magari lo passo anche. L’altro problema è che se io contraggo la malattia forse ho bisogno di essere ricoverata e forse ho anche bisogno della terapia intensiva e così facendo occupo uno dei posti preziosi.

Conclusione
Vorrei concludere questo primo capitolo con una proposta. Propongo che tutte le persone che sostengono che il coronavirus non è un problema o che la pandemia è una montatura, oppure non hanno voglia di stare attente e sono di conseguenza disposte ad ammalarsi, perfino a morire, ebbene propongo che queste persone compilino e firmino delle direttive anticipate. E in questo documento dichiarino che nel caso che si dovessero ammalare rinunciano al ricovero in ospedale. In questo modo, certo non riusciamo ad evitare che nel frattempo contagino altri, ma almeno evitiamo che occupino un posto in reparto o in terapia intensiva. Da parte loro sarebbe un doveroso gesto di coerenza.

Silvia Rutigliano

Attualmente ci sono 2 commenti

  1. scrive:

    Sarebbe auspicabile che tutte le persone fossero consapevoli di questa pazza epidemia, eppure grazie al web e a certe trasmissioni trash, i negazionisti dilagano più del virus, ma vabbè posso sempre non leggere o spegnere la Tv, ma quando si vedono in giro persone senza mascherina, ecco questo mi scalda parecchio, e secondo me, queste persone che se ne fregano e magari (chi lo sa…) sono asintomatici, li denuncerei per tentata epidemia colposa, ma come si permettono di minacciare la mia salute ?

    Abbiamo due nemici da combattere: Il COVID 19 e gli sciocchi

    Bell’articolo, leggerò volentieri il seguito.

    Pino Ariu (Rancate-Ticino)

  2. scrive:

    Ottimo articolo, ottima conclusione!
    Dico due cose: prima di tutto, se il Covid 19 fosse un’influenza come un’altra, speriamo che non sia come l’influenza spagnola, che cento anni fa ha fatto 50 milioni di morti!
    In secondo luogo, riguardo agli imprudenti, se non addirittura negazionisti convinti, faccio notare che magari sono fortunati asintomatici e non chiederanno cure mediche, ma intanto se ne vanno in giro a contagiare noialtri!
    Che ne facciamo di costoro?

    Licio Rutigliano (Torino)

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