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Radicato in Bregaglia tramite la cultura

27 luglio 2020

Un approfondimento di Davide Fogliada sul personale rapporto con la Val Bregaglia, la sua storia, architettura e arte contemporanea. Con la conferenza del prof. emerito dr. Werner Bätzing.

Lo studio

Posso veramente definirmi così: radicato in Bregaglia tramite la cultura. Una cultura millenaria che pregia il paesaggio, la storia e le persone della valle in cui sono cresciuto. Come tantissimi bregagliotti e bregagliotte prima di me, anche io sono emigrato. Non molto lontano, ma all’età di quindici anni mi sono spostato a Coira per approfondire la conoscenza della lingua tedesca e per scegliere il genere di apprendistato che avrei voluto intraprendere. Così dopo un decimo anno scolastico dedicato alla scelta professionale, ho iniziato l’apprendistato quale disegnatore edile e contemporaneamente ho acquisito la maturità professionale che in seguito mi ha consentito di accedere alla scuola universitaria d’architettura e ingegneria, sempre nella capitale grigionese.

Ci tengo a rivelare un fatto che forse ha poi cambiato molto in me e nel mio rapporto con la Val Bregaglia. Al pianterreno dell’edificio in cui lavoravo durante l’apprendistato c’era la galleria d’arte “Galerie Studio 10″, diretta dalla moglie del mio datore di lavoro Liliana Brosi (*1934). Nell’ampio sottotetto dello stesso edificio, oltre allo studio d’architettura, c’era pure la moderna abitazione della coppia amante dell’arte, dell’artigianato e dell’architettura. La gallerista, grafica, pittrice e disegnatrice Liliana Brosi e suo marito l’architetto Richard Brosi (1931-2009) sono stati molto gentili con me, forse perché ero di lingua italiana e notavano le mie difficoltà in quella tedesca. A volte dopo il lavoro mi invitavano a cena: spesso c’era una deliziosa pizza fatta in casa. Naturalmente parlavamo italiano e non svizzero tedesco o tedesco. Ho pure insegnato a Richard ad utilizzare il computer e con piacere davo una mano in galleria. Liliana mi aiutò nel lavoro di maturità professionale incentrato sul tema della neve e sull’artista lecchese Tino Stefanoni (1937-2017). Volontariamente o involontariamente mi ero avvicinato all’arte contemporanea.

Giovanni Giacometti, "Primavera", 1901, olio su tela, cornice dipinta dall'artista, 70 x 90 cm (dimensioni dell'immagine) 88,4 x 108,7 x 3,2 cm (dimensioni del telaio) - Museo d’arte dei Grigioni Coira, acquisto da parte della Società grigione di belle arti (1902) Inv. n. 22.000.1902

L’esperienza

Negli anni a venire ho iniziato a visitare nuove città o nazioni vicine, abbinando i viaggi a dei corsi di inglese. Forse volevo aumentare il raggio della mia emigrazione oltre il Canton Grigioni o addirittura oltre la Svizzera. È così che ho trascorso del tempo in numerose capitali europee e periodi più lunghi in Inghilterra e successivamente in Nuova Zelanda, più volte in Australia e in Asia.

Quale emigrato radicato in Val Bregaglia sono sempre ritornato a casa e non mi sono mai allontanato definitivamente dal mio villaggio bregagliotto di Castasegna, dalle varie società valligiane e da Coira. Nel periodo degli studi d’architettura e ingegneria, dopo lo scioglimento dell’ufficio “Richard Brosi und Partner” e della galleria d’arte di Liliana, ho lavorato presso numerosi uffici d’architettura della zona di Coira. Un venerdì sera che non ero rientrato in valle ho visitato la galleria d’arte “Galerie Luciano Fasciati” e subito ho interagito con il gallerista, anche per via delle sue radici bregagliotte. Il gallerista Luciano Fasciati (*1960) tutt’oggi espone e vende arte contemporanea a Coira.

Nel 2008 il successo di un progetto di arte contemporanea in Val Bregaglia intitolato “Arte Bregaglia”, al quale avevo partecipato attivamente nel supporto organizzativo della festa di apertura con l’associazione “Gioventù Bregaglia” che presiedevo, aveva avuto un grande eco positivo a livello svizzero e internazionale. Le curatrici Angelika Affentranger-Kirchrath (*1953) e Patrizia Guggenheim (*1966) con la collaborazione di Patricia Jegher (*1966) sono riuscite in maniera egregia nel loro intento di creare un unico percorso artistico lungo tutta la Val Bregaglia geografica: da Chiavenna fino a Maloja.

Quale giovane persona interessata all’arte contemporanea e allo stesso tempo indigena della Val Bregaglia è stata per me una grande fortuna e un grande onore assistere l’artista italiana Chiara Dynys (*1958), che partecipò appunto ad Arte Bregaglia. Allora non capivo certamente tutti i concetti del lavoro “Bellezza e Sobrietà” che fu poi esposto nella chiesa di San Gaudenzio a Casaccia. Oggi posso constatare che ci vuole molto tempo e della ricerca per capire o cercare di capire il significato di un’opera di arte contemporanea.

Lettere intagliate nel plexiglas rifrangono la luce di neon nascosti nella base di alluminio che riproduce la pianta della Chiesa di San Gaudenzio in Val Bregaglia. Le parole "Bellezza e Sobrietà" rappresentano rispettivamente il cattolicesimo e il protestantesimo, che in questa chiesa hanno combattuto aspramente. Fotografia © Chiara Dynys

Arte Bregaglia non è passata certamente inosservata nel mondo mediatico dell’arte contemporanea. Ispirato dal progetto artistico Arte Bregaglia, Luciano Fasciati decide di festeggiare il giubileo dei 20 anni della sua galleria nell’Hotel Bregaglia a Promontogno, albergo dove aveva già celebrato le sue nozze in passato. I festeggiamenti del giubileo sono coronati da un’esposizione di opere di arte contemporanea proprio all’interno dello storico Hotel Bregaglia, un edificio di grande prestigio progettato dall’architetto italiano Giovanni Sottovia (1827-1892).

Nasce così nel 2010 “Arte Hotel Bregaglia”, nuovamente su iniziativa di un curatore come con Arte Bregaglia nel 2008. Visto il rinnovato successo riscosso e l’interessamento del vasto pubblico proveniente anche da oltre valle l’evento si ripeterà per ben altre tre volte nel 2011/2012 e 2013 con ulteriori opere appositamente create per essere esposte nell’albergo. Durante questi anni il curatore Luciano Fasciati si rende conto che per organizzare a lungo termine progetti d’alta qualità di questo genere è necessario creare un organo organizzativo composto da più persone.

Il risultato

L’associazione “Progetti d’arte in Val Bregaglia” viene fondata nel 2012 a Coira da un gruppo di persone volenterose e fiduciose, del quale faccio parte pure io. Subito incarichiamo Luciano Fasciati di presentare il concetto per il prossimo progetto e iniziamo la ricerca dei fondi, che nel ramo della cultura è importantissima e non facile. Il resto è storia recente con due edizioni di “Video Arte Palazzo Castelmur” nel 2013 e 2015, “Arte Albigna” nel 2017 come pure “Arte Castasegna” nel 2018. La volontà del Comune di Bregaglia per un maggiore impegno e sostegno finanziario per il 2020, 2022 e 2024 è un grande segnale nel ramo della cultura in valle e dell’arte contemporanea in particolare. L’associazione Progetti d’arte in Val Bregaglia inizia quindi ufficialmente nel 2019 la pianificazione del progetto “Biennale Bregaglia”.

Manfred Alois Mayr, «ding-dong-dang», Arte Albigna 2017 - Installazione, dimensioni variabili - Fotografia © Ralph Feiner

Ripensando all’esperienza fatta con Liliana e Richard Brosi, Tino Stefanoni, Chiara Dynys, molti altri artisti, artiste e persone culturalmente attive sono contento di rappresentare l’associazione Progetti d’arte in Val Bregaglia con la presidenza che ho assunto nel 2019. Sono pure convinto che l’arte contemporanea faccia bene alla nostra valle di grandi artisti. I nuovi lavori rappresentano il risultato di un confronto attuale con la Val Bregaglia e la sua storia.

Gli insegnamenti che ho appreso collaborando con esperti e esperte del campo mi hanno probabilmente spinto a esporre personalmente delle mie fotografie e a organizzare piccole esposizioni. Il confronto con la realtà è come il confronto con l’arte contemporanea. Esso è quindi il confronto con le situazioni di tutti i giorni e con le persone. Esso è quindi cultura.

Nel 2017 il prof. emerito dr. Werner Bätzing (*1949), geografo e ricercatore delle Alpi, Università Erlangen-Nürnberg si è posto un interessante quesito in relazione con il progetto di arte contemporanea Arte Albigna:

“Arte Albigna, la Bregaglia e il futuro delle regioni periferiche nelle Alpi. Come possono contribuire arte e cultura?”

Ci tengo a riportare la sua risposta con la trascrizione completa della conferenza tenutasi in Val Bregaglia a Pranzaira, facendola così emigrare ancora una volta: clicca qui per scaricare la versione in italiano o qui per la versione in lingua tedesca.

Davide Fogliada

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