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Apre il Museo Ciäsa Granda

29 maggio 2020

//comunicato stampa\\
Il Museo Ciäsa Granda a Stampa apre lunedì 1° giugno. Date le circostanze non ci sarà nessuna vernice.

Fino a nuove disposizioni l’atelier Giacometti si potrà visitare solo la domenica su prenotazione. Per gli orari di apertura si invita a consultare il sito www.ciaesagranda.ch

Accanto alla collezione permanente, arricchita da prestiti, sono state allestite due mostre temporanee curate da David Wille.
Scarica la locandina.

Bruno Ritter, “Tagwerk / faccende quotidiane”,
più di 130 opere su carta, a olio, acquerello e matita, oltre a stampe e arti grafiche. Una mostra a 360 gradi, distribuita in quattro sale, offre una visione unica del lavoro dell’artista e fa vedere l’ampiezza delle sue capacità attraverso le opere realizzate negli ultimi 40 anni. Per l’occasione uscirà pure un filmato.

“Sono i momenti che mi motivano. Li vedo e li disegno. A volte come narrazioni, a volte come campioni, spesso perché devo farlo. Segni, identificazioni, affermazioni e situazioni che mi mettono tra le mani la matita, il pennello. Incontri, esperienze nella natura, nella quotidianità, fuori e dentro, sempre al limite, sull’orlo dell’abisso, scenografici, da delicati a invadenti, incorniciati e lacerati. Tagwerk, quotidianità appunto.” Così lo stesso Bruno Ritter a proposito della mostra.

“All’inizio del mio lavoro c’era il disegno”, spiega in un’intervista l’artista nato a Sciaffusa nel 1951e che dopo aver conseguito il diploma per l’insegnamento superiore di disegno all’Università delle Arti di Zurigo (ZHdK), ha insegnato in diverse scuole. Dal 1978 al 1982 ha avuto un atelier per stampe e arti grafiche a Sciaffusa e poi si è trasferito in Italia. Nel frattempo vive da più di trent’anni in Bregaglia, ma ha ancora il suo atelier a Chiavenna, nel castello dei conti Balbiani.

Il tema centrale in molti tra i delicati disegni di Ritter è la valle. L’artista affronta con angoscia le esecuzioni sulla forca di Vicosoprano e fa capire con intensità quanto l’umanità sia di nuovo vicina a tali crudeltà e quanto sia ancora più o meno tollerato il resoconto quasi quotidiano su di esse. Profondamente legato al paesaggio – soprattutto a un enorme sasso «Il Macigno» vicino alla sua casa di Borgonovo – l’artista scopre il misticismo, la vita, le storie e vive il confronto continuo con scoscendimenti… crolli. I disegni di Ritter sono barocchi, pieni di dramma, che scavano e insieme mettono a nudo la sofferenza e l’emozione.
Richiedono confronto, contemplazione intensa e coinvolgimento. Sono opere che toccano. “Per me i disegni sono come lettere scritte a mano”, spiega Ritter, “devo lavorare in profondità, niente deve essere superficiale”. (Marina U. Fuchs, in occasione della mostra del 2017 al Museo Ciäsa Granda di Stampa). La mostra comprende pure numerose opere attorno alla frana del Cengalo e alle sue conseguenze.

Werner Schmidt, “Bregaglia vis-à-vis”,

Alberto Giacometti in memoriam.
30 litografie del 1988 raccolte in un portfolio e accompagnate da un testo scritto da John Berger. I singoli fogli sono esposti nello spazio a volta del museo e nella stanza accanto si possono ammirare cinque disegni originali del 1987. Le opere sono state realizzate nei mesi di aprile e agosto e mostrano la vista da un masso sopra Soglio in direzione delle montagne che dominano la Bondasca. La mostra è accompagnata da un catalogo in italiano, tedesco e inglese.

Nato a Berlino, Werner Schmidt, è attivo nella pittura, nella scultura, nel disegno e nella grafica. Da giovane, alla fine degli anni quaranta, da giovane, fece realizza disegni in cui raffigura sulla carta una Berlino danneggiata dalla guerra. Tra il 1950 e il 55 è allievo di Herbert Mecke, insegnante d’arte e pittore. Realizza disegni e incisioni dei dintorni di Berlino. Dal 1956 al 1962 studia all’Accademia di Belle Arti di Berlino (HfBK). Nel 1956 fa un viaggio di studio a Venezia e Parigi con la classe di Hans Jaenisch (1907-1989). Visita lo studio di Georges Vantongerloo (1886-1965) a Parigi. Nel 1961-62 è allievo del celebre maestro Hans Uhlmann (1900-1975). Dal 1961fino al 2000 ha il suo atelier a Berlino-Charlottenburg. Tra il 1963-65 fa vari viaggi di studio a Parigi dove, nel 1964, fa amicizia con Alberto Giacometti. Tra il 1966 e il 1972 viaggia in Italia e in Spagna. Nel 1975 intraprende un secondo studio di pedagogia. Dal 1975 al 1989 insegna disegno. È il periodo dei viaggi in Messico e negli Stati Uniti. Negli anni ottanta soggiorna più volte in Bregaglia e in Engadina Bassa. Nel 1986, quale omaggio a Giacometti, realizza «Bergell vis-à-vis», un portfolio di 30 litografie e un testo dello scrittore d’arte John Berger. Nel 1991 si trasferisce in Svizzera. Tra il 2005 il 2009 insegna presso il Centro di formazione integrativa IAC, Zurigo. (Steffi Göber-Moldenhauer, 2011).
Vive e lavora a Ottikon e a Sent.

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