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Frana Cengalo 2017. Assicurazione fabbricati

3 marzo 2020

//lettera aperta\\
Reto Müller scrive alle cittadine e ai cittadini del Comune di Bregaglia per segnalare i punti deboli dell’Assicurazione fabbricati dei Grigioni. Egli evidenzia tuttavia le importanti modifiche alla legge, votate dal Gran Consiglio nel 2019.

La catastrofe del Pizzo Cengalo in Bregaglia, avvenuta il 23 e il 31 agosto del 2017, ha causato, innanzitutto con la scomparsa di otto persone, una tragedia umana indimenticabile.

A prescindere da ciò ci sono pure stati ingenti danni materiali e la perdita di parecchi edifici: case, stalle, cascine, edifici industriali e terreni. Edifici che sono stati portati via dalle due colate, o che sono stati demoliti perché resi inabitabili.

Problematica dell’assicurazione fabbricati dei Grigioni
L’attenzione va posta soprattutto sui fabbricati che hanno subito un danno totale e non sui fabbricati che sono stati ripristinati. In questo ultimo caso non posso che lodare il grande impegno dei responsabili dell’Assicurazione fabbricati dei Grigioni (GVG). E qui colgo pure l’occasione per ringraziare la signora sindaca Anna Giacometti, i municipali, tutte le collaboratrici e i collaboratori del Comune di Bregaglia per il loro lavoro prestato e per il grande impegno dimostrato in questa situazione difficilissima.

Prassi assicurativa che penalizza i cittadini e non conforme alle direttive nazionali dell’edilizia
La prassi assicurativa si basa su due termini: il valore a nuovo e il valore attuale. Una distinzione che ha delle conseguenze finanziarie assai negative per l’assicurato che ha subito un danno totale.

Per chiarire la clausola restrittiva cito, come esempio, la nostra situazione.
La nostra casa a Spino, comprata nel 2010 stimata con il valore a nuovo di 550’000 franchi, è stata demolita in maggio del 2018, perché resa inabitabile. Per ragioni finanziarie abbiamo dovuto rinunciare a una costruzione a nuovo. Riferendosi alla clausola restrittiva l’assicurazione obbliga esplicitamente il cittadino a costruire a nuovo se vuole ricevere la somma del valore a nuovo. Nel caso contrario c’è una deduzione. Nel nostro caso l’assicurazione ha rimborsato 360’610 franchi (65% di 550’000). Ribadisco, una penalizzazione di 199’390 franchi per non aver costruito a nuovo. La banca a sua volta ha dedotto la nostra ipoteca di 280’000 franchi e ci sono rimasti 80’000 franchi. Per nostra fortuna, dall’assicurazione economia domestica ci sono stati versati 47’000 franchi.
Ripeto, abbiamo rinunciato perché una casa con lo stesso volume e il costo del terreno, il quale non è assicurato, sarebbe costata circa 1’200’000 franchi. In questo caso avremmo dovuto prendere un’ipoteca di almeno 800’000 franchi.

Enormi perdite finanziarie per i cittadini di Bondo e dintorni
Con questa prassi l’assicurazione fabbricati, per legge, non ha dovuto indennizzare ai cittadini che hanno avuto un danno totale, una somma ingentissima. Somma che, a mio parere, potrebbe ammontare ad alcuni milioni di franchi. Ma la cifra esatta potrebbe essere data solo dall’assicurazione stessa.

La definizione “valore a nuovo”, con la sua clausola, non corrisponde alla realtà
Dalle disposizioni generali sull’Assicurazione fabbricati dei Grigioni: “I fabbricati sono assicurati al valore a nuovo. Il valore a nuovo corrisponde ai costi di ripristino del fabbricato assicurato, vale a dire alle spese necessarie per la costruzione, nello stesso luogo, di un fabbricato identico per genere, dimensioni e finitura”.
Innanzitutto questa prassi assicurativa, qualora non si potesse costruire nello stesso posto (come nel caso di Bondo e dintorni), non è conforme alla nuova direttiva federale concernente lo spazio edificabile. Inoltre non valuta le nuove leggi obbligatorie per la costruzione a nuovo. E infine, dichiara esplicitamente che si possa costruire lo stesso fabbricato con il valore a nuovo. Questa dichiarazione vale solo per i fabbricati costruiti di recente, ma non per la maggior parte dei fabbricati nel nostro Cantone. Perciò la stima del valore a nuovo dovrebbe corrispondere alla sua definizione per essere corretta.

Il tabù della svalutazione dei fabbricati
L’assicurazione si rivela insufficiente ed inadeguata anche perché non menziona nemmeno la svalutazione drastica dei fabbricati che dopo un evento si trovano nelle vicinanze della zona di pericolo. Anche qui cito il nostro caso. Abbiamo avuto l’opportunità di comprare una casa, da anni in vendita con il valore a nuovo di 1’200’000 franchi, per esattamente 500’000 franchi. La svalutazione è dovuta dal fatto che la casa dista solamente venti metri dalla zona rossa. Per l’ex proprietaria è stata un’ingente perdita finanziaria.

Incomprensione e indifferenza
Nella seduta del 14 novembre 2017, tenutasi nella casa comunale per discutere sul futuro della nostra casa fortemente danneggiata, ho criticato l’insufficienza dell’Assicurazione fabbricati dei Grigioni. Ho citato soprattutto la clausola restrittiva che penalizza i cittadini che hanno subito un danno totale. Il signor Markus Feltscher, direttore della GVG ha difeso l’assicurazione dichiarandola “una delle migliori assicurazioni”. La signora sindaca Anna Giacometti, pure presente, non si è espressa. E malgrado la nostra richiesta, non è stato redatto un verbale integrale della seduta.
Per chiarire questa problematica assicurativa ho invitato due giornalisti del Tagesanzeiger a fare delle ricerche più approfondite. I giornalisti hanno paragonato l’assicurazione edifici del Canton Zurigo a quella dei Grigioni. Una differenza sostanziale, perché a Zurigo noi non avremmo ricevuto né il valore a nuovo né il valore attuale, ma il valore di vendita dell’edificio prima del danno. I giornalisti hanno pure interpellato il signor Markus Feltscher, il quale ha di nuovo sostenuto la prassi assicurativa dicendo che l’obiettivo dell’assicurazione è quello di garantire l’esistenza al danneggiato, che al danneggiato deve essere garantita la continuità della vita quotidiana. Ma contemporaneamente bisogna anche evitare che i danneggiati possano arricchirsi a danno dell’assicurazione (Tagesanzeiger, 11.8.18).

Demolizione dei fabbricati resi inabitabili
Anche della prassi assicurativa concernente la demolizione di un fabbricato ci sarebbe molto da dire. Dopo il risarcimento l’assicurazione è diventata proprietaria della nostra casa e con ciò, giustamente, noi non abbiamo più avuto nessun diritto. Abbiamo comprato dall’assicurazione due apparecchi elettrici per la somma di 2’500 franchi. Avremmo anche potuto comprare l’intera cucina per 10’000 franchi, una cucina di pochi anni costataci circa 20’000 franchi.
Nel nostro caso, un’impresa fuori valle ha demolito anche il tetto della nostra casa senza togliere dapprima le tegole in granito. Una copertura di circa 150 metri quadri che equivale a circa 450 metri quadri di tegole in granito con un valore approssimativo di 15’000 franchi. L’assicurazione ha pagato 42’265.80 franchi per la demolizione. Anche in questo caso avevo chiesto più volte ai responsabili dell’assicurazione di essere più attenti e sensibili nel confronto del cittadino. Ma anche qui, purtroppo, indifferenza e incomprensione.

Incarico presentato dal granconsigliere della Bregaglia, Maurizio Michael, e altri 63 firmatari nella sessione di giugno 2019
Puntualmente, due anni dopo la catastrofe del 23 agosto 2017, il granconsigliere Maurizio Michael e altri 63 firmatari chiedono al Governo di adeguare la prassi assicurativa soprattutto per il risarcimento del valore a nuovo di un edificio, se necessario attraverso una modifica della legge, affinché tutti i proprietari di edifici danneggiati possano farne uso e i nuovi vincoli introdotti non li penalizzino ulteriormente, ecc. (Vedi l’intervista a Michael).
Il granconsigliere Maurizio Michael è stato l’unico politico a prendere l’iniziativa per analizzare seriamente la problematica assicurativa insufficiente, inadeguata, penalizzante e non conforme alle direttive del piano federale. Con grande impegno e perseveranza è riuscito a convincere i politici della necessità di una modifica della prassi assicurativa. La proposta è stata accettata con 89 sì, 11 astensioni e 11 contrari. Il risarcimento del valore a nuovo non sarà più legato esplicitamente ad una costruzione a nuovo, ma può essere usato per la compera e la ristrutturazione di un edificio già esistente. Se non c’è un ricorso, cosa improbabile, questa modifica entrerà in vigore e sarà applicata retroattivamente ai casi ancora aperti. Per il nostro caso non ci sarà probabilmente nessun risarcimento perché risulta già chiuso. Comunque sia, il granconsigliere Maurizio Michael ha svelato il tabù di un’assicurazione obbligatoria che si vanta di “rimborsare tutti i danni”. Mi auguro che questo primo passo cruciale sia l’inizio di una revisione totale della prassi assicurativa. Un’assicurazione obbligatoria che sostenga veramente il cittadino danneggiato.

Reto Müller

Nota della redazione: il firmatario dell’articolo ha fornito alla redazione una copia cartacea di tutti i documenti cui fa riferimento.

Fine della prima parte.

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