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Valore architettonico della City

8 gennaio 2020

L’attuale campagna “52 migliori edifici” della sez. grigione della Protezione della Patria si concentra sulla cultura delle costruzioni grigioni dal 1950 al 2000. Ogni settimana viene presentato un nuovo edificio: il primo del 2020 si trova in Val Bregaglia.

L’associazione privata Protezione della Patria Grigioni (Bündner Heimatschutz) spiega la campagna “52 migliori edifici” con parole chiave come apprezzamento, sensibilizzazione e consapevolezza. Lo scopo di questa campagna è anche, semplicemente, di far conoscere a un vasto pubblico degli edifici costruiti tra il 1950 e il 2000 che caratterizzano in modo significativo l’architettura grigione. Settimanalmente, da novembre 2019 fino a novembre 2020, sul sito in lingua tedesca www.52bestebauten.ch sarà possibile vedere le immagini e leggere le descrizioni dei rispettivi edifici.

Il primo edificio presentato nel 2020 e decimo della campagna è la stazione di servizio bregagliotta della City Carburoil SA progettata dall’architetto Peppo Brivio e costruita nel 1962/63. Segue quindi la traduzione del testo redatto dall’amministratrice delegata della Protezione della Patria Grigioni Ludmila Seifert.

All’epoca in cui il trasporto privato motorizzato era trionfante, sulla strada cantonale tra Bondo e Castasegna è stata costruita la più stravagante stazione di servizio dei Grigioni fino ad oggi. Commissionata da una compagnia petrolifera ticinese, è stata progettata dal luganese Peppo Brivio (1923-2016), uno degli architetti che negli anni Cinquanta del secolo scorso aveva portato l’architettura moderna in Ticino.

I “funghi di cemento” giocosamente eleganti che Brivio ha costruito in Bregaglia rivelano la gioia della sperimentazione che caratterizza l’architettura internazionale delle stazioni di servizio degli anni Cinquanta e Sessanta nei suoi migliori esempi. L’attenzione progettuale si è sempre concentrata sui tetti protettivi che si estendono fino alle pompe di benzina e che, con la moderna tecnologia del cemento armato precompresso, ha reso possibili forme e dimensioni sempre più ardite.

La costruzione di Brivio è una struttura portante caratterizzata da un sottile guscio conico di quasi 11 metri di diametro, rastremato verso l’esterno, che, come una trottola, sembra “stare in equilibrio” su un sottile cilindro, sfidando la forza di gravità. La forma concisa dell’imbuto può essere interpretata come un riferimento al sito, in quanto le sue linee inclinate assumono l’inclinazione dei fianchi della valle. Ma il progetto si basava probabilmente più sul desiderio di una radicale limitazione a due soli corpi geometrici. La purezza formale, ulteriormente sottolineata dalla nudità del cemento, ha dato all’edificio l’effetto di segnale che si addiceva a una struttura commerciale in considerazione delle condizioni di ristrettezza del sito. L’enfasi dell’architetto sulla percezione della forma è visibile nei chioschi, dove è stato costretto ad inglobare parzialmente la monumentale colonna a fungo: utilizzando grandi superfici vetrate, ha creato quella trasparenza che permette di sperimentare la forma della copertura che dall’esterno arriva all’interno.

Davide Fogliada

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