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Le problematiche del 5G

12 dicembre 2019

In una conferenza a Vicosoprano, martedì scorso, sono stati presentati gli aspetti scientifici e sanitari della telefonia mobile. Tanti validi spunti per riflettere sulle scelte da fare.


Organizzata dall’Associazione “Frequenze evolutive”, recentemente fondata in Ticino, la serata informativa è stata condotta da Valentin Bopp e Roberto Wettstein. Quest’ultimo, ingegnere in energia specializzato nell’elettrobiologia, ha tenuto la relazione principale, nella quale ha spiegato le basi scientifiche dell’elettromagnetismo e le influenze di questo sulla salute umana (e animale e vegetale).

Onde e radiazioni
In natura sono presenti campi elettromagnetici di diverse frequenze, ma sempre basse: per esempio, la risonanza di Schumann ha una frequenza di 7.83 Hz. Le frequenze dei campi elettromagnetici artificiali prodotti dall’attività umana sono, invece, molto più alte. Oggi il 4G, comunemente usato nella telefonia mobile, ha una frequenza di 2.1 gigahertz (GHz), il WiFi di 2.4 GHz, dove “giga” sta per miliardo.
La frequenza del 5G crescerà progressivamente e molto velocemente, arrivando ai 28 GHz: si tratterà dunque addirittura di onde millimetriche. Queste, inoltre, non sostituiranno, ma si sommeranno alle onde già presenti. Per di più, le antenne emittenti verranno posizionate dappertutto nelle città: sui pali come nei tombini, per realizzare la copertura totale del territorio.

Una copertura planetaria
Il 5G non serve soltanto ad aumentare la velocità di trasmissione dei dati (consentendo di conseguenza l’allacciamento contemporaneo di molte molte più utenze), ma anche al cosiddetto “Internet delle cose” (IOT, dall’inglese Internet of Things). I veicoli senza autista, per esempio, si appoggiano sulle informazioni che ricevono e trasmettono, via Internet. E per fare questo sono necessarie antenne posizionate ogni 100 metri lungo le strade. Infatti le onde del 5G sono molto corte e necessitano di antenne ravvicinate. (Guarda la cartina della Svizzera delle antenne, sul sito della Confederazione.)
L’obiettivo è raggiungere una copertura di tutta la Terra. Anche con l’uso di satelliti. Ma senza aver svolto studi preliminari sulle possibili conseguenze sulla salute umana. Perciò dagli attivisti viene utilizzato lo slogan: “Non siamo cavie dal laboratorio. Non sperimentate il 5G su di noi”, come si può anche leggere nel sito Stop 5G Ticino e Grigioni italiano.

Problematiche sanitarie
“Già nel 2011 – scrive l’associazione medica Ärzteschutz – l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha classificato le radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza nella categoria 2B delle sostanze cancerogene, cioè allo stesso livello del DDT, un pesticida quasi mondialmente proibito”.
Con l’aumentare delle radiazioni stanno inoltre aumentando le persone che presentano sintomi da intolleranza, e addirittura persone che perdono la capacità di vivere normalmente e di lavorare. Quindi non solo malattie gravi e mortali quali in cancro, ma anche acufene (fischio nell’orecchio), mal di testa, nausea, disturbi del sonno, depressione, stanchezza cronica e altro. I sintomi variano molto da persona a persona. Esistono già persone con problemi gravi, la cui causa è comprovata. E le persone ipersensibilizzate non troveranno più alcuno spazio dove rifugiarsi.

Cosa vogliamo?
Certo che l’IOT potrà consentire a tutti di avere una casa tutta smart, ossia fornita di elettrodomestici connessi all’Internet, per esempio il frigorifero che “sa” quando un determinato prodotto sta finendo e lo “ordina” direttamente al fornitore. Questo implica però una casa dove molti oggetti emettono radiazioni, dalle quali i suoi abitanti non possono proteggersi. La domanda posta dall’Associazione “Frequenze evolutive” è dunque una domanda di responsabilità: cosa vogliamo?
“Vogliamo vivere in un mondo in cui siano le tecnologie ad adattarsi alle persone e all’ambiente, non viceversa. Siamo tutti a favore del progresso e dell’innovazione. Ma ciò non deve avvenire a spese della nostra salute e dell’ambiente” (Organizzazione frequencia).

Silvia Rutigliano

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