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Bondo guarda al futuro

6 dicembre 2019

Concorso di progettazione Bondo. Una pianificazione globale convincente che considera infrastrutture, paesaggio e luogo quale base per la ricostruzione del territorio.


La frana dal pizzo Cengalo nell’estate del 2017 e le colate detritiche successive hanno causato grande distruzione a Bondo, Sottoponte, Spino e Promontogno. L’evento che è stato seguito da tutta la svizzera ha destato grandi emozioni e solidarietà per la ricostruzione. Attraverso un concorso di progettazione il comune e il cantone hanno elaborato una pianificazione congiunta che considera l’insediamento, la circolazione e le misure di protezione contro le piene: base importante per ridare l’identità al territorio. I risultati del concorso confermano l’importanza di una pianificazione con-giunta. Dal concorso è risultato vincitore il team d’ingegneri, di architetti paesaggisti e di architetti sotto la direzione dell’ufficio Conzett Bronzini di Coira.

L’opportunità di una pianificazione complessiva è stata valorizzata
Le misure di emergenza come pure gli studi per i nuovi argini e per le infrastrutture del traffico hanno dimostrato quanto sia importante la coordinazione in merito alla ricostruzione dell’abitato e del paesaggio. Con la pianificazione complessiva dell’insediamento, della circolazione e delle misure di protezione contro le piene attraverso un concorso di progettazione si intendeva rispondere all’esigenza di concepire e pianificare tale località nel suo complesso. Nella ricostruzione non rientrano solo la protezione contro le piene e gli impianti per il traffico ma anche e soprattutto l’integrazione, la ricostruzione e la progettazione di una parte dell’insediamento e del paesaggio culturale delle aree circostanti, in un luogo di grande importanza storico-culturale.

Dal concorso ne esce vincitore il team dell’ufficio Conzett Bronzini Partner AG, Coira con gli uffici: Caprez Ingenieure AG, Promontogno, Eichenberger Revital SA, Chur, l’architetto paesaggista mavo GmbH, Zürich e Müller Illien, Zürich come pure l’ufficio d’architettura Conradin Clavuot, Chur. Il loro progetto «strata» ha convinto la giuria.
Il loro progetto ha convinto in particolare per il suo approccio olistico e per il tentativo riuscito di concepire le opere di protezione previste e indispensabili come parte integrante di un piano complessivo. Nella relazione della giuria si legge: „….i ponti non sono inseriti come edifici indipendenti rispetto alle strade ma sono concepiti come costruzioni interconnesse con le strade e modellati sul paesaggio. Questi vengono visti come un insieme omogeneo, in continuità con il paesaggio e gli imponenti valli di protezione e sono integrati nel contesto insediativo storico grazie ad un allestimento degli spazi liberi sensibile ed appropriato.“

Scarica il foglio informativo dell’Ufficio tecnico cantonale.

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