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Come le pecore

3 ottobre 2019 2 commenti

//riceviamo e pubblichiamo\\
Il movimento a difesa dell’ambiente sta raggiungendo sfere preoccupanti. Un contributo di Gian Luca Giovanoli, Vicosoprano.

Bisogna ammetterlo; i socialisti e i verdi hanno saputo inscenare alla grande la situazione climatica a proprio favore e al fine politico questo è ammissibile. Ciò che è meno facile da capire è come il cittadino medio si aggreghi a tale movimento senza mettere assolutamente in discussione l’argomento. E ora ci si mette anche la chiesa a fare politica, lasciando suonare le campane per ben 15 minuti. O sempre pensato che la chiesa fosse e debba rimanere apolitica, ma a quanto pare mi sono sbagliato. Ma lasciatemi formulare alcuni pensieri che mi passano sempre più spesso per la testa quando vedo, leggo e sento notizie inerenti lo sciopero a favore dell’ambiente e del cambiamento climatico #ClimateStrike:

Cari studenti, giovani e allievi. Scioperare può solo chi lavora! Definizione Garzanti di sciopero:

1. astensione volontaria dal lavoro, attuata collettivamente da lavoratori dipendenti come forma di pressione sui datori di lavoro o sul potere pubblico, per ottenere miglioramenti economici o normativi oppure per conseguire obiettivi più generali di ordine sociale o politico

2. astensione volontaria dalla propria attività professionale come forma di pressione e protesta: sciopero dei negozianti, degli autotrasportatori.

La stragrande maggioranza di chi ha camminato per le strade della Svizzera come di altri Paesi, sono studenti, allievi o addirittura minorenni. Voi andate dunque a scuola! Non siete indispensabili presso le scuole, bensì la scuola è indispensabile per voi. Siete iscritti e ricevete stipendi o dovete andare a scuola perché la legge lo prevede. Oltre che non lavorare, siete addirittura tra coloro che approfittano dell’impegno degli altri (insegnanti, professori e addetti all’amministrazione di istituti scolastici),  finanziati dalla mano pubblica (noi!) e  dunque in gran parte da quelle società (PMI) e gruppi aziendali che criticate durante le vostre passeggiate. Perché non organizzate queste marce di protesta di domenica mattina alle 08°° invece che di venerdì pomeriggio? Dunque, cari scioperanti, se parlate di sciopero in relazione a quanto fate, o si tratta di pura arroganza oppure di ingenuità.

Appartenete ad una piccolissima parte della popolazione privilegiata che mai ha abitato questo pianeta e dunque godete di massima comodità, sicurezza legale, offerte per il tempo libero, per lo Sport e la Cultura, alimentazione sana, ottima educazione, possibilità di viaggiare, infinite offerte di consumo (che criticate ma ne fate il massimo uso!), ottima cura sanitaria ecc ecc. Le generazioni che vi hanno preceduto non hanno avuto così tanta fortuna, come non l’hanno la stragrande maggioranza delle persone e in particolare dei giovani che sono per caso nati in altri Continenti e dunque in altre realtà.

Sentendovi gridare allo scandalo durante le vostre marce o leggendo i cartelloni che tenete in mano (e che poi buttate su marciapiede!) sembra che dobbiate lavorare a piedi nudi e al freddo per sopravvivere. Il contrario è la realtà: vivete in case ben riscaldate, avete innumerevoli possibilità di svago in un mondo che non è mai stato così attento alle emissioni cattive, ai materiali nocivi e nel quale le fabbriche e le automobili sottostanno a prescrizioni e limiti ambientali come mai nella storia dell’umanità. Andate all’Europapark e a Gardaland, i vostri genitori vi portano a scuola in auto, per la festa di fine studi non basta trovarsi al ristorante all’angolo, ma si vola con gli amici attraversando mezza Europa, le feste di addio al celibato non si fanno più in un particolare locale nelle vicinanze, ma si prende l’aereo e si vola a Las Vegas. E noi siamo i cattivi?

Unicamente il consumo di energia per i vostri cellulari, Laptop, PC e iPad sui quali giocate 24/24 o per la PlayStation per giocare a Fortnite necessitano di intere centrali per la produzione di energia. A proposito, tutti gli aggeggi elettronici che ho appena elencato sono prodotti in Cina, con grande probabilità da persone (spesso minorenni) costrette a lavorare in condizioni deplorevoli (diritti umani, sicurezza, salute o salario). Le batterie sono alimentate da Litio e per costruire i cellulari ci vuole il cobalto. Questi elementi sono ricavati sfruttando il lavoro di bambini che volentieri andrebbero a scuola, anche solo quel venerdì pomeriggio che voi manipolate per lo sciopero a favore del clima! Le Sneakers che calzate sono prodotte in Vietnam e portate in Europa con grandi navi che per un viaggio solo bruciano più combustibile che tutte le auto in un anno in Svizzera.

Tutto il mondo sembra seguire la signorina Greta. Con tutto il rispetto, ma da quando in qua una sedicenne (quando ha iniziato era addirittura 14enne!) dice al mondo intero come dobbiamo comportarci? Che esperienza di vita ha avuto questa ragazzina che ormai avrà marinato talmente tanto la scuola che il suo futuro potrà essere solo finanziato da altri? Un deplorevole burattino in mano a multinazionali che faranno i bilioni con il movimento ecologista imposto dagli Stati con regime socialista e ecologista. E tutti ad applaudire, come le pecore!

L’unica cosa che si può dire a vostro favore, cari studenti e scioperanti, è che siete riusciti a scoprire che la nostra generazione (quella dei vostri genitori e nonni) è ricattabile se toccata nella morale. Appena si parla di cambiamento climatico o di CO2, siamo disposti a fare di tutto. Spero che questa generazione si accorga a tempo debito che dando il voto ai movimenti che propagano il mutamento climatico non si risolveranno per nulla i problemi. In particolare se penso alle nostre zone discoste di montagna. Tutti noi siamo dipendenti dalla mobilità stradale individuale (auto privata) perché non possiamo recarci al lavoro in treno, tram o bus. Aumentare il prezzo del carburante di 30 cts (come discusso attualmente in Parlamento, ma il traguardo dei partiti di sinistra è un aumento di 3.- CHF/litro!) sarebbe un castigo proprio per noi, regioni di montagna. Decidere una tassa aggiuntiva per il clima su ogni volo da e per gli aeroporti elvetici farà male al nostro portafoglio (ceto medio) ma di certo non ai ricchi e superricchi. Inoltre sarà veleno per l’economia indigena in quanto si farà semplicemente uso degli aeroporti di Bergamo o Milano rispettivamente di altri Paesi limitrofi alla Svizzera.

Dunque, cari studenti che volete salvare il pianeta, vi invito a iniziare da voi stessi; mentre alla nostra generazione chiedo di smettere di comportarsi come le pecore e di ponderare bene prima di decidere quale movimento politico vogliamo sostenere per le elezioni alle porte. Io preferisco trovare le soluzioni tramite l’educazione e lo spirito d’iniziativa e di responsabilità di ogni singolo cittadino piuttosto che lasciarmi ordinare divieti, obblighi, tasse e incentivi! Dunque vi invito ad inserire nelle urne una a scelta tra le liste 14 o la 16 e di scrivere sulla scheda per il Consiglio degli Stati il nome di Velérie Favre Accola.

Gianluca Giovanoli, Vicosoprano

Attualmente ci sono 2 commenti

  1. Silvia Rutigliano scrive:

    Trovo offensivo l’articolo di Gianluca Giovanoli. Offensivo nei confronti di tutte quelle persone che si preoccupano del futuro del nostro pianeta e della qualità della vita delle persone che vivono in posti meno fortunati della nostra bella Svizzera immersa nel paesaggio alpino. Non sono tutti agli ordini di qualcuno, come un gregge di pecore!

    Ci sono persone che da anni, da decenni, sono convinte che si debba cambiare rotta, cambiare stile, consapevoli che non basta spegnere le lampadine inutili in casa o chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, ma si deve agire a tutti i livelli. Inoltre, ci sono persone giovani che scoprono adesso il problema e che hanno deciso di fare qualcosa, non fosse altro che una manifestazione di piazza a Berna.

    In secondo luogo, vorrei osservare che le parole hanno una storia, non solo una definizione sul vocabolario. E lo sciopero è almeno dal Sessantotto che lo fanno anche gli studenti. Anche io facevo sciopero a scuola. E ricordo che gli operai dell’epoca (anni Settanta) criticavano noi studenti dicendo che noi non ci rimettevamo nulla, che facevamo solo vacanza. Ma non era così: essere assente da scuola significava perdere una importante spiegazione di storia o di matematica, o saltare un esame, o mancare a un torneo di pallavolo… Non ci rimettevamo in denaro, ma in altro, per noi (o almeno per me) molto importante.
    Eravamo giovani e avevamo alti obiettivi. Qualcosa è stato raggiunto, molto no, ma abbiamo detto la nostra, come fanno anche i giovani di adesso. È importante, per noi che giovani non siamo più, saperli ascoltare non per sentirci in colpa per quanto abbiamo fatto o non abbiamo fatto, ma per ripartire insieme dal presente!

    Infine, un terzo punto: io sono orgogliosa che la mia chiesa abbia preso parte all’evento del 28 settembre, se non altro suonando le campane. È dagli anni Ottanta che nelle chiese si riflette sul tema della protezione dell’ambiente. Anche nel Consiglio ecumenico delle chiese (CEC/WCC) esiste una commissione su «giustizia, pace e salvaguardia del creato». Il concetto teologico che soggiace a questo impegno è che il mondo è creazione di Dio, affidato agli esseri umani affinché lo governino e lo custodiscano. Non è questione di fare politica (tema di perpetua discussione), ma di essere creature che si assumono la responsabilità del compito che è stato loro assegnato.

    I problemi ambientali sono tanti e molto complessi. Non dobbiamo metterci uno contro l’altro: siamo tutti sulla stessa Terra.

  2. scrive:

    Grande caro
    Purtroppo nel frattempo ci troviamo nella galleria degli orrori, nun c’ sta nient’ a fa’.
    La vita moderna sembra distruggere i cervelli.
    Sarà la pecora pazza?
    Marcello Widmer

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