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Dieci giorni di Piuro

18 settembre 2019

//comunicato stampa\\
Un consuntivo. Teatro, storia, enogastronomia e celebrazione ecumenica.


Teatro, storia ed enogastronomia. Sei eventi che hanno raccolto l’attenzione di oltre 700 persone. In occasione della “Dieci giorni di Piuro” la Val Bregaglia è tornata a ospitare il Belfort Theatre Campus, progetto ideato e curato dalla Compagnia teatrale “I Guitti” in collaborazione con l’Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro. Si è trattato del primo dei tre atti di Magia naturalis, intitolato Eresia. Dal 21 agosto al 1° settembre Luca Micheletti, drammaturgo, regista e attore teatrale legato da dodici anni a Piuro e alla sua storia, ha diretto indagini teatrali liberamente ispirate a Christopher Marlowe, Giordano Bruno, Johann Wolgfang Goethe e Friedrich Nietzsche con un gruppo di quindici giovani attori professionisti. Dopo due performance dedicate l’una a Bruno (a Soglio) e l’altra al Faust di Marlowe (nel crotto di Belfort), nello scorso fine settimana si sono tenuti i due spettacoli finali nell’area dell’antico palazzo.

Eresia a Belfort
Un teatro straordinario in tre atti, magicamente interpretato dagli attori del campus sotto la guida di Luca Micheletti. Eresia è la prima tappa di una trilogia destinata a scuotere gli animi.
Dalla Genesi a Goethe attraverso scene forti, a volte anche crude, che esaltano l’umanità in una sfida contro l’eterno. “Dio è morto, l’abbiamo ucciso noi!”: Nietzsche è comparso nel secondo atto tra metamorfosi umane e le rovine di Piuro. Un perpetuo movimento di uomini alla ricerca di ciò che non si può avere: l’onnipotenza. Il controllo totale della vita attraverso la sola volontà umana. Ed ecco, infine, Dio, spettatore e giudice. Lascia che i demoni si divertano. Egli, dall’alto, avverte Lucifero che tutto ciò che porta al peccato, può essere salvato attraverso il pentimento finale di questo inebriante girone infernale che è il primo episodio della trilogia Magia naturalis.
«Con questo percorso vogliamo mettere in evidenza, attraverso il teatro, il ruolo che Piuro e la Bregaglia hanno interpretato incontrando personaggi di statura internazionale – ha sottolineato il presidente dell’associazione Gianni Lisignoli -. Con queste performance, che traggono ispirazione e forza dalla natura, riteniamo di potere evidenziare la storia di Piuro e l’importanza della conoscenza di questa storia anche per costruire un turismo diverso».

Storia ed enogastronomia
Nel corso della Dieci giorni a Palazzo Vertemate Franchi si è tenuta anche una cena, promossa insieme alla Condotta Slow Food della Mera, dedicata al mais rostrato rosso del Consorzio forestale di Prata Camportaccio.
La Dieci giorni di Piuro si è conclusa nella serata del 4 settembre, anniversario della frana del 1618, con la benedizione della Capèla di Mort, costruita nel ricordo delle vittime della tragica frana. Questo edificio, realizzato nel Diciassettesimo secolo e mai consacrato, è stato utilizzato per centinaia di anni come magazzino agricolo. Grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale, in sinergia con l’Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro e con il supporto della Soprintendenza ai beni artistici e storici, è stata restaurata. Oggi è finalmente un punto nel quale ricordare la storia dell’Antica Piuro. La pastora della Bregaglia Simona Rauch, il parroco di Piuro don Romano Pologna e fra Mauro Jöhri – ministro generale dei Cappuccini fino al 2018, originario di Sant’Abbondio – hanno celebrato la preghiera ecumenica con riformati e cattolici.

Quest’iniziativa è supportata dal progetto Interreg Italia-Svizzera Amalpi 18, che promuove un’innovativa strategia di fruizione della Bregaglia-Valchiavenna-Moesa-Ticino, ovvero la realizzazione di un percorso geoculturale transfrontaliero a carattere scientifico-divulgativo, che far perno sul nuovo Centro Tranfrontaliero Grandi Frane Alpine della Valchiavenna.

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