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Rimpicciolire il Gran Consiglio?

20 agosto 2019

Il Governo chiede di bocciare l’iniziativa per la riduzione del numero dei granconsiglieri. I promotori ritengono invece che il parlamento sarebbe più professionale, efficiente e vicino ai cittadini.

L’iniziativa popolare che chiede di ridurre a 90 il numero di granconsiglieri va respinta perché comprometterebbe la varietà linguistica e culturale, nonché il rispetto della struttura regionale dei Grigioni. Lo indica il Governo nel licenziare il messaggio con il quale chiede al parlamento di bocciare il testo e di non elaborare alcun controprogetto.

Oltre a chiedere la diminuzione da 120 a 90 del numero di granconsiglieri, l’iniziativa “Per il ridimensionamento del Gran Consiglio: 90 bastano”, redatta dal Partito socialista (PS) sotto forma generica, vuole anche ridisegnare i circondari elettorali. Se approvata, il Gran Consiglio dovrà essere eletto nelle nuove dimensioni per la prima volta nel 2022, ricorda il Governo in una nota.

La diminuzione del numero di parlamentari non è un tema nuovo nei Grigioni: il Gran Consiglio se ne è occupato più volte e ha sempre detto di no. Anche i cittadini si erano già espressi una decina d’anni fa, il 24 febbraio 2008, bocciando (di strettissima misura: 50,9% di voti contrari) una iniziativa popolare, anch’essa lanciata dal PS, che voleva ridurre a 80 il numero di granconsiglieri.

Secondo il Governo, da quando sono state prese queste decisioni non sono emersi nuovi elementi che renderebbero opportuno o necessario un ridimensionamento del Gran Consiglio. Gli argomenti già invocati più volte rimangono validi: con una riduzione del numero di seggi, nella composizione del parlamento non sarebbe più possibile tenere conto della varietà del Cantone e delle sue strutture regionali.

Una riduzione del numero di membri non è neppure necessaria per motivi di efficienza e funzionalità: “I Grigioni dispongono di un parlamento di milizia funzionante ed efficiente che è perfettamente in grado di adempiere i compiti assegnatigli dalla Costituzione e dalla legislazione, tutto ciò con spese proporzionate”, afferma il Governo.

Per il PS una riduzione dei deputati renderebbe invece il parlamento più “professionale, efficiente e vicino ai cittadini”. Negli ultimi anni i Grigioni hanno ammodernato le loro istituzioni: c’è stata una riforma giudiziaria, i distretti, circoli e corporazioni sono stati sostituiti dalle regioni e il numero di Comuni è stato notevolmente ridotto; unica “grande eccezione”: il Gran Consiglio.

Fonte: ats

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