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Echi del campo estivo

7 agosto 2019

Si è svolto dal 13 al 20 luglio 2019 a Tarasp, in Bassa Engadina. Organizzato dalla Chiesa evangelica riformata in collaborazione con la Scuola di musica.

Dopo aver recuperato (in parte) il sonno perduto ed essere guariti (in parte) dalle sbucciature sui ginocchi, i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al campo estivo lasciano qualche riga di commento sull’esperienza vissuta.

Elisa Ciapponi, 11 anni e mezzo, di Casaccia: «Mi è piaciuto molto il campo estivo perché si dorme, si mangia, si lavora e ci si diverte tutti insieme».

Infatti, 34 ragazzi e ragazze, accompagnati da sei adulte e adulti, più una cuoca e due giovani adulte, hanno vissuto insieme per sette giorni (e sette notti), dal 13 al 20 luglio 2019, nella Casa Rorschacherberg di Tarasp, Comune di Scuol.

Primo giorno a Tarasp

Fra i partecipanti anche due ragazzi di Coira, con origini bregagliotte, che al campo avevano la cugina di Vicosoprano.

Scrive Viola Cotti, 11 anni (Coira): «Il campo estivo era bellissimo. Noi abbiamo avuto la nostra casetta davanti ad un lago e sotto al castello di Tarasp. Ogni mattina abbiamo dovuto correre attorno al lago. La nostra cuoca cucinava benissimo».

Correre, o camminare, intorno al lago era una delle attività del mattino: dopo la sveglia e prima della colazione, una decina di minuti di movimento all’aria aperta.

«Il campo estivo era molto bello. Al di più mi è piaciuto la discoteca. Il castello di Tarasp era anche bellissimo ed interessante». Clà Cotti, 9 anni (Coira).

La discoteca faceva parte della festa finale. Dapprima scenette inventate liberamente per ridere sulle avventure (più o meno belle) della settimana, poi musica e danze fino a tardi!

La cugina Angela Gianotti, 11 anni e mezzo (Vicosoprano), scrive: «Mi è piaciuto andare in piscina, era molto bella anche la caccia al tesoro. Per me è stato bello poter scegliere fra canto, teatro e percussioni.
Mi sono divertita un sacco, era bellissimo».

Valentina Filli, quasi 12 anni, di Bondo, ha partecipato a tutti i campi che abbiamo organizzato da quattro anni a questa parte. I primi due a Lenz/Lantsch. Poi, l’anno scorso, a Tarasp.
«A me è sempre piaciuto il campo estivo, fin dall’inizio.
Ogni anno è diverso e i bambini che vengono cambiano. Per questo motivo si possono sempre fare nuove amicizie o rivedere qualcuno che non vedevi da un po’ di tempo.
Il campo estivo è bello perché si possono fare tante attività, fra le quali anche il teatro e la musica (cantare e suonare), così i bambini possono imparare cose nuove.
Il bello del campo estivo è anche che circa ogni due anni si cambia posto. Il primo anno era a Lenz, e lì mi è piaciuto molto. Poi siamo andati a Tarasp ed è anche stato molto bello… Ma chissà dove andremo l’anno prossimo? O se ci sarà ancora il campo estivo? Io spero di sì.
Però certe cose si potrebbero migliorare, ad esempio: si potrebbero suddividere nelle camere le più giovani dalle più vecchie (2ª-4ª classe e 5ª-6ª classe).
Una cosa secondo me si potrebbe sempre rifare: la caccia al tesoro! E sicuramente anche i tornei di calcetto, di ping-pong o di altri sport».

La suddivisione nelle camere è molto condizionata dagli spazi offerti dalle case in cui si va. Quest’anno, come l’anno scorso, abbiamo potuto dividere i ragazzi più piccoli (9-10 anni) dagli altri (11-13 anni). Mentre per le ragazze non è stato possibile (ce n’erano solo tre di 9 anni e tante di 10 anni), e quindi abbiamo sistemato un gruppetto di cinque ragazze di età media in una camera, e tutte le altre, piccole, medie e grandi, nel camerone.

Anche Elena Pedroni (11 anni e mezzo, Castasegna) è una veterana. «Mi sono piaciuti tutti questi quattro anni. Mi sono divertita di più a Lenz, perché il paese era più carino e c’era più posto per giocare.
Le pietanze sono state sempre buone. Mi sono piaciute in particolare le lasagne.
Purtroppo fra due anni non potrò andare perché andrò al Plantahof.
Il prossimo anno spero che andremo in un posto bello e che vicino ci siano animali come gatti, cani e cavalli».

Raffaello Peters, 11 anni e mezzo, è di Sils e frequenta la scuola di Maloja. «Mi sono divertito molto nel campo e particolarmente quando andammo in piscina. Questo campo lo consiglierei a tutti».

Alla piscina all’aperto di Scuol siamo andati giovedì pomeriggio: ci sono vasche per piccoli e grandi, giochi, scivolo, trampolini per tuffarsi. Nella stessa area ci sono anche i giochi gonfiabili.

Di ritorno dalla piscina

Asia Crüzer, 11 anni e mezzo, di Stampa: «Mi è piaciuto molto stare con i miei amici e l’ultima serata fare la festa.
Il mangiare era ottimo.
Alla sera era difficile addormentarsi perché avevamo troppe cose da fare!
Infatti la prima notte a casa ho dormito più di 15 ore e ci ho messo più di due giorni a riprendermi.
Tutte le attività erano belle e ho conosciuto meglio le mie amiche.
Non vedo l’ora di riandarci.
Vorrei anche ringraziare tutti.
La mia mamma diceva di tenere ordine, ma se vedeva la nostra camera, avrebbe urlato!
Quindi ho imparato tanto».

Lorenzo Maurizio, 13 anni, di Maloja: «La settimana a Tarasp aveva un ricco programma e le attività erano bene organizzate.
È stato bello rivedere i miei amici.
Mi sono divertito un sacco a scendere con il monopattino, è stata una bella sorpresa.
Ringrazio tutti gli accompagnatori!».

Già, il monopattino (o trottinett, alla tedesca)… Causa di infortuni, per fortuna presi bene dagli interessati. Siamo saliti, il mercoledì, a Motta Naluns e per scendere avevamo prenotato (all’insaputa dei ragazzi e delle ragazze) i monopattini! Perciò per loro è stata una sorpresa. Da lassù si può infatti scendere, lungo la strada sterrata, fino a Scuol. 10 km di avventura. Purtroppo qualcuno è caduto durante la discesa e si è sbucciato qua e là. Stavano in coda Tosca e la sottoscritta, che medicavano i feriti man mano che li trovavano fermi ai bordi della strada. Tutti molto coraggiosi!

Tosca Giovanoli (accompagnatrice adulta, Soglio): «Una settimana intensa, piena di emozioni: il bagno rinfrescante nel lago Nero, le ragazze in pantaloncini con le gambe gelate, la coppa persa per un soffio da Roger Federer, il torneo di calcetto, la grinta di alcuni e la delusione degli altri, il treno soppresso, il castello di Tarasp, le prove di teatro e la fantasia dei bambini, le percussioni e il canto che risuonavano in tutta la casa, i colori dei costumi e del paesaggio, i momenti serali in veranda, le storie di Silvia e gli attimi di silenzio al termine dei racconti, i pizzoccheri valtellinesi e la torta di mele, i tuffi in piscina, le sfide a «Machiavelli», la discesa in trottinett e i graffi sulle ginocchia, l’AutoPostale sfuggito sotto il naso, le chiacchierate notturne, gli sketch di fine campo e l’entusiasmo dei ragazzi… Emozioni forti che mi accompagneranno per tutta la vita».

La nostra bandiera

Il campo rimane, evidentemente davvero, nel cuore di chi partecipa: Filippo Pedroni, anche se quest’anno non c’era, ha inviato anche lui un suo testo.
«Il primo anno, questo campo estivo si è svolto a Lenz. Eravamo circa 20 ragazzi e ragazze tra gli 8 gli 11 anni. La casa in cui abbiamo alloggiato era grande e spaziosa.
Abbiamo fatto molte gite. Ad esempio siamo andati nella piscina di Lenzerheide, molto bella e anche molto grande. Un giorno siamo andati a fare una gita nel bosco per andare a fare il bagno in un laghetto. Arrivati vicino al laghetto, sembrava una pozza perché era molto piccolo, ma abbiamo fatto il bagno e ci siamo divertiti lo stesso. Il campo è durato una settimana.
Nel secondo anno siamo tornati nello stesso posto. Siamo ritornati alla piscina di Lenzerheide e abbiamo fatto un’escursione a Coira. Questa volta eravamo 30 ragazzi e ragazze. Siamo anche andati in gita su un pizzo che si chiama Danis.
Il terzo anno siamo stati a Tarasp, un paesino in Bassa Engadina. La casetta in cui abbiamo alloggiato si trovava sotto un grande castello di un artista molto famoso che si chiama Not Vital.
Siamo andati in una piscina di Scuol. La piscina era all’aperto ed era molto grande.
Un giorno siamo andati nella valle S-charl.
Purtroppo il quarto anno di campo estivo non sono potuto andare perché sono andato a Landquart al Plantahof a studiare il tedesco».

2ª-4ª classe e 5ª-6ª classe

Silvia Rutigliano

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