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Stop-motion e animazione

18 giugno 2019

Settimana progetto della Sec./SAP di Stampa. Media e l’informatica.

Martedì 4 giugno abbiamo trattato lo Stop-Motion, ovvero una serie di immagini che, proiettate in sequenza, danno l’illusione di movimento producendo un video. Questo metodo è utilizzato anche per produrre i cartoni animati. Una volta tutto il procedimento di produzione era a mano, disegnando e colorando.
Ora si lavora al computer, ma la base è la stessa. Come prima cosa, abbiamo parlato della storia e dell’evoluzione dello Stop-Motion.

Il taumatropio è stato inventato intorno al 1829 da Joseph Plateau. Esso è un dischetto con un’immagine sulle due facce che, fatte girare, si sovrappongono.
Le due classiche immagini sono il pappagallo e la gabbietta che, quando fai girare il dischetto sembra che il volatile sia nella gabbietta.

Il fenachistoscopio è stato inventato nel 1832 sempre da Joseph Plateau. Consiste in un dischetto con dei taglietti attaccato ad un paletto. Per far funzionare questo oggetto ti devi posizionare davanti allo specchio e devi far girare il dischetto e attraverso ai buchini guardi lo specchio e vedi le immagini.

Lo zootropio, una specie di giostra, è stato inventato nel 1834 da William G. Homer.
Anche questo oggetto ha dei taglietti. Al centro dello zootropio c’è una striscia di carta. Se ti abbassi al punto dei tagli osservi la strisciolina posta all’interno della giostra che girando fa l’effetto dell’animazione.

Il folioscopio, inventato da John Barnes Linnet nel 1868, è un libricino formato da tante pagine ognuna con un’immagine che sfogliato velocemente, dà l’impressione che l’immagine si muova, sviluppi un movimento.

Nel 1876 è stato inventato da Charles-Emile Reynaud il prassinoscopio. Uno strumento simile allo zootropio, il quale però ha la striscia di carta sui lati e al centro ci sono degli specchi. La funzione è quasi la stessa dello zootropio solo che devi osservare le immagini in movimento dall’alto e guardando negli specchi.

Dopo aver visto questi strumenti, abbiamo provato noi a fare dei semplici video, usando gli oggetti di tutti giorni. Nel pomeriggio abbiamo provato a fare un video più lungo cercando di trasmettere un messaggio.

Personalmente ci è piaciuto molto perché è stato interessante, divertente, creativo e ci ha fatto capire che lavoro duro c’è dietro ai cartoni animati. Abbiamo notato come ai nostri giorni produrli è molto più semplice e veloce grazie alle nuove tecnologie.

Scritto da: Matteo, Anna, Pedro

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